Roma, rush finale per il nuovo stadio. Tra pochi giorni gli ultimi step burocratici
Bernabè, responsabile dei rapporti istituzionali dei giallorossi, spiega: "Entro la prossima settimana l’apertura della conferenza dei servizi decisoria, poi via ai bandi pubblici"
Bernabè, responsabile dei rapporti istituzionali dei giallorossi, spiega: "Entro la prossima settimana l’apertura della conferenza dei servizi decisoria, poi via ai bandi pubblici"
Andrea Pugliese Giornalista 10 giugno - 16:51 - ROMA English versionSiamo al rush finale. Insomma, dovremmo davvero esserci e per lo stadio della Roma questi sono giorni molto caldi. A confermarlo è anche Lucia Bernabé, responsabile dei rapporti istituzionali della Roma, partecipando alla seconda giornata nazionale dell’impiantistica sportiva, andata in scena nel salone d’onore del Coni. "Per l’apertura della conferenza dei servizi decisoria siamo anche noi in attesa di notizie da parte del commissario – dice - Speriamo che questa sia la settimana giusta per iniziare il processo, al massimo l’inizio della prossima. Ma questi sono i giorni in cui si dovrebbe partire".
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—Che poi la notizia è proprio questa, la partenza della conferenza dei servizi decisoria, quello che dovrebbe essere l’ultimo step prima del via ai bandi pubblici. A livello di tempistiche, quindi, la Roma spera di inviare entro fine luglio lo stato di avanzamento del progetto all’Uefa, che poi entro metà settembre dovrà decidere a quali impianti – in caso – assegnare le partite di Uefa 2032. Infine la posa della prima pietra, che la Roma spera di mettere nella primavera del prossimo anno. E da quel giorno andare avanti per circa tre anni con i lavori.
punto
—La Bernabé poi analizza tutti i benefici del nuovo stadio della Roma. "Questo è uno stadio che migliorerà la città. E’ un investimento importante, che non si limita alle due ore delle partite di calcio. E’ piuttosto un’opportunità di sviluppo e rigenerazione di un quadrante della città. Guardiamo nel resto d’Europa, i grandi stadi sono diventati dei veri poli urbani, restituendo valore a dei quartieri che erano ai margini. E Pietralata è l’esempio emblematico, in tal senso, una zona della città rimasta incompleta per decenni, nonostante anche la vicinanza della stazione di Tiburtina. Pietralata è stata scelta anche per dare un progetto vero a questa parte di città". Poi alcuni aspetti specifici del progetto: "Si valorizzeranno gli spazi pubblici, il verde, verrà migliorata la viabilità che poi è uno dei temi che ci sta più a cuore, per non ricadere negli stessi errori dell’Olimpico nei giorni della partita. L’investimento che faremo sarà un progetto che permetta di creare un patrimonio per la città. Tutte le strutture, le strade, il verde, saranno a disposizione della città per sempre. E, aggiungo, questo non è un progetto di speculazione edilizia, ci sarà solo lo stadio e il parco dello stadio". E i tempi? "Lo stadio verrà costruito in tre anni e poco più. Si creeranno posti di lavoro, con un impatto economico che darà benefici prolungati. Sarà uno stadio moderno, che vivrà sette giorni su sette con eventi, concerti, convention e manifestazioni. Se poi guardiamo allo stadio del Tottenham o al Bernabeu, ad esempio, questi stadi diventano elementi di prestigio che attraggono il turismo, diventando dei punti di riferimento architettonici da visitare. Le città che hanno sviluppato nuovi impianti ne hanno sempre tratto beneficio. A Torino ci fu una rinascita pazzesca dopo l’Olimpiade. Queste opere servono a dare una visibilità nuova alle città". E a chi gli chiede dei problemi acustici, la Bernabé è chiara: "Dal punto di vista acustico lo stadio è stato studiato per evitare qualsiasi tipo di rumore, non ci sarà alcun inquinamento acustico".
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