Cafu scrive per noi: "Nel 2002 vincemmo grazie ai balli di Dinho. Ancelotti ci porterà in semifinale, poi..."
La Gazzetta dello Sport

Cafu scrive per noi: "Nel 2002 vincemmo grazie ai balli di Dinho. Ancelotti ci porterà in semifinale, poi..."

Giovedì 11 giugno 2026
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Il brasiliano ex Milan scrive per noi sul Mondiale: "Ci sono tante nazionali in grado di arrivare in fondo ma se riusciremo a creare il giusto spirito di gruppo, potremo essere davvero una delle squadre più difficili da affrontare"

Il brasiliano ex Milan scrive per noi sul Mondiale: "Ci sono tante nazionali in grado di arrivare in fondo ma se riusciremo a creare il giusto spirito di gruppo, potremo essere davvero una delle squadre più difficili da affrontare"

Marcos Cafù 11 giugno - 11:43 - MILANO English version

I Mondiali hanno sempre un fascino speciale. Non importa quanti anni passino o quante competizioni si disputino nel frattempo: quando arriva il momento della Coppa del Mondo, ogni giocatore, tifoso e appassionato di calcio sente qualcosa di diverso. Per me, che ho avuto la fortuna di vincerla due volte con il Brasile e di giocare tre finali consecutive, il Mondiale rappresenta il massimo che questo sport possa offrire. Guardando a questa edizione, credo che ci siano diverse nazionali in grado di arrivare fino in fondo. 

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favorite

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L’Argentina resta una squadra molto competitiva, la Francia ha una qualità straordinaria in ogni reparto e anche nazionali come Spagna, Inghilterra e Germania possono recitare un ruolo da protagoniste. Ma quando si parla di Mondiale, il Brasile deve sempre essere considerato tra i favoriti. Sono molto curioso di vedere il lavoro di Carlo Ancelotti sulla panchina della Seleçao. Stiamo parlando di uno degli allenatori più vincenti e rispettati della storia del calcio. La sua esperienza internazionale, la capacità di gestire i grandi campioni e il suo equilibrio possono essere qualità fondamentali per una nazionale che negli ultimi anni ha mostrato talento, ma che spesso è mancata nei momenti decisivi. Ancelotti porta serenità e leadership. Il Brasile ha bisogno di ritrovare fiducia e identità, senza rinunciare a quella creatività che ha sempre caratterizzato il nostro calcio. Abbiamo giovani di grande valore e giocatori già affermati ai massimi livelli europei. Se riusciremo a creare il giusto spirito di gruppo, potremo essere davvero una delle squadre più difficili da affrontare.

In una partita delle vecchie glorie. Afp

ronaldinho

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A questo proposito, mi viene in mente un episodio che ancora oggi porto nel cuore. Ai Mondiali del 2002 mister Felipe Scolari ci radunò e ci disse che l’atmosfera non era quella giusta: serviva più allegria. Ronaldinho non se lo fece ripetere due volte e diede inizio a un ritmo che coinvolse e trascinò tutti noi. Da quel momento in poi il gruppo si sciolse, iniziammo a vivere ogni giornata con maggiore leggerezza e questo atteggiamento ci fu di grande aiuto durante tutto il resto del torneo. Quella squadra era fortissima, ma la differenza la fecero anche l’unione, il sorriso e la voglia di stare insieme. È una lezione che vale ancora oggi. I grandi tornei non si vincono soltanto con il talento. Servono organizzazione, sacrificio e soprattutto un gruppo compatto, capace di superare insieme tutte le difficoltà che via via si possono incontrare.

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pronostico

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Il mio pronostico? Vedo il Brasile tra le candidate alla vittoria finale. Non sarà semplice, perché il livello delle rivali è altissimo, ma credo che con Carlo Ancelotti e con il potenziale della nostra rosa la Seleçao abbia tutte le carte in regola per arrivare almeno in semifinale. E quando il Brasile arriva nelle ultime quattro, può succedere di tutto. Perché la storia del nostro calcio insegna una cosa: quando il Brasile ritrova fiducia, entusiasmo e spirito di squadra, diventa una nazionale che nessuno vuole incontrare.

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