Rivera e quel lampo visionario all'Azteca: ecco chi era "l'angelo calciatore"
La Gazzetta dello Sport

Rivera e quel lampo visionario all'Azteca: ecco chi era "l'angelo calciatore"

Venerdì 12 giugno 2026
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È stato l'ultimo vero 10 creando il mito di quel numero: non era un attaccante ma faceva gol, creando spazi dove non esistevano

Rivera è tuttora il più forte giocatore italiano di tutti i tempi e uno dei migliori al mondo e, per ragioni anagrafiche, posso raccontarne talento, caratteristiche e carriera. Cominciamo proprio dal gol del 4-3 di Italia-Germania, semifinale mondiale 1970 all’Azteca, dove Gianni è stato invitato per l’apertura del Mondiale americano: altri gol possono concorrere meglio di questo alla corsa del più bello, quelli di Maradona, Pelé, Van Basten, Cruijff, ma questo, mi vien da dire, è il più “intelligente”. O visionario. L’ha appena rievocato lo stesso Rivera nella bella intervista sulla Gazzetta rilasciata a Germano Bovolenta. Lui arriva in corsa al centro dell’area sul cross basso dal fondo di Boninsegna, cambia idea mentre corre e tira sulla sinistra, esattamente dove si trova in quel preciso momento il portiere tedesco Sepp Maier. Che però, in quell’istante, comincia a recuperare la posizione verso il centro della porta. E dunque quando il pallone arriva sulla linea, lui, Maier, non è più lì e può solo guardarlo entrare in rete. Una magia che non ci si stanca mai di rivedere. 

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