Stellantis, Volkswagen e Renault chiedono incentivi alla Ue per tornare a produrre in Europa
Il Financial Times anticipa i contenuti di una lettera in cui tre gruppi industriali chiedono all'Europa incentivi, regole chiare e supporto alla produzione locale
Il Financial Times anticipa i contenuti di una lettera in cui tre gruppi industriali chiedono all'Europa incentivi, regole chiare e supporto alla produzione locale
Giuseppe Croce 12 giugno - 11:05 - MILANO Operai al lavoro nella fabbrica Stellantis di MirafioriSoldi e regole: è questo che chiedono al Parlamento Europeo e alle altre istituzioni Ue Stellantis, Volkswagen e Renault, tre gruppi automobilistici che, insieme, producono circa il 60% delle made in Europe. E proprio il concetto di "Made in Ue" è al centro della lettera congiunta che i tre colossi automotive hanno inviato agli europarlamentari, per chiedere interventi specifici finalizzati a permettere il "reshoring" della produzione di auto. Cioè lo spostamento dalla Cina all'Europa delle attività produttive.
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—Le richieste di Stellantis, Volkswagen e Renault all'Europarlamento sono contenute in una lettera anticipata dal Financial Times. I tempi non sono casuali: in queste settimane la Commissione Europea sta lavorando all'Industrial Accelerator Act, un regolamento finalizzato a rafforzare la capacità produttiva di alcuni settori industriali sul suolo della Ue. Tra questi settori strategici c'è anche quello automobilistico, con particolare riferimento alla produzione di auto elettriche, che vede oggi la Cina come leader globale in grado di cannibalizzare anche il mercato europeo. La lettera dei tre gruppi ai parlamentari europei, quindi, è una vera e propria attività di lobbying nel solco delle regole europee sui gruppi di interesse.
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—Quello che chiede l'industria automobilistica europea alla politica europea è molto semplice: favorire la produzione di auto in Europa e arginare l'invasione dalla Cina, senza però bloccare le importazioni. L'idea è quella di mettere in atto una serie di misure economiche e giuridiche al fine di riequilibrare la bilancia, di rendere la produzione in Europa vantaggiosa come quella in Cina. Misure finalizzate a ridurre i costi dell'energia e della manodopera in Ue, da una parte, e a limitare l'erogazione di incentivi all'acquisto ai soli veicoli "Made in Europe". Con questa definizione, secondo Stellantis, Volkswagen e Renault, si dovrebbero intendere solo i veicoli con almeno il 70% del valore prodotto in Europa. Allo stesso tempo, l'obiettivo dovrebbe essere quello di garantire che almeno il 70% dei veicoli venduti in Europa sia prodotto in Europa. Tutto ciò si traduce in una sorta di slogan: "70:70 nell'Ue27". Un focus specifico, poi, viene chiesto per sostenere la produzione in Europa di batterie per auto elettriche, che sono la parte più costosa (ma anche più importante) di un Ev. Su questo versante i produttori sono in affanno e chiedono il rinvio al 2030 (rispetto all'attuale scadenza del 2028) degli obiettivi per la produzione in Europa di celle per le batterie. Una particolare attenzione, infine, viene richiesta dai produttori europei in merito alle utilitarie elettriche: chiedono "super crediti" per le auto elettriche di segmento A e B prodotte in Europa, al fine di raggiungere più facilmente i target europei sulle emissioni di CO2.
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