Vent’anni fa l'Italia sul tetto del mondo! Esplode la chat dei campioni: "Auguri Lippi"
La Gazzetta dello Sport

Vent’anni fa l'Italia sul tetto del mondo! Esplode la chat dei campioni: "Auguri Lippi"

Giovedì 9 luglio 2026
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L'Italia chiede alla Nazionale di emozionarla ancora. Malagò e la missione 2030 nelle mani di Maldini e Conte

L'Italia chiede alla Nazionale di emozionarla ancora. Malagò e la missione 2030 nelle mani di Maldini e Conte

Guglielmo Buccheri Giornalista 9 luglio - 07:24 - MILANO English version

Un gruppo di ragazzi in gita che, come capita agli eroi, al ritorno trova un popolo in festa. Quattro lustri sono passati dal cielo azzurro sopra Berlino, vent’anni e cinque Mondiali per capire che il 9 luglio del 2006 qualcosa è accaduto ed è accaduto in modo tanto fragoroso da segnare il confine: c’è un prima e un dopo. Il prima è il racconto di una storia infinita come infinita è stata la nostra gioia: quel gruppo di ragazzi in gita ha capovolto avversari e luoghi comuni, ha regalato agli italiani di Germania l’attimo che aspettavano da una vita, ha trasformato le nostre incertezze nel Mondo che ci invidia. Marcello Lippi è stato ct ed esempio, ha cominciato il suo mondiale in una stanza di una clinica romana: là c’era Francesco Totti da far sentire uno di noi, anzi di loro con la caviglia sottosopra e poche, pochissime settimane per rimettersi in piedi. L’Italia, in piedi, è rimasta tra le curve, infuocate, di Dortmund e dentro la finale della testata di Zidane e dell’ultimo rigore dell’uomo perfetto: Fabio Grosso, dipinto per l’occasione. E, il dopo? Rifateci sognare sarebbe, oggi, il grido dei settecentomila del Circo Massimo, tra i colli Palatino e Aventino di Roma, dove la Coppa del Mondo fece fatica a mostrarsi 48 ore dopo l’ubriacatura di Berlino: Buffon e Pirlo, Gattuso e Toni, Perrotta, Inzaghi, Nesta, Zaccardo e Zambrotta, Materazzi, Barzagli, De Rossi, Oddo, Amelia e Peruzzi, Gilardimo, Iaquinta, Del Piero, Camoranesi, Barone e i già citati Totti e Grosso in ordine sparso i ragazzi in gita, adesso, eroi. 

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magia

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Rifateci sognare, la richiesta di un popolo innamorato e “tradito”. Quattro lustri dopo la chat dei campioni del Mondo 2006 è fuori controllo nel senso più nobile del significato: là dentro ci sono i pensieri e i sentimenti di chi ci ha fatto sognare e che si è imposto il silenzio “nazionale” mentre uno di loro, Rino Gattuso, stava dando tutto se stesso per andare oltre la ghigliottina dei playoff con vista sull’America: Ringhio non ce l’ha fatta, gli eroi hanno smesso di parlare di cose azzurre per rispetto e perché era giusto così. Oggi, però, è il tempo di un’altra narrazione, vera, la più vera e l’Italia torna di diritto ad occupare la chat dei campioni del mondo del 2006 ancora attiva: battute, frasi, ricordi e un corale saluto a Lippi, tanto forte quanto pieno di energia per arrivare fino alla Spagna dove il ct mondiale si trova. Rifateci sognare è il messaggio che la nuova governance deve consegnare a chi si prepara ad assumere i ruoli più delicati e ingombranti: la figura del direttore tecnico e quella della guida in panchina. Maldini e Conte, Conte e Maldini: tra poche ore potrebbe toccare a loro. Dopo il 9 luglio di vent’anni fa, c’è stato poco, molto poco da raccontare quando sulla scena è finito il Mondiale: fuori al primo ostacolo nel 2010 e nel 2014, sul divano nel 2018, nel 2022 e nell’anno in corso. Un’intera generazione, al prossimo appuntamento nel 2030, non potrà non esserci perché sarebbe la prima volta e solo a pensarci fa già male: le uniche notti magiche, dal rigore di Grosso, portano la firma di Roberto Mancini, Europei 2020 diventati poi 2021, Wembley undici luglio quando la leggerezza e un pizzico di sana qualità ci portò a stupire e a stupirci. 

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circo massimo

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Tornare grandi si può. Anzi, si deve. Paolo Maldini è un profilo alto dove conoscenze, leadership, equilibrio si intrecciano, Antonio Conte un allenatore che sa come trasmettere idee e coraggio in un niente e che, stavolta, avrebbe un orizzonte allargato – quattro anni – per lasciare il segno. Sullo sfondo, i club: il primo passo, per certi versi assordante, è nella disponibilità a dare una mano, economica, all’ingaggio del ct, un’inversione di abitudini – dalla conflittualità alla collaborazione – che suona come una presa di coscienza. E, poi, gli inventivi a chi scommette sui giovani azzurri, a riapertura del dialogo con il governo, gli stadi per Euro 2032: l’ultimo appello è come mettere davanti allo specchio un sistema che non può più tapparsi gli occhi. Questa mattina un gruppo di ragazzi in gita si sveglierà come solo gli eroi sanno fare: la chat creata dieci anni dopo Berlino da chi, Cannavaro, a Berlino ha alzato al cielo la Coppa del Mondo, andrà in tilt. Rifateci sognare: se, come per magia, il Circo Massimo si riempisse di settecentomila tricolori come vent’anni fa il passaparola sarebbe un coro, uno solo. Lippi ci ha fatto vivere l’attimo fuggente.

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