Napoli, la sfida di Allegri: rilanciare i Fantastici 4 per una squadra stellare
La Gazzetta dello Sport

Napoli, la sfida di Allegri: rilanciare i Fantastici 4 per una squadra stellare

Giovedì 9 luglio 2026
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De Bruyne con McTominay, Lobotka e Anguissa. Uno dei primi obiettivi del tecnico è far convivere ed esaltare i suoi assi

De Bruyne con McTominay, Lobotka e Anguissa. Uno dei primi obiettivi del tecnico è far convivere ed esaltare i suoi assi

Antonio Giordano Collaboratore 9 luglio - 10:41 - NAPOLI English version

Sembra quasi di immaginarseli, con un po’ di fantasia, ancora e di nuovo come se fossero ad Abbey Road, baronetti di questo tempo che illuminano e riempiono: e c’è un sottofondo avvolgente in questa estate torrida e apparentemente silenziosa, perché un anno dopo, a pensarci bene, la musica non può essere già finita. Li chiamarono i Fab Four, c’erano le premesse affinché lo fossero, ma se poi quell’idea ne è uscita vagamente stonata, forse è stata (anche) colpa del destino: che quando Anguissa, De Bruyne, Lobotka e McTominay cominciarono a cercarsi, e magari si stavano trovando, intervenne duramente, strappò in due il bicipite femorale destro del più fascinoso del quartetto, e mise fine a quel sogno. Ma se la fortuna è cieca, in quella "disgraziata" stagione ne sono successe altre ancora: in infermeria, per un periodo più o meno simile, ci finì pure Anguissa, e invece che l’eco dei capolavori, a quel punto furono imprecazioni al vento. E poi, difficoltà sparse per riuscire a farli convivere come magari sembrava potesse accadere. 

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max gradisce

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Il calcio secondo Allegri è fatto di piedi buoni e palleggiatori, di talento che rapisca anche durante gli allenamenti, e Kevin De Bruyne, pure in questo Mondiale attraversato nell’ombra resta una deliziosa tentazione da provare a gustare: i moduli hanno una funzione ma l’organizzazione va oltre i numeri, e però in questo Napoli da plasmare a propria immagine e somiglianza, al Conte Max l’idea di tentare - che sia albero di Natale, che sia altro da verificare sul campo - è più insistente del solletico. Il suo Napoli ha pilastri solidi, dovrà essere abbagliato dalla lucida interpretazione di Stanislav Lobotka, il play più antico e contemporaneamente moderno di un calcio che non tramonta mai: poi, intorno, la corsa, i muscoli, la ferocia, l’istinto, l’autorevolezza che viene definita leadership. 

le risposte

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De Bruyne avrà modo di dialogare a Castel di Sangro, nella fase di preparazione che presumibilmente attraverserà, si svelerà ad Allegri ed al Napoli e confesserà se dentro di sé ha le caratteristiche invocate da De Laurentiis per restare indossando "in maniera cosciente e con un senso di appartenenza la nostra maglia". Ma Allegri dovrà pur intuire cosa è rimasto dell’Anguissa di un tempo, il mediano box to box travolgente, l’incursore che un anno fa si è perso per un accidente che lo ha bloccato per tre mesi e l’ha poi dirottato ai margini del Napoli, con appena 30’ nelle ultime cinque partite. 

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le certezze

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McTominay ha parlato per un biennio intero, l’ha fatto a modo suo, imprimendo il marchio del Mvp allo scudetto con dodici gol (più uno) al suo debutto italiano e poi restando su livelli elevatissimi di rendimento e statistici con altre quattordici reti complessive: nella gerarchie degli intoccabili, a meno di irrinunciabili ed offerte o proposte, McTo ha sempre avuto un ruolo dominante, garanzia per personalità e per statura in questo futuro da protagonista. E a dirigere, chiaramente, Allegri sa di potersi appoggiare sulla consistente intelligenza di Lobotka, ottava stagione con la maglia azzurra, 239 partite che l’eleggono a riferimento inavvicinabile, molto più di un regista, ma l’uomo da prendere a modello e da cui lasciarsi indirizzare in nove mesi in cui Napoli vorrà lasciarsi cullare teneramente tra il campionato e quel che sarà possibile ascoltare della Champions. I Fab Four, chi se non loro?

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