Nikolov, Simeon raggiunge Alex a Civitanova: "L'Italia è un sogno e ora sfido Giannelli"
Il regista della finale mondiale raggiunge il fratello alla Lube: "Volevo questo club La prima volta contro l’azzurro non ho capito nulla"
Il regista della finale mondiale raggiunge il fratello alla Lube: "Volevo questo club La prima volta contro l’azzurro non ho capito nulla"
Davide Romani Giornalista 9 luglio - 11:05 - MILANOLa tradizione internazionale di Civitanova si rinnova con l’arrivo di un nuovo regista d’autore. Il club marchigiano è pronto ad affrontare la sua 32a stagione nel massimo campionato italiano con un nuovo palleggiatore: a guidare la squadra di coach Medei ci sarà il bulgaro Simeon Nikolov ("ma tutti mi chiamano Moni, è il diminutivo usato nel mio Paese per il mio nome") che va ad aggiungersi a una lunga e importante tradizione di palleggiatori stranieri di successo nel club marchigiano: da Mauricio a Christenson, da Bruno a De Cecco. Il 19enne è il colpo del mercato della Superlega (dopo poche ore dall’annuncio sul profilo Instagram del club c’erano già oltre 700mila visualizzazioni) che giovedì a Bologna svelerà il calendario. Figlio d’arte (il padre è Vladimir, ex opposto di Trento, Cuneo e Piacenza), Moni alla Lube raggiunge il fratello Alex con cui nel 2025 in nazionale ha conquistato l’argento mondiale e con cui è impegnato ora in Nations League. "Ho sempre desiderato giocare con mio fratello Alex e quando si è prospettata questa ipotesi ho subito detto di sì. Non c’è stato bisogno di trattare, il mio desiderio era chiaro" ha spiegato il più giovane della dinastia Nikolov.
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—L’arrivo di Nikolov in Superlega alza ulteriormente il livello dei registi e permetterà di rivedere la sfida tra i palleggiatori dell’ultima finale mondiale: Simone Giannelli e Simeon Nikolov. Due giocatori con molti punti in comune: entrami battono in salto ma soprattutto entrambi non disdegnano attaccare e sono molto efficaci a muro. "Sono un grande appassionato di questo campionato e non vedo l’ora di confrontarmi con giocatori del calibro di Christenson, Sbertoli e Giannelli (nell’ordine palleggiatori di Verona, Trento e Perugia, ndr) – ha sottolineato il giocatore bulgaro che a Civitanova giocherà con la maglia numero 1 – perché voglio mettere alla prova il mio livello di gioco. La prima volta che ho giocato contro di lui non ho capito niente. Dopo la partita mi sono chiuso in camera a rivedere la partita per studiarlo". Alla Lube Simeon troverà una squadra che da due stagioni ferma la rincorsa tricolore a un passo dallo scudetto. "Ho guardato tutte le partite di Civitanova e ho voglia di iniziare a giocare con loro: non vedo l’ora di conoscere Bottolo, Gargiulo, Balaso, tutta la squadra. Il mio obiettivo è vincere tutto".
cambio ruolo
—Alto 208 centimetri, Moni è un palleggiatore moderno in grado di interpretare al meglio tutti i fondamentali, anche quelli d’attacco. Cresciuto in palestra ("Con la famiglia abbiamo sempre seguito papà nelle squadre in cui ha giocato. Io e mio fratello da bambini avevamo sempre il pallone da pallavolo in mano"), il talento di Sofia ha anche pensato a cambiare ruolo provando a giocare come opposto ma è stato convinto a desistere: "Ne ho parlato con mio padre e con il ct Blengini ma mi hanno fatto riflettere che in questo ruolo posso diventare speciale sfruttando la mia altezza mentre come opposto sarei uno dei tanti". Ruolo di palleggiatore che il bulgaro affronta avendo ben chiaro i giocatori a cui ispirarsi: "Mi è sempre piaciuto Brizard (il francese bicampione olimpico, ndr) perché mi trasmette sicurezza e fiducia in ogni cosa che fa. E poi Giannelli".
passione
—L’unica distrazione sportiva che Nikolov si concede rispetto alla pallavolo è il basket: "Per la precisione l’Nba – spiega il nuovo giocatore della Lube -. Mi piacciono LaMelo Ball ed Anthony Edwards". Ma per quest’estate il focus è chiaro: prendersi la rivincita mondiale nel prossimo Europeo che si giocherà in Italia e Bulgaria. "Non sarà facile arrivare a sfidare gli azzurri – conclude il nuovo palleggiatore della Lube – ma il mio sogno è quello: sfidare l’Italia per il titolo e guadagnare una qualificazione olimpica che manca da tempo alla Bulgaria".
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