Cardinale 2.0: adesso il centro del potere è Casa Milan e Milanello
Il numero uno di RedBird è sempre più presente in città e ha modificato anche le abitudini: incontri e riunioni non sono più in hotel, ma nei luoghi dove si respira Milan. Una gestione... molto italiana
Il numero uno di RedBird è sempre più presente in città e ha modificato anche le abitudini: incontri e riunioni non sono più in hotel, ma nei luoghi dove si respira Milan. Una gestione... molto italiana
Marco Pasotto Giornalista 9 luglio - 12:50 - MILANO English version Gerry Cardinale con Ruben Amorim a Milanello. GettyL'approccio alla materia ha cominciato a cambiare a inizio 2026. Sul calendario vengono cerchiate di rosso le date del 21 gennaio, 16 febbraio, 8 marzo e 26 aprile. Sono i giorni in cui Gerry Cardinale torna a palesarsi in città tra Milanello, Casa Milan e San Siro. E' una frequenza che spicca e in qualche modo fa notizia perché prima di allora il numero uno di RedBird proveniva da una lunghissima assenza dalla scena milanese. Un vuoto fisico che il popolo rossonero aveva automaticamente associato a un vuoto gestionale. La percezione collettiva era quella di una proprietà arroccata nei propri uffici dall'altra parte dell'oceano, quasi disinteressata nella conduzione di un club delegata praticamente in toto al management. Una gestione molto americana che negli ultimi due anni è finita con due terremoti in termini di risultati sportivi.
VIDEO: Amorim parla già italiano: "Il Milan un onore, qui per vincere"normalità
—Quando a gennaio Cardinale è tornato a farsi vedere in città, da via Aldo Rossi è filtrata con forza un'indicazione: d'ora in avanti la proprietà sarà molto più presente e partecipe nella vita operativa del club. Tradotto: da adesso in poi l'arrivo di Cardinale a Milano cesserà di essere una "notizia" e diventerà qualcosa di assolutamente normale. Raccontano che lui stesso si sia reso conto come la scarna presenza fisica - indipendentemente dai momenti belli o brutti - sia stato un errore. Che non intende più ripetere. A maggio poi gli eventi sono precipitati e a quel punto la sua presenza in città è stata resa obbligatoria dalla necessità di capire come reagire allo shock di fine campionato. Il 24 e 25 maggio sono stati i giorni dell'epurazione e dei primi colloqui per provare a ripartire, il 26 giugno è andato in scena un summit di mercato a Casa Milan con la nuova dirigenza.
auspicio
—Ma è stato soprattutto negli ultimi giorni che Cardinale ha inviato un segnale forte di vicinanza al club, con l'auspicio di riuscire a trasmetterlo anche ai tifosi. L'accoglienza riservata ad Amorim a Milanello e averlo affiancato a Casa Milan nel giorno della presentazione è un messaggio molto chiaro sulla volontà di essere presente nella vita del club. Soprattutto, il cambio di marcia - chiamiamolo così - di Cardinale è stato nella logistica. Si è passati da un'infinità di call fisiologicamente algide e limitanti, e da una serie di incontri avvenuti nelle salette riservate di qualche hotel del centro (a Milano, ma anche all'estero), all'utilizzo delle strutture societarie. Sembra un'ovvietà, ma non lo è. Amorim, così come tutti i suoi predecessori, ha sgranato gli occhi nel momento in cui ha messo piede a Milanello. Che va riammodernato in alcuni aspetti, certo, ma resta un posto dove si respira storia del calcio. Cardinale che accoglie il nuovo allenatore nello stesso piazzale dove sono transitati presidenti, allenatori e giocatori mitologici è un'immagine di appartenenza forte. Così come aver introdotto il portoghese in conferenza al terzo piano della sede rossonera. Anche la riunione strategica di fine giugno a Casa Milan ha dato una valenza diversa a un incontro che, se fosse andato in scena altrove, avrebbe perso un po' di risonanza e anche di fascino. In questo contesto possiamo dire che Cardinale, dopo quattro anni, si sia un po' italianizzato, capendo l'esigenza della gente di reclamare una proprietà più presente, e possibilmente al lavoro nei luoghi dove c'è lo stemma del club sulla facciata.
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