I segreti della piattaforma Alpine per le future sportive
La Gazzetta dello Sport

I segreti della piattaforma Alpine per le future sportive

Giovedì 9 luglio 2026
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La prossima famiglia dell’A110 elettrica sarà costituita da quattro modelli, coupé e convertibili a due e quattro posti. Tutti realizzati sulla stessa base, altamente flessibile, con due o tre motori e batterie disposte secondo schemi differenti

La prossima famiglia dell’A110 elettrica sarà costituita da quattro modelli, coupé e convertibili a due e quattro posti. Tutti realizzati sulla stessa base, altamente flessibile, con due o tre motori e batterie disposte secondo schemi differenti

Emilio Deleidi 9 luglio - 13:29 - MILANO Al centro, la nuova piattaforma App dell'Alpine

Alpine porta al Festival of Speed di Goodwood il prototipo della terza generazione dell’A110, che arriva dopo quella gloriosa degli anni Sessanta e Settanta e lanciata nel 2017, battezzandolo A110 Future. Sotto le sue forme, che richiamano l’identità del passato del marchio francese, la nuova berlinetta a trazione completamente elettrica cela la nuova piattaforma App, progettate per infondere a un modello a batteria le caratteristiche tipiche del brand francese, ossia sportività, leggerezza e guidabilità ai massimi livelli. Una sfida impegnativa per i tecnici della casa transalpina, perché - com’è noto - questi concetti mal si sposano con la massa inevitabilmente importante degli accumulatori: per affrontarla nel migliore dei modi, Alpine ha puntato su una nuova architettura in alluminio e su una disposizione dei pacchi di batterie studiata per garantire una ripartizione dei pesi al 40-60% tra avantreno e retrotreno, congeniale per un’auto che vuole fare della reattività la cifra distintiva della propria dinamica di guida. A questa disposizione la piattaforma aggiunge altre soluzioni avanzate, come la tecnologia cell-to-pack, che affida alle celle ad alta densità energetica una funzione strutturale nel pianale, e l’architettura a 800 volt, che consente di contenere il peso della batteria e di ridurre i tempi di ricarica. Ma non è tutto, perché il progetto costituisce il punto di partenza per molti possibili sviluppi.

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una piattaforma, 4 modelli

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"Fun to drive", divertente da guidare: è questo che dev’essere un’Alpine secondo Philippe Krief, Ceo del brand francese, un passato alla Maserati, alla Ferrari e all’Alfa Romeo, dove ha firmato la piattaforma Giorgio, voluta da Sergio Marchionne per conferire a Giulia e Stelvio una guidabilità degna del marchio del Biscione. Ma non basta: "Per conquistare nuovi clienti e far conoscere Alpine a un pubblico più vasto - spiega Krief - è necessario aumentare il numero delle vetture visibili su strada, uno scopo che si può raggiungere solo con prodotti meno esclusivi dell’A110 fin qui proposta". Così, pian piano, la gamma è andata arricchendosi, prima con l’A290 Gts, versione pepata della Renault 5 E-Tech ricca di richiami al passato, poi con le A390 Gt e Gts che evocano le storiche forme Alpine nelle sembianze di Suv fastback dal piglio sportivo. Il vero segreto sta però nell’aver realizzato una piattaforma flessibile, che permetterà di sviluppare non uno, ma una serie di modelli in grado di soddisfare esigenze diverse della potenziale clientela. Anche, se sarà il caso, introducendo varianti ibride con motore termico, per ora non previste, ma tecnicamente e teoricamente possibili partendo dalla medesima base, concepita in origine per versioni puramente elettriche. La piattaforma modulare App, comunque, offre la possibilità di realizzare non meno di quattro diverse vetture: una coupé e una convertibile, entrambe a due posti e con trazione posteriore, nelle quali il pacco batterie è sdoppiato e collocato in parte nella sezione anteriore della vettura, in parte in quella posteriore, e un’altra coppia di coupé e convertibile, ma a quattro posti (con la formula 2+2) con trazione posteriore o integrale e batteria collocata a livello del pianale (secondo lo schema skateboard). Nel primo caso, la propulsione è affidata a due motori elettrici posteriori, nel secondo ai due posteriori se ne aggiunge uno anteriore, configurando una motricità totale sulle quattro ruote. Al momento non è possibile ipotizzare le potenze in gioco, ma è facile immaginare che saranno elevate, se si considera che già le attuali 390 GT e GTS possono contare rispettivamente su 400 e 470 Cv con valori di coppia di 650 e 824 Nm. L’arrivo sul mercato è previsto nel 2027 per le versioni a due posti e nel 2028 per quelle 2+2.

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La piattaforma è stata sviluppata con lunghe sessioni di simulazione

due o tre motori

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La struttura della nuova piattaforma Alpine è realizzata in estrusi di alluminio per garantire elevata modularità e leggerezza, una condizione indispensabile per compensare la massa delle batterie; la necessaria rigidezza è ottenuta utilizzando adesivi strutturali e rivetti meccanici. Nella versione a due posti, la suddivisione delle batterie in due pacchi distinti, collocati davanti e dietro, consente di ottenere una linea del tetto con altezza analoga a quella dell’A110 e di ottimizzare una posizione di guida sportiva (ribassata, ispirata alla Formula 1, con volante verticale e strumentazione fondamentale ben in vista), mantenendo un’altezza da terra compatibile con un utilizzo quotidiano ed evitando di penalizzare eccessivamente l’abitabilità interna. La suddivisione degli accumulatori prevede il 25% di energia all’anteriore e il restante 75% al posteriore; per i cablaggi di collegamento viene fatto uso anche di alluminio, mentre la gestione degli accumulatori è centralizzata. I contenitori delle batterie sono di alluminio pressofuso e il sistema cell-to-pack contribuisce alla rigidezza della struttura; i moduli (identici per la due posti e la 2+2) sono cilindrici (del tipo 46115, dove 46 indica il diametro delle celle in millimetri e 115 la loro altezza); si tratta di celle agli ioni di litio di grande formato, con chimica Ncm al (nichel-cobalto-manganese) e raffreddamento a liquido, in grado di ricaricarsi dal 10 all’80% della loro capacità (non ancora dichiarata) in 15 minuti alle colonnine ad alta potenza. Il powertrain principale prevede la presenza di due motori elettrici posteriori sincroni a magneti permanenti, capaci di raggiungere i 21.500 giri/min e di garantire performance elevate per lunghi periodi grazie al raffreddamento a olio di rotori e statori; le macchine elettriche integrano riduttori e inverter dotati di semiconduttori al carburo di silicio, soluzione che riduce la dispersione in calore e contribuisce ad accrescere l’autonomia della vettura. La versione 2+2 potrà aggiungere a questo schema propulsivo un terzo motore anteriore sincrono, con statore del tipo hairpin (letteralmente a “forcina”), realizzato utilizzando, al posto di fili di rame a sezione circolare, barre rigide dello stesso materiale, ma di forma quadrata o rettangolare, sagomate con una forma che ricorda, appunto, quella delle forcine per i capelli. Insieme a un secondo inverter a carburo di silicio, questa opzione tecnica garantisce, con dimensioni ridotte, maggiore efficienza e una gestione del calore più efficace. La disposizione del tipo skateboard (sul pianale) della batteria, non più divisa in due elementi separati ma racchiusa in un unico contenitore di estrusi di alluminio, consente di ottenere forme del corpo vettura più versatili e adatte agli utilizzi quotidiani, senza perdere nulla, secondo i tecnici della casa, in fatto di agilità e prestazioni.

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un cervello centrale

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Ma quello che fa di un’Alpine una vera Alpine è il suo comportamento stradale ed è qui che i progettisti del marchio devono dare il meglio di sé. Per le sospensioni, la scelta dei quadrilateri sovrapposti, con quelli inferiori rettangolari e parti in alluminio forgiato, è stata quasi obbligata; le barre antirollio sono ancorate con biellette di collegamento. A dare un tocco determinante è però la gestione dell’Active torque vectoring (Aatv), indispensabile per ottenere anche su un’elettrica il feeling di guida tipico di un’Alpine: i progettisti hanno lavorato per ridurre il sottosterzo in entrata e a metà della curva, utilizzando a questo scopo i trasferimenti di carico e il dosaggio elettronico della coppia. L’Alpine dynamic module (Adm Ecu), l’intelligenza centrale che governa la vettura, gestisce e bilancia le funzioni del powertrain, del telaio (sterzo, freni, sospensioni), dell’aerodinamica attiva e del raffreddamento: raggruppando in una sola unità le funzioni di ricevimento ed elaborazione dei dati, rende ancora più rapidi i tempi di azionamento delle diverse componenti. Sterzo, freni, trazione, torque vectoring a slittamento limitato, ma anche management della batteria e gestione termica sono sotto il controllo diretto del cuore elettronico della vettura; dal canto suo, la modularità della piattaforma consente di sviluppare soluzioni a due e quattro ruote motrici e a due e quattro ruote sterzanti. Al “fine tuning” di assetti e comportamenti ha dato un contributo fondamentale il simulatore del TechnocentreRenault di Guyancourt, località a una trentina di chilometri a ovest di Parigi: è su questa sofisticata macchina che un team di sei persone ha lavorato sui “gemelli digitali” di tutti i modelli che Alpine considera parte del suo “Dream garage”, il garage dei sogni dei clienti, sviluppando nuovi modelli avanzati di simulazione e suggerendo soluzioni ottimali per aspetti come le sospensioni, la taratura dell’Abs, l’aerodinamica attiva e molto altro ancora. L’utilizzo intensivo del simulatore, che adotta il cockpit di un’A110 e impiega nove schermi conici basandosi su una piattaforma a tripode che riproduce fedelmente le dinamiche dello chassis, ha permesso di ridurre considerevolmente i tempi di sviluppo dei nuovi modelli e di diminuire il numero dei prototipi “fisici” necessari, consentendo di ottenere importanti risparmi economici. Il tutto a beneficio anche dei fornitori, i cui componenti possono essere testati virtualmente prima ancora della loro definizione e produzione. Con questo bagaglio tecnico i nuovi modelli Alpine si apprestano ad affrontare nei prossimi anni la sfida del mercato: sarà poi il pubblico a decidere se le future berlinette elettriche, eredi delle gloriose A110 del passato lontano e più recente, saranno all’altezza della gloria conquistata, su strada e nelle competizioni, dalle loro antenate.

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