Audi regina del Turismo: dalla V8 quattro Dtm di Biela e Stuck ai successi di Capello e Pirro
Negli Anni 90 la casa dei Quattro anelli è stata protagonista in pista con vetture derivate dalla serie. Dai successi nel Dtm con Stuck (nel 1990) e Biela (nel 1991), prima del ritorno all'inizio del nuovo millennio, alle vittorie nel Campionato Italiano Superturismo con Pirro e Capello
Negli Anni 90 la casa dei Quattro anelli è stata protagonista in pista con vetture derivate dalla serie. Dai successi nel Dtm con Stuck (nel 1990) e Biela (nel 1991), prima del ritorno all'inizio del nuovo millennio, alle vittorie nel Campionato Italiano Superturismo con Pirro e Capello
9 luglio - 16:42 - MILANO Audi ha conquistato le edizioni 1990 e 1991 del DtmDal fascino del Mondiale Endurance (complessivamente, fra il 1999 e il 2016, Audi ha conquistato due titoli iridati fra i piloti e altrettanti fra i costruttori nel Fia Wec, nonché 106 vittorie assolute, di cui tredici alla celebre 24 Ore di Le Mans, in 186 gare disputate) all'impegno attuale nel campionato del mondo di Formula 1 con l'Audi Revolut F1 Team e le monoposto R26 affidate a Gabriel Bortoleto e Nico Hülkenberg. Nel corso del suo primo secolo (e oltre) di attività nel mondo del motorsport, la casa dei Quattro anelli è stata protagonista in maniera continua e trasversale, passando dai circuiti (dalle corse di durata alla Formula E) alle prove speciali del Mondiale Rally Wrc alle tappe dei rally-raid (dalla Dakar agli altri round del Fia W2rc) più famosi del mondo. Prima ancora di andare a caccia di successi con i prototipi (in particolare con le vetture di categoria Lmp1, le Le Mans Prototype 1 che hanno preceduto le attuali hypercar) e le F1, però, c'è stato un periodo in cui il marchio tedesco ha corso e vinto anche in due campionati organizzati in pista che hanno vissuto la loro epoca d'oro a cavallo tra la fine del secolo scorso e l'inizio degli anni Duemila: il Dtm e il Superturismo.
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—La storia del Dtm si articola in (almeno) due fasi: la prima, andata in scena fra il 1984 e il 1996, ha visto trionfare la casa di Ingolstadt in due occasioni, rispettivamente nel 1990 con Hans-Joachim Stuck, al via con la V8 quattro griffata dei colori del team Sms Competition, e nella stagione successiva con Frank Biela (Azr Audi V8 quattro Dtm). La seconda vita del Deutsche Tourenwagen Meisterschaft, invece, è iniziata nel 2000, dopo una pausa durata quasi quattro anni. Ai tempi, infatti, il tentativo di allargare i propri orizzonti anche al di fuori dei confini della Germania non andò a buon fine, come testimoniato dallo stop repentino del campionato e del più recente Itc (l'International Touring Car Championship, anch'esso finito in archivio dopo nemmeno due stagioni), una serie globale organizzata dal medesimo promoter ed articolata su un calendario di tredici appuntamenti sparsi in giro fra l'Europa (la tappa italiana si disputava al Mugello), il Brasile e il Giappone. Solamente in seguito a lunghe discussioni fra le parti, con i costruttori e la federazione in prima linea, il campionato venne riproposto nella sua forma (e formula) a trazione prettamente tedesca (gli unici sconfinamenti abituali sono in Austria, Belgio e nei Paesi Bassi, anche se nell'ultimo decennio non sono mancate le tappe in Italia, fra Imola, Misano e Monza), con la medesima sigla (Dtm) che tuttavia cela una modifica effettuata alla denominazione ufficiale (Deutsche Tourenwagen Masters) mantenuta tale fino ai giorni nostri.
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—Dopo aver archiviato con successo la propria parentesi nei rally, Audi portò la trazione integrale e le proprie tecnologie (soprattutto) sui circuiti degli Stati Uniti. Una parentesi iniziata nel 1988 e durata per circa un biennio che vide competere la casa dei Quattro anelli negli appuntamenti tradizionali della Trans-Am e dell'Imsa Gto. Il marchio tedesco riuscì ad imporsi al primo colpo con Hurley Haywood e l'imponente (era lunga 4,89 metri e larga 2,03 metri) Audi 200 quattro Trans Am dotata di un motore a cinque cilindri (contro gli otto cilindri della concorrenza) da 2,1 litri in grado di erogare una potenza massima di circa 510 Cv. Nel 1989, invece, Audi prese parte a quasi tutti i round (ad eccezione di Daytona e Sebring) dell'International Motor Sports Association con Hans-Joachim Stuck e un prototipo da 720 Cv. Il terzo posto finale (seguito, in classifica generale, da Haywood) rappresentò per il pilota bavarese il trampolino di lancio ideale in vista dell'esordio del brand di Ingolstadt nel Dtm con la nuova V8 quattro. Nel 1990 la casa dei Quattro anelli sfidò una nutrita rappresentanza dei marchi tedeschi in una competizione serrata, con il driver originario di Grainau che, dopo un inizio di stagione caratterizzato da alti e bassi, riuscì a scrivere il suo nome nell'albo d'oro del Deutsche Tourenwagen Meisterschaft. Delle ventidue gare disputate, con due round per ciascuna delle undici tappe (Zolder, Hockenheim, Nürburgring, Avus, Mainz-Finthen, Wunstorf, Nürburgring 2, Norisring, Diepholz, Nürburgring 3 e Hockenheim 2), Stuck riuscì a mettere la firma in sette occasioni. Il debutto vincente della casa di Ingolstadt si concretizzò anche grazie alla tripletta ottenuta in Gara-1 e in Gara-2 nell'appuntamento conclusivo dell'Hockenheim, con il nuovo re del campionato che in entrambe le giornate andò a precedere le vetture gemelle di Frank Jelinski e dell'ex rallista Walter Röhrl.
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—Nel 1991 si concretizzò il passaggio di consegne fra Stuck, il campione uscente della serie che non andò oltre il terzo posto al termine della stagione, e Frank Biela (Azr Audi V8 quattro Dtm), al suo primo successo di peso in una carriera costellata di vittorie (in particolare alla 24 Ore di Le Mans, dove ha conquistato cinque affermazioni nella classe regina). Un epilogo degno delle più grandi imprese del mondo del motorsport, con la berlina tedesca da (circa) 420 Cv a trazione integrale che ancora una volta si rivelò la vettura da battere. Prima di allora, nessun costruttore era mai riuscito a conquistare due titoli consecutivi nel Dtm. Il tris, invece, sfumò principalmente a causa del ritiro dalla competizione della casa dei Quattro anelli. Una scelta maturata a stagione in corso, a distanza di qualche mese dalle modifiche effettuate al motore a V a 8 cilindri con cilindrata di 3,6 litri derivato dalla versione di serie. La potenza massima arrivò a circa 470 Cv anche grazie alla scelta di ruotare l'albero motore di 180 gradi, anziché di 90 (come nella produzione di serie). Un'innovazione che, tuttavia, si scontrò con l'imposizione, da parte degli organizzatori della serie, di applicare un peso aggiuntivo alle vetture tedesche, per un totale di circa 1.300 kg (300 in più rispetto alle rivali). Da allora la casa di Ingolstadt concentrò tutti i suoi sforzi sulle auto da Turismo (dotate di motori aspirati da due litri in grado di erogare una potenza massima di circa 300 Cv) di Classe 2. In questa fase Audi vinse due campionati nazionali consecutivi, rispettivamente con la 80 quattro in Francia (successo di Frank Biela nel 1993) e in Italia con Emanuele Pirro e la sua nuova 80 Competition.
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Hans-Joachim Stuck e la sua Audi V8 quattro (a sinistra) e Mattias Ekström con la Red Bull Audi RS 5 Dtm del 2015 (a destra)il ritorno nel "nuovo" dtm
—Nel 2000, alla ripartenza del Dtm dopo quattro anni di stop, la casa dei Quattro anelli venne rappresentata sulla griglia di partenza dalle Abt-Audi TT-R (fino a cinque i piloti che hanno preso parte ad almeno uno dei nove appuntamenti del calendario) schierate dal team Abt Sportsline. Nel 2002 la struttura tedesca riuscì a conquistare il titolo con il francese Laurent Aiello, pilota ufficiale di Audi. Due anni più tardi il marchio di Ingolstadt tornò a partecipare al Deutsche Tourenwagen Masters con un programma ufficiale. La nuova Audi A4 Dtm (dotata di un propulsore a 8 cilindri in grado di erogare 460 cavalli di potenza) si dimostrò subito vincente, come testimoniato dal successo dell'eclettico pilota svedese Mattias Ekström. Tra il 2007 e il 2009, poi, la casa tedesca riuscì ad inanellare un tris di successi consecutivi (nessun altro marchio c'era mai riuscito in precedenza) rispettivamente con il pilota di Falun e con Timo Scheider, primo classificato nel 2008 e nel 2009. Il quinto e ultimo acuto dell'A4 Dtm, invece, risale al 2011, con il successo assoluto del tedesco Martin Tomczyk. Prima di mettere fine all'epopea nel Dtm, Audi è riuscita a conquistare dei successi assoluti anche Mike Rockenfeller (nel 2013) e René Rast (nel 2017, 2019 e 2020), sempre con la nuova RS 5 Turbo Dtm.
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—Nel pieno degli Anni 90, Audi è stata protagonista anche in Italia, nel campionato Superturismo. In particolare la casa dei Quattro anelli si prese la scena a cavallo fra il 1994 e il 1996, con le affermazioni di Emanuele Pirro e di Dindo Capello. Un progetto iniziato (nella nostra Penisola) almeno due anni prima, quasi in concomitanza con il ritiro del marchio dal Dtm. Sul primo successo c'è la firma dell'ex pilota di Formula 1, al via (in quella che è stata la sua prima stagione da pilota ufficiale Audi) con la 80 quattro, successivamente rimpiazzata dalla più moderna e performante A4 quattro. Con la medesima vettura, poi, Capello riuscì a conquistare l'alloro del 1996. Negli anni successivi entrambi sono diventati dei punti di riferimento nelle gare di durata, con i successi ottenuti alla 24 Ore di Le Mans che sono entrati nella storia del marchio e della competizione stessa.
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—Negli Anni 90, in seguito al ritiro dal Dtm, Audi è stata protagonista nei principali campionati nazionali europei. In particolare l'apice del successo è arrivato con il lancio dell'A4 quattro, scesa in pista a partire dal 1995. Oltre al successo in Italia con Emanuele Pirro, riuscì a conquistare al debutto anche la Fia World Touring Car Cup e il campionato italiano. Nel 1998, in seguito al provvedimento della Federazione Internazionale dell'Automobile, che decise di bandire la trazione integrale dalle competizioni Fia, Audi scelse di dedicarsi principalmente alle corse di durata, per aprire un nuovo capitolo (fatto di innovazione e di tecnologia) nella lunga storia di successo con la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans e alle altre gare del calendario iridato.
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