Bezzecchi riparte: "Giorni non facili e non sono al 100%. Ma ora si torna in moto"
Il romagnolo ansioso di correre dopo le difficili ultime settimane: "La caduta di Assen non è stata bella, ma fisicamente non sono al massimo e non posso pensare come in un weekend normale, dove spero di lottare per podio o vittoria. Penso solo a correre e vedere dove sto"
Il romagnolo ansioso di correre dopo le difficili ultime settimane: "La caduta di Assen non è stata bella, ma fisicamente non sono al massimo e non posso pensare come in un weekend normale, dove spero di lottare per podio o vittoria. Penso solo a correre e vedere dove sto"
Giorgio Burreddu Collaboratore 9 luglio - 19:03 - MILANO Marco Bezzecchi, 27 anniSuperBez, eroi si diventa al momento giusto. Non sarà Clark Kent che entrava nelle cabine telefoniche per trasformarsi in Superman, ma anche Marco Bezzecchi sa quando cambiarsi d’abito. Succederà al Sachsenring, pista che è un enigma oltre che la più corta del Motomondiale (3.671 metri, dieci curve a sinistra e tre a destra). Anche se il vero nodo è capire come sta il pilota dell’Aprilia e come potrò davvero approcciare al mondiale. E’ un fatto soprattutto di testa. Lo dice lui: "Ancora non sto benissimo. Il mio approccio a questo gran premio sarà diverso, proverò a vedere giorno dopo giorno”. Stupida sfortuna, come cantano i giovani di oggi. Ma benedetta voglia di tornare a essere competitivi. E Bezzecchi questo aspetto ce l’ha, altrimenti non farebbe il pilota. Ma certo le moto ti chiedono sempre il conto. E Bezzecchi lo sa meglio di chiunque altro.
VIDEO: MotoGP in Germania: i segreti del Sachsenringondeggiare
—In tre domeniche la stagione del Bez è iniziata a ondeggiare contro il vento (e sì, anche contro la sfortuna). Quattro vittorie nei primi sette GP, l’Aprilia regina, la classifica in mano. Tutto molto bello. Poi Balaton Park, con Jorge Martin che lo centra alla prima curva. A Brno lo schiaffo al marshal dopo la caduta nella Sprint, la squalifica, le scuse, l’abbraccio più dolce e le lacrime al commissario. Tutto molto tenero. Non vi basta? Assen: curva veloce, gas, anteriore che saluta, corpo che rotola e Mondiale che cambia padrone. Martin davanti di sette punti, Bez dietro per la prima volta. “Alla fine ho colpito la ghiaia a circa 200 km/h, quindi nel mio caso è stata più la velocità a fare la differenza. Per me non è stato un grande problema il tipo di ghiaia”, ha detto. Allora Massimo Rivola l’ha fatta semplice, come farebbe un papà mica un manager: gli ha dato una vacanza. Vai, Marco. Ogni tanto serve anche staccare un po’ la spina. Ma certo lo sport non è come l’ufficio francobolli: non ti aspetta. “Non è stata una settimana facile. L’incidente ad Assen è stato grande, fortunatamente non ci sono state ossa rotte, ma c’è stata molta paura. Non sono stati giorni facili, quindi sono molto felice di essere qui”, ha detto Bez.
VIDEO: MotoGP, caduta terrificante di Bezzecchi: rimbalza nella ghiaia a 200 km/hserenità
—Il GP di Germania è un confine oltre il quale Bez, 27 anni, può ritrovare un po’ di serenità. E magari attaccare la classifica per riprendersi quello che è suo (o pensava lo fosse): il primo posto. Hanno chiesto: non avere più la leadership del campionato toglie un po’ di pressione? Bez ci ha pensato un attimo: "No, in una situazione normale sicuramente la pressione e il tipo di approccio possono cambiare. Nel mio caso però non è una situazione normale, perché fisicamente sono molto lontano dal 100%. Il mio obiettivo ora non è quello di pensare come in un weekend normale, dove spero di lottare per podio o vittoria”. Non ha potuto provare la moto, né allenarsi a casa. “Non ho potuto fare quasi niente oltre i controlli medici. Non penso a questo, per ora penso solo a salire sulla moto in FP1 e vedere come sto. Devo gestire le energie e tutto il weekend”.
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—Le ultime settimane sono state un rebus anche per lui. E a chi gli chiedeva se avessero prodotto anche la paura, Bez ha risposto così: “Se avessi avuto paura sono sicuro che non sarei caduto in quel modo, perché non avrei provato a fare quella curva così. Dopo una caduta brutta tornare in moto può essere visto in modi diversi, ma per me è una cosa positiva. Ho pensato subito: voglio tornare in moto per vedere come va”. Quella in Germania è però anche una ripartenza strana. In una vita da supereroe si direbbe: basta vincere, chiudere la parentesi negativa, andare in vacanza con un trofeo e con la testa di nuovo in cima. Invece Bezzecchi sa che questa non è una settimana normale. Però, dice, “andare in moto è quello che ci fa stare bene, quindi io onestamente non vedo l’ora. Fortunatamente la caduta è il passato, ora si sale in moto e vediamo”. La classifica, per ora, resta quindi sullo sfondo. O almeno Bez prova a lasciarla lì, con quella leggerezza romagnola che è comunque un buon modo per dirci che ci sta pensando. Dopo Assen, quando ha visto Martin sopra di lui, ha pensato “principalmente che non era morto nessuno”. E ancora: “È sempre più bello vedersi primo piuttosto che secondo, terzo o quarto, però non ci ho pensato più di tanto. Il primo pensiero è stato che era andata bene e subito dopo: ok, mettiamoci giù perché voglio tornare in moto adesso”. Da SuperBez, non proprio uno come tutti gli altri.
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