Pogacar come Merckx: parte sul Tourmalet per prendersi tutto
La Gazzetta dello Sport

Pogacar come Merckx: parte sul Tourmalet per prendersi tutto

Venerdì 10 luglio 2026
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Tadej è stato Gigante sul “Gigante dei Pirenei”. Non c’è salita più iconica del Tourmalet per il Tour. Pogi ha preso cappello a 4,7 km dalla vetta del Tourmalet e oltre 40 all’arrivo. Alle sue spalle è rimasto, da solo, Vingegaard, il rivale più atteso, che avrebbe tutto per rivincere anche il Tour (per la terza volta) dopo il Giro, se sulla sua strada non ci fosse il marziano sloveno

Mozart della bici fa l’uomo solo al comando. Salieri insegue come può e un gruppo di coristi cerca di stare a galla dietro ai duellanti. È la sintesi del primo tappone di questo Tour de France, anzi delle ultime edizioni della corsa gialla. Chi pensava (sperava?) che Tadej Pogacar non uccidesse nella culla il Tour sui Pirenei non lo conosce abbastanza. Pogi ha preso cappello a 4,7 km dalla vetta del Tourmalet e oltre 40 all’arrivo. Alle sue spalle è rimasto, da solo, Vingegaard, il rivale più atteso, che avrebbe tutto per rivincere anche il Tour (per la terza volta) dopo il Giro, se sulla sua strada non ci fosse il marziano Pogacar. Più indietro il baby talento Paul Seixas, Florian Lipowitz e Isaac Del Toro a guidare il trenino degli umani. Sul quale sono saliti anche Evenepoel, che nel suo piccolo sarebbe un doppio campione olimpico, campione del mondo e vincitore di una Vuelta, Ayuso, Skjelmose, Martinez e Kuss.

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