Rossi: "Mi sentivo un supereroe, ma dopo l'infarto... Chechi un fratello, che ricordi con Galeazzi"
La Gazzetta dello Sport

Rossi: "Mi sentivo un supereroe, ma dopo l'infarto... Chechi un fratello, che ricordi con Galeazzi"

Venerdì 10 luglio 2026
2 visualizzazioni

L’olimpionico di canoa: "Il secondo nome di mio figlio è Jury. Un onore aver fatto il portabandiera a Pechino 2008"

L’olimpionico di canoa: "Il secondo nome di mio figlio è Jury. Un onore aver fatto il portabandiera a Pechino 2008"

Davide Romani Giornalista 10 luglio - 09:53 - MILANO

Antonio Rossi sta alla canoa come i fratelli Abbagnale al canottaggio. Plurimedagliato olimpico (3 ori, 1 argento e 1 bronzo tra il 1992 e il 2004, oltre al 4° posto nel 2008), portabandiera ai Giochi e ora presidente federale, il 57enne campione di Lecco è un’icona dello sport italiano. 

Antonio Rossi Presidente Federcanoa È nato a Lecco il 19 dicembre 1968. Ha partecipato a 5 edizioni dei Giochi con un bottino di 5 medaglie (3 ori, 1 argento e 1 bronzo). 

Rossi, il 3 e 4 agosto 1996 nasceva il mito Rossi: oro nel K1 500 e nel K2 1000 ai Giochi di Atlanta. Che ricordi ha? 

"Un momento indimenticabile, anche se tutti i successi lo sono. Ma in quei giorni fu il trionfo di una squadra con Scarpa, Bonomi, la Idem. Tutti a medaglia. Con gli altri compagni di nazionale stiamo pensando di organizzare una festa per ricordare un momento storico del nostro movimento". 

Lei ha dato tanto allo sport: prima come atleta e ora come dirigente. Quanto ha ricevuto indietro? 

"Mi ritengo molto fortunato, perché durante questo viaggio ho incontrato tante persone, tanti amici, che sono rimasti anche dopo la carriera sportiva. Ho provato delle emozioni uniche: dal ruolo di portabandiera olimpico a Pechino 2008 al Giubileo degli sportivi del 2000 quando allo Stadio Olimpico ero stato scelto per parlare a Papa Giovanni Paolo II. E poi il rapporto con Oreste Perri, il direttore tecnico della Nazionale: un rapporto così forte che è stato il mio testimone di nozze". 

Le sue imprese sono state raccontate dalle telecronache di Giampiero Galeazzi. Un rapporto speciale? 

"Dal mio primo bronzo a Barcellona (con Bruno Dreossi nel K2 500, ndr) ho stretto un legame particolare con lui: ci siamo sempre sentiti. Sono particolarmente affezionato al periodo di avvicinamento ai Giochi di Sydney 2000. Abbiamo raggiunto l’Australia con 25 giorni d’anticipo rispetto alle gare e lui di quel periodo non si perse un allenamento. Ogni giorno saliva sulla barca d’appoggio con il nostro allenatore Oreste Perri per seguire ogni nostra pagaiata. Ha vissuto con noi la rifinitura della preparazione. Il giorno della finale del K2 1000, dove io e Beniamino Bonomi vincemmo l’oro, sapeva tutto di noi, conosceva i nostri punti di forza e la nostra strategia di gara. Ne uscì una telecronaca eccezionale". 

Nella sua parabola sportiva ha avuto l’onore di conoscere gli ultimi quattro Papi. 

"La prima volta che incontrai Giovanni Paolo II fu dopo i trionfi dei Giochi di Atlanta. Il nostro Centro Federale si trova a Castel Gandolfo e lui ci ricevette in udienza privata. La seconda volta al Giubileo degli sportivi nel 2000. Persona di poche parole ma in grado di trasmettere tanto. Negli anni ho poi avuto l’occasione di incontrare Benedetto XVI e Francesco. E dopo Milano Cortina, con la delegazione del Coni, siamo stati ricevuti da Leone XIV: tutte figure carismatiche". 

Lo sport le ha regalato medaglie, incontri speciali, ma anche amicizie uniche come quella con Jury Chechi. 

"Sono così legato a lui che mio figlio Riccardo ha come secondo nome Jury. Ci siamo conosciuti dopo Atlanta ed è nata un’intesa unica. Ormai è un fratello per quello che abbiamo condiviso". 

Com’è nata? 

"A un concorso di Miss Italia. Lui era presidente di giuria, io tra i giurati. E da lì siamo diventati inseparabili tanto che una volta Jury ha provato a mettermi sugli anelli e io ho portato lui in canoa". 

Un’amicizia che vi ha spinto ad affrontare e vincere un reality tv insieme: Pechino-Express 2025. 

"Nel 2024 tutti e due siamo stati un mese a Parigi per i Giochi. In quei giorni siamo riusciti a vederci solo una volta. Allora abbiamo deciso di partire per questo viaggio e devo dire che è stato veramente bello. L’occasione per conoscerci ancora meglio vivendo un’avventura particolare nella quale abbiamo ammirato paesaggi e conosciuto persone e storie speciali". 

Pechino 2008 è stata la sua quinta partecipazione ai Giochi: non è arrivata la medaglia ma c’è stata l’esperienza da portabandiera. Cos’ha significato? 

"Io appartengo al gruppo sportivo della Guardia di Finanza e il giuramento viene fatto sulla bandiera e per me è stato un grandissimo onore portarla a Pechino. Quattro anni prima ad Atene era toccato a Jury che poi mi disse: “Scoprirai da solo cosa vuol dire”. È un momento unico nella carriera di un atleta: sei tu, la bandiera e dietro di te un gruppo di atleti che rappresenta un intero Paese. Le emozioni che ho provato in quel giro di pista a Pechino equivalgono a quelle che ho provato stando sul gradino più alto del podio olimpico. Perché lì rappresenti tutta l’Italia".

Nel 2021, durante una gara ciclistica in Veneto, è stato colto da infarto. Quell’episodio l’ha segnata? 

"Assolutamente sì. Prima pensavo di avere il fisico da supereroe, ero convinto che nessuna fatica potesse piegarmi. In realtà dopo l’infarto ho capito che così non è. Il primo periodo dopo l’accaduto avevo paura a fare tutto. Non volevo fare sport, non volevo muovermi. Poi piano piano mi sono ripreso". 

Senza la canoa, Antonio Rossi quale sport avrebbe preferito praticare? 

"Abitando a Lecco e avendo le montagne a due passi, avrei provato con lo sci. Soprattutto la discesa. Amo andare anche con la bici da corsa: è qualcosa che mi rilassa, mi fa pensare e faticare. Pur non avendo il fisico adatto, anche il ciclismo è una passione". 

Sinner e Antonelli sono i nuovi simboli dello sport italiano. Preferenze? 

"Mi piace moltissimo Sinner. Per come gioca, per la sua forza mentale e per la sua capacità di essere misurato con le parole. Credo sia un ottimo esempio per i nostri giovani".

Leggi anche 105XMasters, nove giorni di sport e show ad alto tasso di adrenalinaTaormina Sport Festival: fra i premiati quest'anno Schiavone, Levorato e Frey

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo