Empoli, dopo 35 anni finisce l'era Corsi? Trattativa aperta con un fondo americano
La Gazzetta dello Sport

Empoli, dopo 35 anni finisce l'era Corsi? Trattativa aperta con un fondo americano

Venerdì 10 luglio 2026
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Oltre tre decenni sotto la gestione esclusiva e a chilometro zero della famiglia dell'imprenditore, ora la società toscana potrebbe passare di mano. Tra le parti è stato sottoscritto un accordo di esclusiva

Oltre tre decenni sotto la gestione esclusiva e a chilometro zero della famiglia dell'imprenditore, ora la società toscana potrebbe passare di mano. Tra le parti è stato sottoscritto un accordo di esclusiva

Pietro Scognamiglio Giornalista 10 luglio - 09:45 - MILANO English version

Il calcio all’italiana – dal punto di vista gestionale, si intende – sta per perdere un altro pezzo. Anche l’Empoli infatti potrebbe diventare americano, dopo 35 anni sotto la gestione esclusiva, appassionata e a chilometro zero della famiglia Corsi. Con poche righe di comunicato, il club ha confermato ieri quanto circolava già da qualche settimana: c’è una trattativa con un fondo americano, protetta da riservatezza – gli interlocutori non sono ancora usciti allo scoperto - ma anche in stato avanzato, visto che tra le parti è stato sottoscritto un accordo di esclusiva. Il fondo ha sede a New York ed è da questo momento l’unica controparte per i Corsi, con un affare da chiudere tendenzialmente entro l’estate. Ovviamente, per la fumata bianca servirà l’intesa totale. Sul tavolo due macro argomenti: la consistenza dell’investimento e la strutturazione del nuovo assetto. L’idea è sicuramente cedere un’ampia maggioranza, mentre resta da capire se la formula andrà a prevedere un ruolo operativo o di rappresentanza per Fabrizio e Rebecca Corsi. La cui esperienza gestionale, ovviamente, può fare comodo ai nuovi investitori. Equilibri da definire.

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Difficoltà

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 La certezza è che da tempo la proprietà dell’Empoli manifestava la necessità di un aiuto concreto per garantire un futuro al club. Futuro che poggia anche sulle infrastrutture: il centro sportivo di Monteboro è di proprietà e può essere ancora ampliato, per lo stadio (in concessione dal Comune) c’è un progetto di ristrutturazione a cui manca poco per l’approvazione definitiva. Opere, anche queste, in cui capitali freschi possono chiaramente aiutare. Quella che potrebbe tramontare, alla resa dei conti, è un’altra storia di proprietà a conduzione familiare, nel senso migliore del termine: papà Fabrizio saldamente al comando, poi dal 2012 – e con un peso in crescendo negli ultimi anni – anche la figlia Rebecca, vicepresidente e amministratore delegato sempre più influente (appena eletta nel consiglio direttivo di Lega B). Un modello di gestione specchio della sana provincia, finito però in fisiologico affanno in un calcio che non è più quello in cui Corsi ha iniziato la sua avventura. E in cui è difficile rimanere a galla, pur non avendo mai deviato dalla politica delle plusvalenze e della valorizzazione dei talenti costruiti in casa. Che danno ossigeno, ma non basta. Per dare un’idea: entro la chiusura del bilancio al 30 giugno, l’Empoli si è trovato costretto a monetizzare dalla cessione all’Atalanta (per circa 4 milioni totali) dei gioiellini Oliviero e Perillo, freschi campioni d’Italia Under 17 e nel giro delle nazionali giovanili. In un momento di maggiore serenità, sarebbero rimasti nel club almeno fino all’approdo in prima squadra. I tempi sono cambiati.

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al lavoro

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 Intanto, con la trattativa aperta, lunedì inizierà la preparazione in sede agli ordini di Guido Pagliuca. Senza giocatori nuovi, perché – a oggi – le cessioni sono prioritarie: l’obiettivo è fare cassa da almeno due tra Guarino, Elia, Shpendi e Popov (in vetrina all’Europeo U19). Se però il closing con gli americani dovesse arrivare prima, anche le strategie di mercato potrebbero cambiare.

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