Volkswagen traccia la rotta per il 2030: gamma ridotta e nuove sinergie fra i brand
Il gruppo tedesco risponde ai sindacati con il pacchetto di misure presentato dal Consiglio di amministrazione. Entro il 2030, il colosso di Wolfsburg punta a ridurre e a semplificare la gamma, con l'adeguamento delle capacità della rete produttiva alle aspettative del mercato
Il gruppo tedesco risponde ai sindacati con il pacchetto di misure presentato dal Consiglio di amministrazione. Entro il 2030, il colosso di Wolfsburg punta a ridurre e a semplificare la gamma, con l'adeguamento delle capacità della rete produttiva alle aspettative del mercato
10 luglio - 10:34 - MILANO Il 9 luglio 2026 il Consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen ha presentato il piano a medio termine ai sindacatiLo aveva annunciato già qualche giorno fa e, al termine dell'incontro con il Consiglio di sorveglianza e i sindacati di giovedì 9 luglio 2026, Oliver Blume lo ha ribadito: "Entro il 2030 renderemo il gruppo Volkswagen l'azienda automobilistica più attraente al mondo, con marchi iconici, prodotti innovativi, tecnologie all'avanguardia, risultati finanziari solidi, performance affidabili sui mercati dei capitali e un forte spirito di squadra". Un obiettivo ambizioso che, secondo l'amministratore delegato del colosso tedesco, potrà essere raggiunto anche grazie alle dodici iniziative e alle direttive presenti nel pacchetto di misure presentato dal Consiglio di amministrazione. Nello specifico, il piano prevede una sostanziale riduzione e semplificazione della gamma (fino al 50%), con un focus sui segmenti di mercato più attraenti, un maggiore allineamento di prodotti, tecnologie e sviluppo ai mercati regionali, l'adeguamento delle capacità della rete produttiva alle aspettative del mercato e la razionalizzazione delle strutture e del portafoglio azionario. Contrariamente alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, a Wolfsburg non viene fatta alcuna menzione sul futuro degli stabilimenti (quelli di Hannover, Zwickau, Emden e Neckarsulm di Audi venivano indicati fra quelli potenzialmente a rischio), anche se tra le priorità viene indicata chiaramente la riduzione delle sovraccapacità.
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—Il piano presentato lo scorso 9 luglio guarda al presente e, in prospettiva futura, al 2030, anche se il vero processo di riorganizzazione del gruppo Volkswagen è iniziato tre anni fa. Allora, in una lettera rivolta agli azionisti, Blume metteva l'elettrificazione della gamma fra gli obiettivi principali e sottolineava l'importanza dei vari marchi (Volkswagen, anche con la sua divisione dei veicoli commerciali, Audi, Bentley, Cupra, Lamborghini, Porsche, Seat, Škoda e, per le moto, Ducati) che compongono il gruppo. "Nessun'altra azienda offre un portafoglio prodotti così convincente, solido e unico. Soddisfiamo i desideri dei nostri clienti in tutti i segmenti e in tutte le categorie di veicoli" disse nel dicembre del 2023. Oggi, invece, il gruppo annuncia una riduzione e semplificazione della gamma di modelli fino al 50%, con i vari brand che andranno a concentrarsi sui segmenti di mercato più attraenti. Subiranno un calo (fino al 75%) anche le opzioni di equipaggiamento disponibili, con l'obiettivo di focalizzare gli investimenti e le risorse di sviluppo su prodotti e tecnologie innovative. Anche i principali settori tecnologici delle piattaforme, delle architetture elettroniche e degli scenari software "saranno armonizzati e concentrati per soddisfare, rispettivamente, le esigenze dell'emisfero occidentale e di quello orientale. L'obiettivo è quello di realizzare sinergie a livello di gruppo in modo più efficace, eliminare le strutture tecnologiche parallele e rafforzare ulteriormente la leadership tecnologica". Nell'ottica di una progressiva razionalizzazione, Volkswagen intende fissare a quota 9 milioni (l'investimento indicato nel piano industriale del 2019 era per circa 12 milioni di veicoli) la produzione annua di tutti i marchi. A Wolfsburg la scommessa è (anche) sulla digitalizzazione, sull'intelligenza artificiale e sui servizi condivisi, mentre sul fronte economico si punta a raggiungere una minore complessità e una maggiore flessibilità finanziaria (la cessione di una quota di maggioranza in Everllence, con un afflusso di cassa di circa 7,4 miliardi di euro, riflette gli obiettivi strategici attuali).
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Oliver Blume, amministratore delegato del gruppo Volkswagenblume tra ottimismo e concretezza
—"Con il nostro piano per il futuro, stiamo entrando nella prossima fase di trasformazione, con le nostre sole forze". Al netto dei dazi e delle difficoltà geopolitiche e finanziarie esterne, Oliver Blume, amministratore delegato del gruppo Volkswagen, guarda al domani con concretezza e un pizzico di ottimismo. "Stiamo rendendo il gruppo Volkswagen più veloce, più resiliente e più competitivo: attraverso una minore complessità, tecnologie mirate, un allineamento ancora più forte di prodotti, sviluppo e produzione con i mercati regionali, la riduzione delle sovraccapacità, un portafoglio azionario snello e strutture significativamente più agili. In questo modo, creiamo le condizioni per un successo duraturo, anche in un contesto sempre più esigente".
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