Odofobia: cos'è la paura di viaggiare e come si risolve
L'idea di lasciare casa per un viaggio può scatenare insonnia e forte ansia. Ma da cosa dipende? E come si affronta?
L'idea di lasciare casa per un viaggio può scatenare insonnia e forte ansia. Ma da cosa dipende? E come si affronta?
Eu.Spa. 10 luglio - 10:29 - MILANOPer molti l'estate è... "la valigia sul letto, quella di un lungo viaggio". Per altri, invece, basta solo pensare alla partenza imminente per avvertire lo stomaco che si chiude e una sensazione di allarme difficile da controllare. È l'odofobia, una fobia caratterizzata da una paura intensa e sproporzionata del viaggio. Non riguarda necessariamente un mezzo di trasporto in particolare, come accade nella paura di volare, ma proprio l'idea di spostarsi da un luogo all'altro. Una condizione poco studiata rispetto ad altre fobie, ma che può limitare in modo importante la vita personale e lavorativa. "Una fobia è una paura intensa che può richiedere un trattamento. È irrazionale, compromette il normale funzionamento della persona e induce comportamenti di evitamento, fino a portare, tipicamente, ad annullare un viaggio", scrive Psychology Today.
c'è fobia e fobia
—La fobia nasce da un meccanismo ben noto del cervello. Di fronte a ciò che interpreta come una minaccia, anche se il pericolo non è reale, si attivano i circuiti della paura, con un ruolo centrale dell'amigdala. L'organismo entra così in modalità di allerta: aumentano frequenza cardiaca e tensione muscolare, il respiro diventa più rapido e possono comparire nausea, disturbi intestinali, insonnia, tremori e difficoltà di concentrazione. La particolarità è che tutto questo può verificarsi non durante il viaggio, ma anche molti giorni prima. È sufficiente immaginare la partenza, fantasticare sugli imprevisti o ripensare continuamente all'itinerario perché il cervello metta in moto la stessa risposta fisiologica. In molti casi, la paura si concentra su situazioni specifiche legate al viaggio, come l'aerofobia, ovvero la paura di volare, che colpisce 2 italiani su 10 o l'amaxofobia, ovvero la paura di guidare, che interessa oltre il 28% degli automobilisti italiani, ma può anche essere correlata ad altri aspetti, come l'allontanamento dal proprio ambiente abituale. Sebbene il fattore scatenante sia diverso in ogni caso , tutte queste fobie condividono la stessa risposta ansiosa che può portare a sintomi fisici ed emotivi molto simili.
Paura del viaggiocome può nascere l'odofobia
—Non sempre all'origine c'è un'esperienza traumatica. Certo, un incidente, un forte attacco di panico o un episodio particolarmente stressante possono rappresentare il punto di partenza. Ma in molti casi non esiste un evento preciso da cui tutto abbia avuto origine. Possono entrare in gioco una predisposizione individuale ai disturbi d'ansia, alcuni tratti della personalità, come il forte bisogno di controllo, oppure la tendenza a interpretare situazioni normali come potenzialmente pericolose. Per questo due persone con odofobia possono avere paure molto diverse: una teme di restare bloccata su un aereo o su un treno, un'altra di sentirsi male lontano da casa, un'altra ancora vive con angoscia l'idea di allontanarsi dai propri punti di riferimento. Il viaggio diventa così il contenitore di timori differenti.
La tentazione più comprensibile è evitare del tutto di partire. Nell'immediato funziona: l'ansia diminuisce e ci si sente meglio. Ma proprio questo, secondo gli esperti, sollievo rischia di mantenere il problema. Nelle fobie specifiche, infatti, l'evitamento rafforza il messaggio che il cervello invia a se stesso:"se ho rinunciato, significa che il pericolo era reale". È uno dei meccanismi meglio conosciuti della psicologia delle fobie, tanto che le linee guida internazionali indicano nella terapia cognitivo-comportamentale, associata quando opportuno a una graduale esposizione alla situazione temuta, il trattamento con le prove di efficacia più robuste. Lo scopo non è convincere la persona che il viaggio sia piacevole, ma insegnare al cervello a non interpretarlo automaticamente come una minaccia.
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