Ljubicic: "Occhio Sinner, Djokovic ti attaccherà. E se la partita diventasse una battaglia..."
L’ex numero 3 al mondo legge per noi le semifinali di Wimbledon: "Novak ha automatismi definiti e base solida ma Jannik è in vantaggio se la battaglia sarà lunga"
L’ex numero 3 al mondo legge per noi le semifinali di Wimbledon: "Novak ha automatismi definiti e base solida ma Jannik è in vantaggio se la battaglia sarà lunga"
dal nostro inviato Federica Cocchi 10 luglio 2026 (modifica alle 11:34) - LONDRA (INGHILTERRA)Il big match tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, la curiosità sulla prima semifinale di giornata tra Arthur Fery e Sascha Zverev: la giornata di oggi a Wimbledon promette spettacolo. Ivan Ljubicic, ex numero 3 al mondo, ora talent di Sky che trasmette lo Slam londinese e tutto il tennis fino alle Atp Finals, è un osservatore privilegiato: gli abbiamo chiesto la sua lettura delle semifinali.
Ivan, quello tra Sinner e Djokovic è l’incontro più atteso. Jannik ha risparmiato più energie, Nole ha giocato molto più a lungo. Quanto influirà tutto questo?
"Dipende. Se giocano una grande partita e vanno al quinto set, allora potrebbe emergere una differenza. Però credo che il fatto di aver avuto due giorni di recupero aiuti entrambi. Se Djokovic recupera bene, si riparte sostanzialmente in equilibrio. Certo, se dovessero affrontare un’altra battaglia lunghissima, allora Jannik potrebbe avere un piccolo vantaggio".
VIDEO: "Sarà il futuro del tennis": la profezia di Djokovic su Sinner nel 2021Djokovic vuole dimostrare di poter battere i nuovi fenomeni e poco importa se deve stare in campo oltre cinque ore.
"La mia sensazione è che quest’anno abbia giocato poco e la condizione migliore si raggiunge con allenamenti e partite. Probabilmente gli mancava proprio quello. Però ha una base talmente solida che il suo corpo ritrova in fretta sensazioni e automatismi. Io credo che il Roland Garros gli sia servito tantissimo per arrivare pronto a Wimbledon. Quelle partite, anche molto lunghe, lo hanno rimesso in una condizione che il suo fisico conosce bene".
Se Djokovic recupera bene, si riparte sostanzialmente in equilibrio. Se dovessero affrontare una battaglia lunghissima, allora Jannik potrebbe avere un piccolo vantaggio"
Ljubičić sulla sfidaDi Sinner si continua a dire che non è ancora la sua miglior versione. Forse perché non ne ha avuto ancora bisogno?
"O semplicemente questo non è il suo momento migliore, e va bene così. Noi veniamo dall’epoca dei tre fenomeni che hanno vinto più di venti Slam, ma nemmeno loro hanno giocato tutti quei tornei sempre al massimo livello. Bisogna saper gestire e giocare bene quando conta. È quello che sta facendo Jannik ed è un segnale importante di esperienza e consapevolezza".
Dal punto di vista tattico, come può Djokovic mettere in difficoltà Sinner?
"Mi aspetto un Novak molto aggressivo, come in Australia: cercherà di comandare lo scambio. Lo farà per una questione sia energetica sia tecnica, perché sa che se lascia il gioco in mano a Jannik diventa molto complicato. Sinner corre tanto e gestisce benissimo gli scambi. Mi aspetto quindi un Djokovic molto aggressivo e concentrato".
Jannik in vigilia si è allenato con due sparring partner che coprivano tutto il campo. Come interpreta questa scelta?
"È molto logica. Con due sparring puoi cambiare continuamente direzione e ricevere comunque una palla di qualità. Se ti alleni con uno solo, lo scambio finisce appena acceleri. Con due giocatori, invece, puoi spingere, cambiare direzione e colpire cinque, sei, sette, otto palle consecutive, una situazione molto vicina a quella che troverà contro Djokovic. Novak cambia continuamente ritmo, direzione e tempi di gioco: prepararsi così ha perfettamente senso".
Boris Becker dice che amava l’erba perché è una superficie su cui bisogna essere aggressivi e vince chi prende l’iniziativa, non chi sbaglia meno come sulla terra. È d’accordo?
"Sì, anche se questa non è più l’erba dei suoi tempi. Resta comunque una superficie dove bisogna essere propositivi e cercare di mettere pressione all’avversario. Più che per la velocità del campo, è una questione di movimenti: sull’erba si scivola, difendere è molto più complicato. Conviene far correre l’altro piuttosto che ritrovarsi a rincorrere".
Il servizio di Sinner è cresciuto tantissimo. Che cosa l’ha colpita di più?
"Già alla fine della scorsa stagione aveva iniziato a servire in maniera straordinaria, ma soprattutto sta acquistando fiducia. Per me un grande servizio non si misura dagli ace o dalla percentuale di prime, ma dalla capacità di affidarti a quel colpo quando hai bisogno di un punto importante. Fare un ace sulla palla break vale molto più di qualsiasi statistica».
Già alla fine della scorsa stagione Jannik aveva iniziato a servire in maniera straordinaria, ma soprattutto sta acquistando fiducia"
Ljubičić sul servizio di SinnerE lì entra in gioco anche la forza mentale...
"Ma è tutto collegato alla fiducia. Quando vai a servire sai perfettamente se credi in quel colpo oppure no. C’è chi pensa: 'Questa è la mia occasione migliore per fare il punto', e spesso tira un ace. Altri invece pensano: 'Spero solo di mettere la prima'. Con quella mentalità sei già in difficoltà".
Chiudiamo con l’altra semifinale. Zverev parte favorito con Fery. La vittoria di Parigi lo ha liberato?
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"Zverev parte favorito. Ma erano favoriti anche gli altri che hanno affrontato Fery, eppure lui è arrivato fin qui. Mi ha impressionato per le soluzioni tattiche, per la calma e per la chiarezza con cui esegue il suo piano di gioco. Quanto a Zverev, più che rilassato lo vedo ancora più consapevole del proprio valore. È sparito quel dubbio che ogni tanto lo accompagnava".
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