In Russia vanno a ruba le auto elettriche cinesi
A causa della guerra con l'Ucraina, che ha messo KO il 25% della capacità di raffinazione di petrolio, in Russia si vendono sempre più elettriche e ibride plug-in
A causa della guerra con l'Ucraina, che ha messo KO il 25% della capacità di raffinazione di petrolio, in Russia si vendono sempre più elettriche e ibride plug-in
Giuseppe Croce 10 luglio - 13:58 - MILANO Le immatricolazioni di auto elettriche e ibride plug-in sono schizzate in alto in RussiaLa Russia è il terzo produttore al mondo di petrolio, dopo Usa e Arabia Saudita, ma gli automobilisti fanno la fila per ore alle stazioni di servizio per fare rifornimento di benzina e gasolio. È uno dei paradossi della nuova fase della guerra tra Russia e Ucraina, quella iniziata quando i droni ucraini sono riusciti a penetrare con costanza all'interno del territorio russo e a colpire le infrastrutture petrolifere del Paese. Il secondo paradosso è conseguente al primo: negli ultimi mesi i cittadini russi hanno iniziato a comprare molte più auto elettriche e ibride, chiaramente cinesi.
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Gli attacchi dei droni ucraini hanno abbattuto del 25% la produzione di carburante in RussiaFINE DI UN'ERA
—Durante l'era sovietica i russi erano abbastanza abituati a fare la fila al distributore, come anche al supermercato e al negozio di vestiti: l'economia centralizzata, altamente inefficiente e decisamente poco orientata alla soddisfazione del consumo interno, causava frequenti crisi di offerta dei beni primari, compresi i prodotti energetici. Negli ultimi vent'anni, però, i russi hanno potuto dare per scontato il fatto di fare il pieno senza problemi e a prezzi molto bassi. La Russia, d'altronde, produce ogni giorno oltre 9 milioni di barili di petrolio e ha una fortissima industria della raffinazione. Adesso, però, le cose stanno cambiando: da alcune settimane gli ucraini riescono ad attaccare con costanza le raffinerie, gli oleodotti, le industrie dell'indotto petrolifero in territorio russo e questo ha causato un crollo della produzione di benzina e altri prodotti derivanti dal petrolio di circa il 25%. Nei distributori russi, quindi, c'è un quarto della benzina e del gasolio in meno rispetto a solo un paio di mesi fa. Le prime avvisaglie della crisi si sono viste a partire da metà giugno ma è dai primi di luglio che la situazione si è fatta talmente pesante che persino Vladimir Putin ha dovuto ammettere che oggi in Russia c'è scarsità di carburante. Se anche la guerra dovesse finire oggi, inoltre, la Russia avrebbe bisogno di mesi per riparare tutti i danni e tornare alla situazione precedente.
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Evolute produce auto elettriche in Russia su base Dongfeng (Getty)FUGA DALLA BENZINA
—Che la situazione non sia delle più rosee, d'altronde, lo hanno capito persino i cittadini che, per limitare i problemi di rifornimento, stanno iniziando a comprare auto elettriche e ibride. A causa delle sanzioni commerciali imposte da Stati Uniti ed Europa, però, i russi non hanno la possibilità di comprare veicoli elettrici delle principali case automobilistiche occidentali e, di conseguenza, hanno quasi una sola scelta: comprare auto elettriche cinesi. Secondo quanto riporta Reuters, basandosi su dati Autostat, i marchi di EV più venduti oggi in Russia sono Geely, Dongfeng, Gac, e Chery. Si vendono anche le poche auto prodotte dalla russa Motorinvest (su base Dongfeng) con marchio Evolute. L'incremento delle vendite per le auto elettrificate, tra l'altro, è persino precedente all'acuirsi della crisi della raffinazione, tanto è vero che già nei primi cinque mesi dell'anno sono state immatricolate in Russia 4,460 auto elettriche pure (+19% rispetto agli stessi mesi del 2025) e 24.600 auto plug-in hybrid (+125%). Nell'ultima settimana di giugno, inoltre, sono state vendute ben 1.754 plug-in.
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Anche in Russia le colonnine di ricarica pubbliche sono pochePROBLEMI DI RICARICA
—Al momento la Russia non ha problemi di approvvigionamento elettrico, perché tutte le principali centrali elettriche sono operative e, quasi sempre, sono alimentate a gas naturale (e la Russia è il secondo produttore al mondo di gas, con 630 miliardi di metri cubi di gas estratti nel 2025). In teoria, quindi, c'è abbondanza di elettricità per ricaricare le batterie dei veicoli elettrici e ibridi. In pratica, però, la cosa non è così semplice perché anche in Russia c'è una forte scarsità di colonnine di ricarica pubbliche. Anche in questo caso le cose stanno cambiando, con +20% di installato da gennaio ad oggi, ma in una città come Mosca, che ha 13 milioni di abitanti e un parco circolante e oltre 5,5 milioni tra auto e furgoni circolanti, ipotizzare una diffusione di massa dell'elettrico alla spina è davvero dura. Meno problemi nelle aree rurali, dove le case hanno spesso un box all'interno dei quali è possibile installare una wallbox.
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