Le ossessioni, gli arresti e... una squadra di figli: Valderrama, "il fuoriclasse dai piedi storti"
Il campione colombiano incapace di fermarsi: dalla scuola alla nazionale talento e insofferenza
Tranquillo non ci stava nemmeno quando doveva dormire. Saltava sul letto, faceva a cuscinate con i suoi fratelli, giocava: era come se l’energia che aveva in corpo, non essendosi ancora esaurita dopo un giorno intero, avesse bisogno di scaricarsi completamente prima di concedersi qualche ora di riposo. Questo iperattivismo, che aveva tantissimi segni di manifestazione, era il suo tratto distintivo, ciò che lo differenziava dagli altri e, in taluni casi, lo trasformava in un bambino problematico. Il piccolo Carlos Valderrama fermo non ci stava mai, neanche a scuola quando il maestro spiegava la lezione o chiamava qualcuno alla cattedra per la classica interrogazione. Logico che la mamma e il papà furono chiamati spesso dagli insegnanti, perché non sapevano proprio come placare quella furia che finiva per contagiare anche i compagni e allora diventava un problema tenere a bada tutta la scolaresca.