René Higuita nei guai, confiscata la sua villa a Medellin: "Comprata coi soldi di Pablo Escobar"
Secondo le autorità l'immobile sarebbe stato acquistato coi proventi dei traffici illeciti del narcotrafficante colombiano
Secondo le autorità l'immobile sarebbe stato acquistato coi proventi dei traffici illeciti del narcotrafficante colombiano
10 luglio - 13:42 - MILANOIl mito di René Higuita, l'iconico portiere colombiano celebre per la sua leggendaria "parata dello scorpione", si ritrova nuovamente al centro di una tempesta giudiziaria. Un tribunale di Medellín ha infatti ordinato il sequestro di una lussuosa proprietà dell'ex calciatore, situata nell'esclusivo quartiere di El Poblado. Secondo gli inquirenti, che hanno condotto un'indagine durata dodici anni, l'immobile sarebbe stato acquistato nel 1992 utilizzando proventi illeciti del cartello di Pablo Escobar. La Procura sostiene che la proprietà sia stata oggetto di complessi trasferimenti e manovre documentali - tra cui firme falsificate - finalizzate a nascondere l'origine criminale dei fondi prima che il titolo passasse ufficialmente nelle mani di Higuita.
il legame tra higuita e escobar
—Dal canto suo, il cinquantanovenne ex idolo dell'Atletico Nacional respinge con fermezza ogni accusa, definendosi una "vittima di una coincidenza" e ribadendo di aver acquistato la residenza in totale buona fede, grazie ai guadagni maturati nel corso della sua carriera sportiva. Higuita ha già annunciato l'intenzione di impugnare la sentenza di primo grado, intenzionato a dimostrare la trasparenza della transazione.
Non è la prima volta che il nome dell'ex portiere viene accostato alle oscure trame di Medellín: la sua figura è stata spesso segnata da una controversa vicinanza al mondo dei narcos, in particolare dopo l'arresto avvenuto nel 1993 in seguito a una visita fatta a Escobar mentre il boss si trovava in carcere, un legame che l'ex atleta ha sempre cercato di minimizzare definendolo fonte di innumerevoli sofferenze personali e professionali.
il comunicato di higuita
—Nel suo comunicato ufficiale, pubblicato sui suoi account social, René Higuita ha ribadito con forza la legittimità della sua posizione, sottolineando di aver acquistato la proprietà "in maniera completamente legale, agendo sempre in buona fede e con risorse provenienti esclusivamente dal mio lavoro". L'ex portiere ha spiegato di essere stato totalmente ignaro del passato del venditore, specificando che, al momento della trattativa, tale soggetto "non registrava precedenti penali né indagini penali". Definendosi "vittima di un inganno", Higuita ha annunciato che intende "esercitare i ricorsi che la legge mi concede e presenterò il corrispondente appello".
L'ex calciatore ha inoltre voluto rimarcare che il provvedimento giudiziario colpisce solo il bene materiale e non la sua persona, evidenziando che "non sono stato condannato né indagato per la commissione di alcun reato legato a questo caso". A supporto della sua estraneità ai fatti illeciti, Higuita ha aggiunto che, nella stessa decisione del tribunale, il giudice "riconosce espressamente la mia condizione di terzo in buona fede", chiarendo inoltre che il suo nome non è mai stato associato ad attività di prestanome né all'occultamento di beni illeciti, dal momento che, come sottolineato dallo stesso Higuita, "la decisione ricade esclusivamente sull'immobile e non costituisce un giudizio sulla mia condotta, sul mio operato o sulla mia integrità".
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