Wolff: "Antonelli oltre ogni aspettativa, e quanto aiuta mio figlio Jack. Il futuro? Perico è un talento"
Il team principal Mercedes: "Kimi oltre le nostre attese in F.1. Ha aiutato il mio ragazzo sui kart e segue le sue gare"
Il team principal Mercedes: "Kimi oltre le nostre attese in F.1. Ha aiutato il mio ragazzo sui kart e segue le sue gare"
dal nostro inviato Alessandro Miglio 11 luglio - 08:52 - CREMONA Wolff e AntonelliCome i supereroi, anche Toto Wolff ha due identità: nel paddock della Formula 1 è il boss della Mercedes, prima nel Mondiale con Andrea Kimi Antonelli, mentre nel privato è semplicemente il papà di tre figli. Jack, il più piccolo, è appassionato di motori e corre in vari campionati di kart, tra cui quelli della Wsk che ha formato quasi tutti i piloti della massima serie: "Amo passare il mio tempo libero in famiglia e mangiare la pizza nei box". In questi giorni si sta svolgendo la terza e ultima prova della Wsk Euro Series al circuito di Cremona, decisiva nelle varie categorie. Il piccolo Wolff è in lotta per il titolo Mini U10 con Zayne Burgess e Johan Berger, il figlio di Gerhard. In tribuna Toto esulta e si preoccupa, come qualsiasi altro papà.
VIDEO: Wolff carica la Mercedes: "Obiettivo, essere più costanti rispetto all'anno scorso"È più teso per le gare della Formula 1 o per quelle di Jack?
"È incredibile, ma durante la partenza di un GP ho 90/95 battiti al minuto, mentre per i kart raggiungo i 150/155. L’ho scoperto grazie all’orologio. Quando io e mia moglie Susie abbiamo saputo che voleva fare il pilota non eravamo entusiasti. Si tratta pur sempre di uno sport difficile, pericoloso, che richiede una grande quantità di tempo e impegno. Noi non riusciamo a seguirlo in tutte le gare, ma abbiamo deciso comunque di accontentarlo, visto che la sua felicità ha la priorità su tutto. Ha svolto qualche test, delle piccole corse e questo è il primo anno in cui compete ad alto livello. Adesso è elettrizzato perché finalmente ha conquistato una vittoria nel monomarca lame Series Italy Racing Formula, dove è in testa al campionato Mini U10. Un bel risultato".
Come avete festeggiato?
"Noi eravamo a Silverstone! Io ero impegnato con la Mercedes, Susie con la F1 Academy. Durante il GP avevo il telefono sulla gamba per seguire Jack. Il suo successo mi ha emozionato, lo aspettavamo da un po’. Aveva ottenuto pole position, podi, mancava la ciliegina sulla torta. Poi però è arrivata la rottura del wheel shield (la protezione del cerchione) di Kimi. In quel momento avevo il cuore diviso in due. Nel motorsport non è importante soltanto essere veloci, ma anche finire le gare senza problemi. Quest’anno abbiamo avuto tre guasti (due con il leader del Mondiale a Barcellona e Silverstone e uno con George Russell in Canada). Sono troppi, dal punto di vista dell’affidabilità possiamo crescere molto".
Che effetto le fa passare dal paddock di Silverstone a quello di Cremona?
"Ho sempre vissuto in funzione del motorsport. C’è chi segue soltanto la Formula 1, ma fuori c’è un universo bellissimo. Ogni giorno guardo le notizie e i risultati delle altre categorie. Qui è dove nasce la passione: in questi giorni scenderanno in pista circa 280 piloti di oltre 50 nazioni, tutti con lo stesso sogno".
Suo figlio ha un bel rapporto con Antonelli?
"Stupendo. Si conoscono da cinque anni, Jack ne aveva tre e ha sempre ammirato Kimi, che insieme al papà Marco gli ha dato tantissimo supporto in termini di presenza e affetto. Spesso vengono a vedere le sue gare e questo per lui ha un enorme significato".
Quando ha scelto di puntare su Antonelli per sostituire Lewis Hamilton nel 2025, avrebbe mai pensato che sarebbe diventato il più giovane leader del Mondiale della storia?
"Sapevamo che aveva bisogno di un anno di ambientamento e di crescita perché la Formula 1 è un mondo completamente diverso rispetto alle serie minori. Doveva adattarsi alla monoposto e imparare a gestire gli impegni con gli sponsor e i media. L’obiettivo è sempre stato quello di migliorare nella seconda stagione. E lui lo ha fatto, guidando a un livello altissimo e ottenendo dei risultati straordinari. In questo momento sta superando le nostre più rosee aspettative, ma non deve sentirsi appagato. Tutti lo stanno esaltando, io chiedo sempre di mantenere l’equilibrio. Non possiamo paragonarlo ad Ayrton Senna, che ha ottenuto tre titoli ed è uno dei piloti più iconici di sempre. Kimi ha vinto cinque gare, lasciamolo crescere". Quando ha capito che aveva un talento speciale?
"A nove o dieci anni aveva conquistato dei successi e dei campionati nei kart. In quel periodo abbiamo iniziato a monitorarlo, poi nel 2019 è entrato a tutti gli effetti nel Mercedes Junior Team. Se è arrivato così in alto, però, è merito anche della famiglia: il papà è un ex pilota, proprietario dei team Akm e Antonelli Motorsport, quindi ha saputo dargli degli ottimi consigli".
Quest’anno avete preso sotto la vostra ala un altro giovane italiano: Niccolò Perico. Come è riuscito a impressionarvi?
"Siamo sempre concentrati sul futuro. Nel nostro programma junior ci sono pochi talenti, con molto potenziale. Lui è uno di questi, per Jack è una sorta di fratello maggiore. Conosciamo bene i suoi genitori, il papà è un tipo un po’ matto come me, quindi andiamo d’accordo. Dobbiamo sempre ricordarci, però, che stiamo parlando di un ragazzo giovanissimo. Non mettiamogli troppa pressione".
Dopo 9 GP Hamilton è distante soltanto 32 punti dalla vetta. Lo considerate un pericolo in ottica Mondiale?
"Non ho mai avuto dubbi su di lui, sappiamo che è un grande campione. Aveva soltanto bisogno della macchina giusta e la Ferrari gliel’ha data. Adesso può lottare per vincere le gare e anche il campionato".
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