Nations Championships: l’Italia regge un tempo, poi gli All Blacks straripano 47-17
A Wellington nella seconda giornata del nuovo torneo dopo la disfatta in Giappone gli azzurri reagiscono, ma non basta: a segno con Menoncello e Marin, ma dall’altra parte Jordan firma una tripletta ed entra nella storia
A Wellington nella seconda giornata del nuovo torneo dopo la disfatta in Giappone gli azzurri reagiscono, ma non basta: a segno con Menoncello e Marin, ma dall’altra parte Jordan firma una tripletta ed entra nella storia
Roberto Parretta 11 luglio - 09:26 - MILANOUna reazione dopo la brutta prestazione e sconfitta con il Giappone c’è, ma gli All Blacks restano imbattibili e piegano per 47-17 l’Italia a Wellington nel match che ha aperto la seconda giornata della fase australe del neo nato Nations Chanpionship. Ci si attendeva dagli azzurri del c.t. Gonzalo Quesada una risposta, che però arriva solo a metà e soprattutto nel primo tempo, giocato praticamente alla pari con la squadra di Dave Rennie, che alla seconda partita in carica dopo avere raccolto l’eredità di Scott Robertson, si trova ancora nella primissima fase di un lavoro di ricostruzione di una nuova filosofia di gioco. Per quanto riguarda i numeri della classifica (che vede emisfero nord e sud divisi in due pool), gli All Blacks restano a punteggio pieno a 10, l’Italia resta a zero.
prodezza
—Passano due minuti e trentacinque secondi e una prodezza di Tommaso Menoncello apre lo score: il centro riceve palla sui 10 metri difensivi e attacca, vede un intervallo e s’infila tra due maglie nere, poi allarga per Malik Faissal e resta a sostegno per ricevere il passaggio di ritorno e scapparsene in meta, con la trasformazione di Tommy Allan. La risposta neozelandese si materializza al con le manone della seconda linea Sam Derry, che dopo una serie di tentativi da corta distanza trova il varco giusto per schiacciare, anche se dal replay non è chiarissimo il tocco del pallone sulla linea bianca, che l’arbitro, il francese Luc Ramos, non si capisce proprio come abbia fatto a vedere. Ma il Tmo (il gallese Ben Whitehouse) non lo contraddice, quindi Ruben Love può andare a trasformare per il 7-7. Ma gli azzurri (in maglia chiara) tornano subito dall’altra parte, impegnano severamente la difesa avversaria fino a conquistare la punizione che al 18’ permette ad Allan di firmare il 10-7. Gli azzurri difendono complessivamente bene, anche duramente messi alla prova dalle sfuriate dei padroni di casa, ma concedono qualche piccolissima breccia che gli All Blacks sfruttano. Al 30’ da un grubber di Jordie Barrett la difesa è sorpresa alle spalle, Leroy Carter arriva per primo sul pallone, lo sposta in aria per mandare a vuoto Allan e lo raccoglie al volo, poi serve all’interno Will Jordan che può volare in meta. E al riposo si va sul 14-10.
tripletta storica
—A inizio ripresa va in scena la replica del primo tempo, ma a parti invertite: il neo entrato Josh Moorby s’infila in un break che apre in due la difesa e poi scarica su Cam Roigard, che può involarsi verso i pali. E’ passato appena un minuto e mezzo e Love trasforma. La reazione azzurra c’è ma un bell’attacco si spegne a un passo dalla meta, poi sul contrattacco, con la difesa scopertissima un calcio per sé stesso di Moorby ribalta il campo, dalla ruck a un metro dalla meta è il pilone Ethan de Groot a sfondare. Tra il 51’ e il 54 Jordan completa la sua tripletta: due volate quasi indisturbate, la prima su assist di Moorby, la seconda sul lungo passaggio di Jordie Barrett. L’ala arriva così in un colpo solo a 51 mete in nazionale (in 56 presenze), agganciando e poi staccando Doug Howlett (49), divenendo primatista assoluto nella storia degli All Blacks. Love manca la prima e infila le due successive trasformazioni. Nell’azione della prima meta arriva oltretutto il cartellino giallo per Niccolò Cannone, che in ruck rifila una testata a Roigard, con il bunker che poi lo trasforma in rosso e in 20’ minuti di inferiorità numerica. Al 57’ arriva quanto meno una pezza al momentaccio azzurro: con un profondo break di Allan (che poi s’infortuna) si arriva nei 22 neozelandesi, poi è Brex con un bell’offload a depositare il pallone nelle mani del subentrato Leonardo Marin, che vola in meta (Paolo Garbisi la trasforma).
il debutto
—Intanto arriva il debutto di Anton Segner, seconda linea, nato a Francoforte, trasferito in Nuova Zelanda da quando aveva 16 anni: è il primo tedesco a giocare per gli All Blacks, il secondo europeo dopo l’olandese Fabian Holland, che debuttò lo scorso anno e che in pochi mesi arrivò fino al riconoscimento di giocatore rivelazione dell’anno, fermo dallo scorso febbraio per un infortunio alla spalla. Nell’ultima azione sul tempo che scade arriva la settima meta neozelandese, firmata dalla seconda linea Topou Vaai con uno sfondamento da corta distanza. Love la trasforma per il 47-17 finale.
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