Entra e decide, ma al Mondiale ha rischiato di non esserci: Merino, il "supersub" della Spagna
La Gazzetta dello Sport

Entra e decide, ma al Mondiale ha rischiato di non esserci: Merino, il "supersub" della Spagna

Sabato 11 luglio 2026
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Il centrocampista dell'Arsenal a gennaio ha patito una frattura da stress a un osso del collo del piede e prima dei Mondiali ha giocato appena 24 minuti. Ma con due gol in 11' ha trascinato la Roja in semifinale

Il centrocampista dell'Arsenal a gennaio ha patito una frattura da stress a un osso del collo del piede e prima dei Mondiali ha giocato appena 24 minuti. Ma con due gol in 11' ha trascinato la Roja in semifinale

dal nostro inviato  Filippo Maria Ricci 11 luglio - 09:19 - INGLEWOOD (STATI UNITI) English version

Undici minuti, due gol decisivi. Mikel Merino sta portando il concetto di supersub a vette temporali senza senso. Contro il Portogallo negli ottavi è entrato all'85' e ha deciso la partita al 91': 1-0 e Spagna nei quarti del Mondiale per la prima volta dal 2010. Contro il Belgio è entrato all'86' e ha segnato all’88', dopo 115 secondi, record per un panchinaro della Roja ai Mondiali. Il 2-1 che ha affossato i Diavoli Rossi mandando la Spagna in semifinale.

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MIRACOLATO

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Impossibile pensare di avere un impatto più devastante su due gare tanto rilevanti di una Coppa del Mondo. Direte voi, e perché questo tipo non gioca di più visto anche il suo brillante passato con la Roja? Non era stato lui a segnare alla Germania padrona di casa al 119' nel quarto di finale dell'Europeo? Lì era entrato all'80', ci aveva messo un sacco di tempo a decidere la partita... Ironia a parte, Mikel Merino gioca poco perché è già un miracolo che sia qui in America.

LA FRATTURA

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Il 25 gennaio scorso dopo essere entrato e aver segnato contro il Manchester United il giocatore dell'Arsenal si ferma per un dolore tremendo al piede destro. E già un po' che ha fastidio, però nessuno riesce a capire di cosa si tratti. Esami su esami, e niente. Alla fine i medici dei Gunners scoprono che si è procurato una rara frattura da stress a un osso del collo del piede. Non sanno se operarlo o meno, ma ai primi di febbraio si decide per l'intervento. Nessuno sa dirgli quanto tempo starà fermo. "L'incertezza è stata tremenda - ha raccontato a El Mundo qualche giorno fa -. È stato durissimo non sapere cosa avevo, e quando sarei tornato".

28 MINUTI

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Da allora, febbraio, marzo, aprile e maggio, Mikel Merino è stato fermo. Per settimane addirittura col piede in alto, senza poterlo appoggiare, ore e ore di rieducazione con la moglie incinta di 7 e poi 8 mesi che lo accompagnava su per le scale. È tornato in campo per 28 minuti il 24 maggio contro il Crystal Palace. La finale di Champions da spettatore, ma almeno la gioia della riconquista della Premier League dopo 22 anni di attesa. E l'ansia del Mondiale: "Luis De la Fuente è stato eccezionale, affettuoso, vicino, preoccupato, mi chiamava spesso per sapere come stavo". E l'ha portato al Mondiale scommettendo su un suo recupero. Non c’era nulla di certo.

PIANO PIANO

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Da quando è arrivato in ritiro Mikel Merino ha partecipato a 6 partite con la Spagna, due amichevoli e 4 al Mondiale, giocando sempre tra i 20 e i 30 minuti meno con l'Uruguay, quando è stato titolare, in campo per un'ora. Piccoli test per ritrovare forma e sensazioni, zero gol.

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IL SOGNO

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Poi gli exploit con Portogallo e Belgio: "Non mi sarei potuto immaginare qualcosa di simile nemmeno in un sogno assurdo - ha detto il Gunner ieri dopo la partita col Belgio -. Già il primo gol mi sembrava una "locura", ma ripeterlo dopo pochi giorni... Sono senza parole". Ora c'è la Francia: "Sarà una battaglia testa a testa, anche perché questo sono le semifinali. Scenderemo in campo con fame e voglia e proveremo a dare il massimo del nostro meglio. È una sfida tra due squadre che stanno dando il loro meglio". Vero. Ma con un panchinaro così la Spagna può sognare.

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