Latte appena munto, carote per premio e due gambette secche: Haaland, siamo stati dove nasce un vichingo
Dentro lo Jaerhallen, il campo indoor dove c'è una sua gigantografia, e la città che l'ha visto crescere. Vi raccontiamo chi era Erling prima di diventare la punta dei record attraverso le storie e le parole di chi lo ha conosciuto
Per entrare a Bryne si passa per Håland. Sull’uscio della casa di Erling c’è un quartierino con una piazza col suo vecchio cognome, quello con una sola “å”. Si trova a un chilometro a sud dallo “Jaerhallen”, un campo al coperto dove i bambini si divertono sotto lo sguardo attento e severo del gigante. Erling ha iniziato a segnare qui e non si è più fermato. Dentro lo scrigno che ne ha battezzato la via c’è una gigantografia col suo volto. C’è scritto “coltiva il talento e ne uscirà un miracolo”. E in effetti cos’altro può essere, Haaland – forse il centravanti più forte in circolazione - se non un miracolo? Perso nella Norvegia meridionale, a trenta chilometri dalla città più vicina, Stavanger, incastonato a un tiro d’esterno da spiagge deserte e malinconiche affacciate sul Mare del Nord, forgiato dalla tranquillità di un paesino di ottomila abitanti dove si rifugia appena riesce.