Una nuova auto su otto è cinese, ma nell'usato per ora non esistono
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Una nuova auto su otto è cinese, ma nell'usato per ora non esistono

Sabato 11 luglio 2026
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L'Italia è il secondo mercato d'Europa per immatricolazioni di auto cinesi (12,5% nel primo quadrimestre 2026). Sull'usato, però, valgono appena lo 0,62%. Secondo AutoUncle, l'ondata è prevista per il 2028

L'Italia è il secondo mercato d'Europa per immatricolazioni di auto cinesi (12,5% nel primo quadrimestre 2026). Sull'usato, però, valgono appena lo 0,62%. Secondo AutoUncle, l'ondata è prevista per il 2028

11 luglio - 12:51 - MILANO Nel mercato dell'usato le auto cinesi non sono ancora arrivate, ma manca poco

Nel primo quadrimestre 2026 una nuova auto su otto immatricolata in Italia porta un marchio cinese: il 12,5%, il doppio della media europea.  Sul mercato del nuovo l'avanzata è il fatto automobilistico dell'anno. Ma gli italiani comprano soprattutto usato: circa 180 auto di seconda mano ogni 100 nuove nei primi quattro mesi dell'anno, secondo l'Aci. Ed è lì che la rivoluzione non è ancora arrivata: sui piazzali dei concessionari i marchi cinesi pesano appena lo 0,62%. I dati sull'usato sono elaborati da AutoUncle, piattaforma europea di valutazione e confronto prezzi delle auto, sulle vendite dei concessionari italiani.

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I numeri del nuovo non lasciano spazio a dubbi. Nel primo quadrimestre 2026 i marchi cinesi hanno raggiunto il 12,5% delle immatricolazioni secondo l'Unrae: una nuova auto su otto. Un anno prima erano al 6,7%: quota quasi raddoppiata in dodici mesi. È il doppio della media europea, ferma al 6% secondo l'Acea, e basta a fare dell'Italia il secondo mercato del continente per le auto cinesi dopo il Regno Unito, davanti a Germania e Francia. La Leapmotor T03 è arrivata terza in assoluto fra i modelli più venduti ad aprile. A spingere sono soprattutto le elettriche, il segmento in cui i costruttori cinesi sono più forti e dove arrivano al 15% delle vendite in Europa. Nemmeno il muro daziario di Bruxelles ha frenato la corsa: dal 31 ottobre 2024 l'UE applica un dazio aggiuntivo dal 7,8 al 35,3% sopra il 10% già esistente, per cinque anni. Finora l'effetto è stato quasi nullo.

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Sui piazzali dell'usato dei concessionari, però, la rivoluzione non è ancora arrivata: i marchi cinesi valgono appena lo 0,62% (dato AutoUncle aggiornato a maggio 2026). È quasi il quadruplo dello 0,16% di inizio 2024, ma resta una frazione del mercato.  Modelli oggi popolari nel nuovo come Leapmotor, Omoda e Jaecoo sull'usato sono praticamente assenti. Chi compra usato non guarda solo al prezzo, ma anche al rischio: assistenza, garanzia, rete di concessionari, valore di rivendita. Per questo la distanza tra i marchi cinesi si allarga. L'unico con un volume reale di ritorni sull'usato è MG, presente in Italia dal 2020: circa 1.700 vetture vendute negli ultimi sei mesi, con un tempo medio di vendita di 72 giorni.

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Il prezzo mediano delle cinesi usate è rimasto stabile sui 15.400 euro nell'ultimo anno, ben sopra la media dell'intero usato, scivolata verso gli 8.000 euro. La ragione sta nell'offerta basata su crossover recenti come la MG ZS e i modelli DR ed Evo, non le elettriche ex-leasing in forte svalutazione che dominano l'usato cinese in mercati come quello della Germania o Danimarca. Tra il nuovo di oggi e l'usato di domani passano due o tre anni. Secondo le proiezioni di AutoUncle la soglia dell'1% sull'usato arriverà tra fine 2027 e il 2028, quando l'ondata di immatricolazioni del 2025-2026 raggiungerà i dealer: è la finestra che hanno per attrezzarsi su valutazione, tempi di vendita e ricondizionamento.

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