Autovelox, spenti 3 su 10 ma c'è la procedura di omologazione
La Gazzetta dello Sport

Autovelox, spenti 3 su 10 ma c'è la procedura di omologazione

Sabato 11 luglio 2026
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Alla mezzanotte tra sabato 11 e domenica 12 saranno spenti 1.204 apparecchi su un totale di 4.060. Tuttavia con il nuovo decreto viene colmato un vuoto normativo durato 34 anni

Alla mezzanotte tra sabato 11 e domenica 12 saranno spenti 1.204 apparecchi su un totale di 4.060. Tuttavia con il nuovo decreto viene colmato un vuoto normativo durato 34 anni

Gianluigi Giannetti 11 luglio - 16:58 - MILANO Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che stabilisce le procedure di omologazione degli autovelox

Multe per eccesso di velocità: arriva una procedura certa di omologazione degli autovelox ma, al tempo stesso, vengono spenti tre apparecchi su 10 dalla mezzanotte tra sabato 11 e domenica 12 luglio 2026. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sugli autovelox. Il provvedimento, come da titolo, definisce la "disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità ai sensi dell'articolo 142 del codice della strada". 

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Gli apparecchi autovelox per potere registrare la velocità e avere un valore legale quando un veicolo supera il limite devono essere approvati ed omologati. Cosa significa questo? Con l’approvazione si intende il riconoscimento formale da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti che una determinata apparecchiatura possa svolgere il compito di rilevatore della velocità. Con l’omologazione arriva invece la verifica pratica sugli standard di costruzione di ogni dispositivo, sulla sua efficacia e dunque precisione. Il punto è semplice: sebbene l’omologazione sia da sempre un requisito necessario per veder funzionare un Autovelox fisso o mobile, fino ad oggi non esisteva nessuna procedura indicata dalla legge per effettuarla. Il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale va a colmare questa vacanza normativa. Un vuoto che è durato 34 anni. Questo perché l’articolo 45, comma 6, del Codice della strada adottato nel 1992 prevedeva già che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità fossero soggette “all'approvazione od omologazione da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. All’articolo 142, comma 6, si ribadisce in modo più chiaro però che “per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”.

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Tutto bene quindi? Sì ovvero no. Il censimento voluto dal ministero di Infrastutture e Trasporti al 10 luglio ha individuato 4.060 apparecchi presenti in tutta Italia. Di questi 2.856 sono omologati mentre altri 1.204 vanno disattivati alla mezzanotte tra l'11 e il 12 luglio, quando il decreto diventa efficace. Per tornare in servizio, gli apparecchi spenti dovranno superare i controlli tecnici per ricevere l'omologazione necessaria affinché le registrazioni effettuate sulla velocità abbiano valore. La procedura di omologazione andrà fatta una volta l'anno. Come detto l'obiettivo del decreto è quello di superare le incertezze normative e applicative che negli ultimi anni hanno alimentato un vasto contenzioso tra automobilisti e amministrazioni locali con decine e decine di ricorsi presentati per multe per eccesso di velocità.

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