Maldini scelta giusta, ma ora facciamo come i tedeschi: ci serve un top sulla panchina
Paolo ha voluto al suo fianco l'amico ed ex compagno Leonardo, e Malagò ha detto sì. Ora c'è un'altra scelta da fare...
La sfida è cominciata, ed è cominciata bene. Paolo Maldini è simbolo e sostanza, storia e sguardo verso il futuro, immagine e idee. Non è una bandiera e non è un dirigente: è tutt’e due le cose. Non sappiamo ovviamente se compirà l’impresa di rilanciare il calcio italiano facendolo tornare lassù dove si è arrampicato giusto vent’anni fa, ma era difficile, forse impossibile trovare uno più adatto per provare a ricostruire. Se ci riuscirà o meno, non dipenderà soltanto da lui: adesso che gli è stato affidato il destino delle nostre nazionali e del nostro movimento, sarà fondamentale non abbandonarlo a se stesso, non lasciarlo solo, non pensare ciascuno ai propri interessi. Malagò, il presidente che lo ha scelto e voluto a ogni costo (anche se il costo reale, quello economico dell’operazione non è stato centrale nelle discussioni tra i due), sarà sicuramente al suo fianco. Ma serviranno unità, compattezza e sostegno da parte di tutti. Sì, anche dalla politica.