Mbappé come Platini e Zidane, ogni vent'anni un re di Francia. VOTA Chi e il più grande di tutti?
I Bleus e i loro fuoriclasse assoluti: dopo i due ex juventini tocca a Kylian, che punta al bis mondiale e al Pallone d’oro
I Bleus e i loro fuoriclasse assoluti: dopo i due ex juventini tocca a Kylian, che punta al bis mondiale e al Pallone d’oro
Fabio Licari Giornalista 12 luglio - 12:21 - MILANO English versionNon pensavamo che la Francia sarebbe mai stata un rivale. Noi campioni del mondo, loro al massimo i tornei li inventavano: la Coppa dei Campioni, l’Europeo. A rugby sì che i cugini erano irraggiungibili, loro nel Cinque nazioni, unici a competere con le britanniche e le grandi del Sud, noi umilmente all’Europeo. Ci siamo avvicinati. Poi arrivò Michel Platini e niente fu più lo stesso. Raymond Kopa era considerato uno dei fuoriclasse storici del pallone, Just Fontaine è stato il capocannoniere di Svezia 58, abbagliato però dal diciassettenne Pelé. Ma erano lontani. D’improvviso Michel, quell’8 febbraio 1978 a Napoli: l’amichevole prima dell’Argentina, il gol segnato due volte a Zoff perché la punizione venne ripetuta. Platinì, con l’accento alla francese ma origini italiane, è il passaggio del tempo, l’entrata nella nuova epoca, la dimensione della consapevolezza. Allons enfants, ci siamo anche noi. Con le Roi, che poi rese grande la Juve, la Francia bussa alle porte dell’élite mondiale e di “roi” ne nascono altri due ogni vent’anni più o meno: Zizou Zidane e Kylian Mbappé. Abbiamo visto tre re, per dirla alla Jannacci. Chi è il più forte?
Sondaggio Chi è il re di Francia nel calcio?- Kylian Mbappé 11.8%
- Michel Platini 52.5%
- Zinedine Zidane 35.7%
I sondaggi online di Gazzetta.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno lo scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100.
Roi Michel
—Nessuno può permettersi una classifica oggettiva. Sono tre fuoriclasse diversi per ruolo, personalità, caratteristiche tecniche, figli del loro tempo. Platini è il più completo, oggi il suo valore sarebbe inestimabile: il 10 sulla maglia, il gioco a tutto campo, la visione di un trequartista, la regia di Kubrick e i gol di un centravanti. Mai un gesto tecnico che fosse una concessione allo spettacolo in sé: anche il minimo passaggio era utile alla squadra. Michel è stato uno dei giocatori più “pensanti” della storia, non a caso è diventato presidente dell’Uefa e lo sarebbe stato della Fifa se non l’avessero incastrato. Platini aveva Giresse e Tigana al suo fianco, di tutti i re francesi è sicuramente quello con più personalità e leadership. Ha avuto tre vite, calciatore, ct, dirigente, ha vinto tre Palloni d’oro. Con le parole, quell’ironia “franscese” ma anche italiana, segnava come in campo. Vince l’Europeo 84 come Maradona il Mondiale 86: immenso. Diego è l’unico antagonista possibile.
Magia Zizou
—Quasi vent’anni dopo quell’Italia-Francia di Napoli, sul pianeta atterra Zidane e ancora una volta contro un’italiana: in Bordeaux-Milan 3-0, Coppa Uefa 1996, sembra un alieno. Ancora la Juve arriva prima, la Juve francese. Zidane è «il più grande che abbia mai allenato», diceva Lippi, e non soltanto lui. L’evoluzione della specie o, meglio, del ruolo: un 10 più potente fisicamente, che può fare la mezzala, al Real Madrid indossa la maglia 5 che Platini non avrebbe neanche toccato. Più spettacolare di Michel, forse meno concreto e sicuramente meno goleador. Un Mondiale incredibile nel ’98, un Europeo allo stesso livello due anni dopo, accanto Henry e Trezeguet, Deschamps e Thuram: Francia fortissima e lui il simbolo. Chiude amaramente a Berlino, dopo aver giocato un altro torneo fantastico, contro un’Italia più squadra e contro i suoi fantasmi che lo spingono a colpire Materazzi. Tanto estroverso Michel, tanto riservato Zizou, origini algerine, allenatore con tre Champions in bacheca, futuro ct bleu. Pallone d’oro ’98, il suo rivale era Ronaldo.
Super Kylian
—Oggi c’è Mbappé. Ha ventisette anni, come quando Platini arrivò alla Juve. Solo che alla stessa età ha vinto un Mondiale, giocato un’altra finale, è di nuovo in semifinale. Tecnicamente il meno ricco dei tre sovrani di Francia, però è uno degli attaccanti più completi che si siano mai visti, un Ronaldo moderno. Fisicamente un mostro, ha picchi di velocità a quasi 40 all’ora. Gol a ripetizione, ma definirlo centravanti è un’eresia: ora fa il 9, ha sollevato la Coppa 2018 da 7 offensivo, nel 2022 è stato capocannoniere giocando da 11, indossa la 10 che per lui è un numero di sintesi. Se si prende anche l’America sarà il più vincente. Chi vince è il più forte, ha detto. Leader a modo suo: le parole dopo il Marocco fanno capire quanto sia consapevole del suo ruolo nella Francia che invitò a votare contro Le Pen. Condivide con Zizou il Real e le origini algerine per parte di mamma, il papà viene dal Camerun. Con Olise, Doué, Koné, l’orizzonte è praticamente illimitato. Attaccante totale, un Platini o Zidane avanti venti metri. Oggi è tra Messi e gli umani: un semidio, aspettando Yamal.
Meraviglie
—A Mbappé manca il Pallone d’oro che passa da questo Mondiale. Ha più gol, 64, primo di sempre in nazionale: Platini è arrivato a 41, Zidane a 31. Insegue Zizou come presenze, 104-108, ma in America può accorciare di due punti, mentre Platini a 32 anni ha detto basta. Non ci sono classifiche tra di loro se non quelle personali, tipo Pelé o Maradona chissà, ma tanti punti in comune oltre l’essere fenomeni. A Mbappé, per la verità, manca un’altra cosa: non aver mai affrontato l’Italia in un Mondiale. Se non ci sbrighiamo, farà in tempo a entrare nella Storia come gli altri due re.
Leggi anche "Per le Malvine, per Diego e per l’ultima di Leo": i tifosi spingono l'Argentina con un nuovo...Mauro: "Decisivo, leader, uomo squadra: per me il re è Michel. Zidane super, ma ha una macchia..."© RIPRODUZIONE RISERVATA