Scaloni: "Siamo stati fortunati". L'Argentina va, ma quanti campanelli d'allarme...
La Gazzetta dello Sport

Scaloni: "Siamo stati fortunati". L'Argentina va, ma quanti campanelli d'allarme...

Domenica 12 luglio 2026
2 visualizzazioni

Età, difesa, ritmo, pressione e corsie: contro l'Inghilterra le ultime prestazioni non basteranno. E il tecnico ne è consapevole

Età, difesa, ritmo, pressione e corsie: contro l'Inghilterra le ultime prestazioni non basteranno. E il tecnico ne è consapevole

dal nostro inviato  Pierfrancesco Archetti 12 luglio - 19:22 - KANSAS CITY English version

“Un mese e mezzo fa la situazione non sembrava promettente, adesso è una grande vittoria essere arrivati in semifinale”. Lionel Scaloni mostra l’orgoglio ma non dimentica le criticità. In tre partite a eliminazione diretta, i campioni del mondo hanno dovuto faticare fino al termine dei supplementari per due volte: contro Capo Verde (3-2) ha risolto Romero da corner. Contro la Svizzera (3-1) ha rotto la parità Julian Alvarez con un destro all’incrocio dei pali e poi Lautaro Martinez ha messo il sigillo in contropiede. Ma la sofferenza è stata alta. Come ha riconosciuto anche il ct. “La fortuna è stata dalla nostra parte, perché la Svizzera ha dovuto fare a meno di un espulso, ed è stato allora che noi abbiamo attaccato. Dobbiamo essere realisti, ci sono cose da migliorare, ma vincere è sempre meglio”.

VIDEO: Inghilterra-Argentina, è già tensione: rissa tra tifosi a Miami

dolori

—  

L’Argentina è la squadra più vecchia fra quelli che erano giunte ai quarti del Mondiale. Si basa interamente sui campioni del mondo del 2022, ma sono passati quattro anni e la prestazione atletica non può essere uguale per chi ha superato i trent’anni. Messi con otto gol nelle prime cinque partite ha nascosto alcuni difetti che comunque anche all’interno sono stati notati: la fase difensiva si basa più su prodezze singole, le parate del Dibu Martinez, i tackle e i recuperi alla disperata di Romero e soci, ma non sempre il salvataggio d’emergenza riesce. Cinque gol incassati nelle tre gare dell’eliminazione diretta sono più che un allarme in vista di Kane, Bellingham e compagni. Il grido “si prendono troppi gol” era stato lanciato dal portiere ben prima del quarto con la Svizzera. Partita in cui, se non fosse stato espulso Embolo, l’esito avrebbe potuto essere anche diverso. Nel secondo tempo gli svizzeri avevano preso in mano il match, entrando soprattutto con velocità dai lati, come peraltro era successo contro l’Egitto. Quando l’Argentina non riesce a gestire il palleggio, per la pressione degli avversari, si arrocca senza tenere però i rivali lontani dall’area.

Gazzetta Mondiale: ogni notte un’edizione straordinaria esclusiva. Non perdertela, abbonati a 1€/mese!

il centro

—  

L’Argentina vuole sempre stare al centro del ring. La posizione di Paredes, staccato dai centrocampisti e quasi schiacciato sulla difesa, per protezione e rilancio, indica come i campioni del mondo preferiscano questa centralità, ma talvolta si lasciano in inferiorità gli esterni. La Svizzera è arrivata al gol con triangolo lato centro a sinistra fra Ndoye (che ha firmato l’1-1) e Rodriguez, ma già in altre occasioni si era notato l’uomo libero sulle corsie. In fase offensiva, l’Argentina vive molto sugli spunti di Messi e sulla forza nei calcio piazzati. Per il resto, raramente riesce a dare velocità e profondità all’azione quando gli avversari sono schierati. Contropiede e anche i rilanci del portiere vanno bene, ma se diventano una soluzione troppo insistita indicano altre mancanze. L’Argentina è arrivata in semifinale grazie alle prodezze personali e ha un carattere di gruppo d’acciaio. Ma contro l’Inghilterra servirà anche altro. E tutti ne sono consapevoli.

Leggi anche Messi: "Mai giocato contro l'Inghilterra, vedo i filmati dell'86... Felice per il gol di Lautaro""Per le Malvinas, per Diego e per l’ultima di Leo": i tifosi spingono l'Argentina con un nuovo inno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo