Il "crac" di Conor McGregor: cosa è successo e come si affronta la riabilitazione del crociato
Il fisioterapista spiega cosa è successo al campione e cosa dovrà affrontare nei prossimi mesi per tornare a competere ad alti livelli
Il fisioterapista spiega cosa è successo al campione e cosa dovrà affrontare nei prossimi mesi per tornare a competere ad alti livelli
Stefano Diprè 13 luglio - 10:26 - MILANOIl mondo delle MMA è rimasto con il fiato sospeso l’11 luglio 2026. Al ritorno nell’ottagono dopo una lunga assenza, Conor McGregor ha vissuto quello che ogni atleta teme: un infortunio improvviso che ha chiuso il suo match contro Max Holloway dopo appena 69 secondi. Ma cosa succede esattamente quando si parla di infortuni al ginocchio in ambito sportivo? E qual è il percorso necessario per tornare a competere ai massimi livelli? Ne parliamo con il dott. Stefano Diprè fisioterapista a Milano specializzato nella riabilitazione ortopedica e sportiva.
Cosa è successo a Conor McGregor?
—Durante le prime fasi del match alla T-Mobile Arena, McGregor ha cercato di imporre il proprio ritmo con una serie di calci. In un movimento rapido, ha appoggiato male la gamba destra, accusando immediatamente un cedimento del ginocchio. Il dolore e l’instabilità lo hanno costretto a sorreggersi alla gabbia, inducendo l’arbitro a interrompere l’incontro per TKO. Sebbene la diagnosi definitiva spetti agli specialisti dopo gli esami strumentali, una dinamica di questo tipo rappresenta un classico campanello d’allarme per una lesione legamentosa, in particolare del Legamento Crociato Anteriore (LCA).
Protocollo Strength & Conditioning per la rottura LCA
—Per gli atleti d’élite la riabilitazione non termina con il semplice ritorno alla vita quotidiana. L’obiettivo finale è riportare l’atleta a esprimere nuovamente forza, potenza ed esplosività sotto stress. La rottura del LCA provoca una condizione chiamata Artrogenic Muscle Inhibition (AMI), un’inibizione riflessa che “spegne” il quadricipite per proteggere l’articolazione. Il compito dello Strength & Conditioning (S&C) è riattivare il sistema neuromuscolare e riportarlo a livelli pari, o superiori, a quelli precedenti l’infortunio.
1. Fase di carico progressivo (2-4 mesi)
Obiettivo: costruire una solida base di forza attraverso l’ipertrofia del quadricipite e della catena posteriore.
Focus: incremento della sezione trasversa muscolare (CSA) per migliorare il supporto meccanico del ginocchio.
Esercizi principali
- Leg Press bilaterale e unilaterale
- Squat (Goblet, Box Squat e successivamente Back Squat)
- Nordic Hamstring Curl
Metodo
- 3-4 serie
- 10-12 ripetizioni
- Intensità moderata
- Volume elevato
L’obiettivo principale è aumentare la massa muscolare, non la potenza.
2. Fase di forza massima (4-6 mesi)
Obiettivo: ridurre il deficit tra arto operato e arto sano fino a raggiungere un Limb Symmetry Index (LSI) superiore al 90%.
Focus: massimizzare la forza e il controllo neuromuscolare.
Esercizi principali
- Bulgarian Split Squat
- Deadlift
- Step-Up con sovraccarico
Metodo
- Carichi pari all’80-90% del massimale
- 3-5 ripetizioni
- Recuperi completi
In questa fase si punta al reclutamento delle unità motorie ad alta soglia e alla produzione della massima forza.
3. Fase di forza esplosiva e potenza (6-9 mesi)
Obiettivo: trasformare la forza acquisita in potenza e rapidità di espressione. Per un fighter, la capacità di sviluppare forza rapidamente (Rate of Force Development - RFD) è determinante per calciare, cambiare direzione e assorbire gli impatti senza perdere stabilità.
Focus:
- Ciclo Stiramento-Accorciamento (SSC)
- Esplosività
- Reattività
Esercizi principali
- Jump Squat con sovraccarico
- Lavoro isocinetico ad alta velocità (180-240°/sec)
- Lateral Bounds (Skater Jumps)
Metodo: l’enfasi non è più sul carico, ma sulla massima velocità di esecuzione.
4. Return to Performance (9-12 mesi e oltre)
Obiettivo: trasferire le qualità fisiche sviluppate alla prestazione sportiva specifica delle MMA.
Focus:
- Decelerazione
- Cambi di direzione (COD)
- Controllo neuromuscolare
La maggior parte delle lesioni del LCA avviene durante una decelerazione improvvisa, non durante l’accelerazione.
Lavoro specifico
- Drill di frenata e arresto
- Shadow Boxing con sovraccarico
- Affondi e squat con perturbazioni esterne
- Allenamento propriocettivo avanzato
La sfida non è solo tornare a competere
—La rottura del crociato è molto più di un semplice infortunio ortopedico; per un atleta del calibro di McGregor, rappresenta una sfida esistenziale e biomeccanica. Se il chirurgo è responsabile di ripristinare l'integrità strutturale dell'articolazione, è il team di riabilitazione e di Strength & Conditioning a costruire l'atleta che ne uscirà dall'altra parte. Il messaggio fondamentale che questa vicenda ci lascia è che il tempo da solo non guarisce. La guarigione biologica è solo il prerequisito; ciò che permette a un fighter di tornare a competere ai massimi livelli è la meticolosa ricostruzione della capacità di carico e di reattività neuromuscolare.
Il successo nel "Return to Performance" si gioca su tre fronti invisibili ma decisivi:
- La resilienza neurologica: superare l'inibizione muscolare, insegnando nuovamente al cervello a "fidarsi" dell'arto.
- La gestione dei carichi: non affrettare le tappe, garantendo che ogni incremento di intensità sia supportato da una base solida di forza massimale.
- La perfezione del gesto: eliminare ogni traccia di compensazione posturale o valgo dinamico, che rappresentano i veri nemici di una carriera longeva.
In definitiva, se McGregor tornerà nell'ottagono, non sarà solo grazie a un intervento chirurgico riuscito, ma grazie a un percorso di riabilitazione che ha trasformato la sua gamba in un sistema di assorbimento e generazione di potenza superiore a quello precedente. La sua sfida, come quella di ogni atleta che affronta questo calvario, è dimostrare che il "crac" è stato solo un punto di ripartenza, e non il capitolo conclusivo di una storia sportiva leggendaria.
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