Mourinho: "Real, sono più tranquillo di 13 anni fa. Rodri? Sarebbe stato la ciliegina sulla torta"
Prima conferenza stampa del tecnico che torna ai Blancos dopo 13 anni: "Trovare la posizione perfetta per Mbappé, Vinicius e Bellingham non sarà facile, ma ci proverò"
Prima conferenza stampa del tecnico che torna ai Blancos dopo 13 anni: "Trovare la posizione perfetta per Mbappé, Vinicius e Bellingham non sarà facile, ma ci proverò"
Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci 21 agosto - 11:56 - MADRID"Ci sono più controlli che all’aeroporto di Algeri", dice il collega algerino dribblando con maestria il terzo ed ultimo checkpoint da superare per arrivare alla sala stampa del Real Madrid a Valdebebas. José Mourinho non è stato presentato al pubblico e questa mattina la sua conferenza stampa, fissata per le 9.30, ha di fatto sostituito la cosa. Grandi controlli, grande attesa, José in leggero anticipo e con l’occhio destro che porta i segni della pallonata ricevuta da un canterano in allenamento, 20 domande e 45 minuti pieni di cose.
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—Sorrisi, per cominciare. Il primo Mou del suo secondo mandato alla Casa Blanca è conciliante, pedagogico, paternalista e felice. Tranquillo, per dirla con le sue parole. La conferenza si è chiusa con la domanda del collega argentino di Espn che ha chiesto al portoghese che consiglio darebbe il Mou del 2013 a quello odierno. Ovvero il Mou che nella primavera di 13 anni fa abbandonò il Bernabeu dopo 3 anni convulsi, con 3 titoli, 3 semifinali di Champions la missione compiuta di fermare il Barça di Guardiola e una collezione di incendi memorabili. José sorride, la domanda gli piace: "È difficile – dice prendendo tempo –. È filosofica. È difficile perché è il Mou attuale che potrebbe dare consigli al Mou del 2013. È come in una relazione tra padre e figlio, chi deve consigliare chi? Dico solo che bisogna essere più tranquilli. Penso di essere migliorato in questo aspetto. E non mi riferisco al campo, alla partita, perché tu magari mi dici, 'ma se continui a farti espellere 2-3-4 volte a stagione'. Ma in una settimana le partite quanto tempo occupano? Tre ore, 4? E se invece moltiplichi 24 per 7 hai un numero impressionante di ore dedicate al lavoro, ed è lì che si fa la differenza, ed è lì dove penso di essere più tranquillo di prima".
mbappè, vini e jude
—Temi caldi. José ha detto che tra Tchouameni e Valverde, che in aprile si sono menati col charrua che è finito all’ospedale, "non è che ci sia la pace, li ho osservati dal primo giorno e non ho notato nulla, nulla. È come se non fosse mai successo niente". Sulle difficoltà di far convivere dentro e fuori dal campo Mbappé, Vinicius e Bellingham: "Ancelotti ha trovato la posizione ideale per Vini nel Brasile, Deschamps per Kylian nella Francia, Tuchel per Jude con l’Inghilterra. Per Mou (dice proprio così, ndr.) è più difficile trovare la posizione perfetta per i 3, ma ci lavoriamo. Voglio che si sentano comodi, a proprio agio, che non facciano le cose perché obbligati. Non sono incompatibili e ho grande fiducia". Lo stesso vale per il centrocampo, punto debole del Madrid dal ritiro di Kroos due anni fa: "Con Tchouameni, Valverde, Bernardo, Camavinga e Arda, non ora, più in là, ma io lo vedo lì, siamo coperti. Rodri? Sarebbe stata la ciliegina, per il giocatore che è e l’esperienza che ha, ma va bene così". Ecco, su queste due vertenti poggia il delicato habitat della seconda tappa di Mourinho al Real Madrid. La convivenza dei mammasantissima e l’equilibrio in mezzo.
Mou con Vinicius. Afp
florentino perez
—Chiudiamo con un paio di frasi significative. Alla fine di una lunghissima risposta sulla composizione del suo staff Mou è stato lapidario: "Sono contento: lo staff è buono, i giocatori sono buoni, se le cose non vanno bene è colpa dell’allenatore". E di nuovo un gran sorriso. E un momento di autopromozione: "In questi 13 anni dopo ogni trofeo del Madrid ricevevo la telefonata del presi (Florentino Perez, ndr.) e io ogni volta gli dicevo che no, che i successi non avevano niente a che vedere con me, che ero felice per il lavoro che avevo fatto e per le cose positive che avevo lasciato qui ma che poi Carlo e Zidane hanno fatto un grande lavoro". José rivela ciò che ha pensato Florentino in questi 13 anni: che i successi del Madrid, soprattutto le 6 Champions in 11 stagioni, poggiano sul triennio mourinhista. Un pensiero fisso quello del presi, che per questo l’ha richiamato. Ora i due se la giocheranno insieme: trionfo o 'fracaso', fallimento in castigliano. Mou è pronto.
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