Ponte sullo Stretto, riparte l'iter: nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri
Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto-legge sul Ponte dello Stretto di Messina. Presentati i nuovi passaggi necessari per riattivare la procedura, arrivati dopo i rilievi del Quirinale
Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto-legge sul Ponte dello Stretto di Messina. Presentati i nuovi passaggi necessari per riattivare la procedura, arrivati dopo i rilievi del Quirinale
Martin Fedrizzi 6 febbraio - 13:10 - MILANO Una delle immagini del progetto del Ponte sullo Stretto di MessinaDopo la prima bocciatura della Corte dei Conti, arrivata a novembre, il progetto del Ponte sullo Stretto riparte con il nuovo decreto approvato nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio 2026 dal Consiglio dei Ministri. Il testo stabilisce le tappe per rilanciare l'opera e ne restituisce la gestione al Ministero delle Infrastrutture, a cui seguirà la nuova delibera del Cipess (il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), che dovrà indicare "nuovi motivi imperativi di rilevante interesse pubblico" prima di essere sottoposta al vaglio dei magistrati contabili per lo sblocco definitivo dei cantieri. L'obiettivo del provvedimento è quello di superare le criticità segnalate dai magistrati riguardanti la delibera Cipess di agosto sul progetto definitivo e l'accordo tra la società Stretto di Messina e il Ministero. In tal senso, dopo un confronto con il Quirinale, è stata rimossa dal testo la figura del super-commissario, che doveva essere affidata all'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci.
LEGGI ANCHE
Ponte sullo Stretto, per la corte dei Conti violate anche le norme sull'habitat
Le nuove disposizioni
—Le osservazioni del Colle hanno imposto anche nuovi obblighi al Ministero. Sarà necessario emanare un provvedimento specifico sull'impatto dell'opera in termini di salute e sicurezza e produrre i documenti richiesti dalla direttiva Ue Habitat, approfondendo le valutazioni ambientali. Il percorso verso l’avvio dei lavori di un’opera al centro del dibattito politico da anni non riparte così dal via, con la gara d’appalto che al momento resta valida nonostante le obiezioni mosse dai magistrati. L’iter ricomincia invece da un nuovo schema di documentazione che punta a superare i controlli preventivi di legittimità.
Leggi anche Toyota, cambio al vertice: Kenta Kon nuovo Ceo dal 1° aprileStellantis, 22 miliardi di oneri nel 2025 per il cambio di rotta sull'elettrico© RIPRODUZIONE RISERVATA