Un giorno in pretura stasera su Rai 3: puntata speciale sull'omicidio di Giulio Regeni
Dopo il rinvio richiesto dai legali della famiglia, la puntata andrà in onda a 10 anni dalla scomparsa e dall'omicidio del giovane ricercatore italiano
Dopo il rinvio richiesto dai legali della famiglia, la puntata andrà in onda a 10 anni dalla scomparsa e dall'omicidio del giovane ricercatore italiano
Andrea Fiori 6 febbraio - 12:06 - MILANOVerità per Giulio Regeni si farà. Torna questa sera, venerdì 6 febbraio, una nuova puntata speciale di Un giorno in pretura, il programma di Rai 3 che vuole riaccendere i riflettori su alcuni dei casi di tribunale più famosi e discussi degli ultimi anni. Alle ore 21.20, su Rai 3 e su Rai Play, Roberta Petrelluzzi ripercorrerà la terribile storia del rapimento e dell'assassinio di Giulio Regeni, a 10 anni dalla sua scomparsa.
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—Lo speciale era in programma per venerdì scorso, 30 gennaio, ma all'ultimo momento non era stato mandato in onda. La scelta - comunicata in tarda serata via social - aveva causato grande preoccupazione e polemica online, con gli utenti che si domandavano quali potessero essere le reali motivazioni del rinvio. Alla fine, sabato 31 gennaio è arrivata la comunicazione ufficiale di Via Mazzini: "Il rinvio della puntata di Un giorno in pretura è avvenuto a seguito di una richiesta formale dell’avvocato della famiglia Regeni, motivata dall’esigenza di tutelare la sicurezza di tutte le persone coinvolte e dei testimoni. L'istanza è stata valutata con attenzione e responsabilità dall’Azienda, che ha ritenuto doveroso accogliere la volontà espressa dalla famiglia Regeni tramite il proprio legale, e ha pertanto deciso di rinviare la messa in onda al prossimo venerdì per poter apportare tutti gli interventi cautelativi richiesti.
Il rapimento e l'uccisione di Giulio Regeni
—Giulio Regeni, ricercatore di 28 anni, scomparve il 25 gennaio 2016 al Cairo, dove viveva per studiare i sindacati indipendenti egiziani. Il suo corpo venne ritrovato più di una settimana dopo, il 3 febbraio, lungo l'autostrada per Alessandria, martoriato da torture disumane: bruciature, fratture e tagli inflitti per giorni fino a causarne la morte. Nonostante i numerosi tentativi di depistaggio e la mancata collaborazione delle autorità egiziane, le indagini della Procura di Roma hanno ricondotto la responsabilità del sequestro e dell'omicidio a quattro ufficiali dei servizi segreti del Cairo.
Il processo, dopo una recente sentenza della Consulta che ha sbloccato l'iter burocratico, èancora oggi in corso a Roma, celebrato "in assenza" poiché l'Egitto continua a negare la collaborazione e l'estradizione degli agenti.
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