Stellantis, 22 miliardi di oneri nel 2025 per il cambio di rotta sull'elettrico
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Stellantis, 22 miliardi di oneri nel 2025 per il cambio di rotta sull'elettrico

Venerdì 6 febbraio 2026
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Il gruppo guidato da Antonio Filosa annuncia oneri per 22 miliardi di euro nel 2025 e conferma che non verranno distribuiti i dividendi nel corso di quest'anno. Netto il calo della produzione in Italia, come confermato dai dati della Fim-Cisl, con l'attesa per il nuovo piano industriale. Filosa: "Nel 2026 primi segnali di crescita"

Il gruppo guidato da Antonio Filosa annuncia oneri per 22 miliardi di euro nel 2025 e conferma che non verranno distribuiti i dividendi nel corso di quest'anno. Netto il calo della produzione in Italia, come confermato dai dati della Fim-Cisl, con l'attesa per il nuovo piano industriale. Filosa: "Nel 2026 primi segnali di crescita"

6 febbraio - 11:18 - MILANO Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis dal maggio del 2025

Costa caro a Stellantis il cambio di rotta sull'elettrico deciso nell'ambito della strategia aziendale. In attesa della presentazione del nuovo piano industriale, prevista per il 21 maggio prossimo, il gruppo guidato da Antonio Filosa ha confermato di aver riportato una netta perdita, con oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, che non permetterà di distribuire i dividendi nel corso del 2026. Il 6 febbraio l'impatto sul titolo in Borsa è stato brutale, con il titolo in caduta del 14,41% a 6,99 euro e la successiva cessione del 19,63% con un minimo di seduta a 6,466 euro.

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Dopo un 2025 in cui Antonio Filosa ha assunto ufficialmente il ruolo di amministratore delegato di Stellantis, per il nuovo anno la società prevede un aumento dei ricavi netti e un andamento in crescita dei margini dal primo al secondo semestre. Un crollo arrivato a ventiquattro ore di distanza dalla pubblicazione dell'appello sottoscritto insieme all'amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver Blume, e rivolto alle autorità europee affinché intervengano a sostegno del settore europeo dell'auto. In termini di produttività, invece, il rapporto periodico di Fim-Cisl aveva già confermato i numeri in calo negli stabilimenti italiani, con Mirafiori di Torino che risulta l’unico sito in crescita (+16,5%) rispetto al 2024, con 30.202 unità realizzate, mentre la maglia nera spetta all'impianto Maserati di Modena (con circa 200 unità uscite dalla catena di montaggio). Segno negativo anche a Cassino (19.364 unità e -27,9%), Pomigliano d'Arco (-21,9% rispetto al 2024 e 131.180 vetture assemblate) e Melfi (-47%, con 32.760 unità in totale).

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"La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione". Parola di Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, a margine dell'annuncio da parte della società sulla maxi svalutazione del 2025. "Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture - ha proseguito il numero uno della società -. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo. Abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis. La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l’ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l’Investor Day del 21 maggio".

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