Mastantuono: "La casa di Batistuta, il padel con Dybala e i consigli di Mou. Ho scelto la Viola per..."
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Mastantuono: "La casa di Batistuta, il padel con Dybala e i consigli di Mou. Ho scelto la Viola per..."

Venerdì 4 settembre 2026
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Il talento della Fiorentina si racconta: "Adoro la pasta e la focaccia, studio italiano un’ora al giorno. Messi è unico, giocare con lui è stato un privilegio"

Il talento della Fiorentina si racconta: "Adoro la pasta e la focaccia, studio italiano un’ora al giorno. Messi è unico, giocare con lui è stato un privilegio"

dalla nostra inviata  Fabiana Della Valle 4 settembre - 08:52 - BAGNO A RIPOLI (FIRENZE) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il particolare fa sempre la differenza. Franco Mastantuono arriva a digiuno (colpa di Fabio Grosso, che ha allungato l’allenamento mattutino) ma non rinuncia un’ultima sistematina ai capelli pieni di gel: "Sono a posto?", chiede prima di iniziare a rispondere alle domande in spagnolo. "Studio l’italiano un’ora al giorno - racconta il genietto argentino - poi faccio pratica al campo: Grosso lo capisco ma a volte va troppo veloce...". Un po’ come lui, che a 19 anni ha già vissuto tutto intensamente, tra River, Real e ora la Fiorentina, dove è stato accolto come una star. "Quando mi hanno chiamato da Firenze ho pensato alla Serie A, un campionato competitivo che mi attrae da sempre, all’importanza del club e ai tanti argentini che qui hanno fatto la storia: tutti mi hanno parlato benissimo di Firenze". 

Partiamo dalla storia: com’è stato l’incontro con Batistuta per il Centenario viola? 

"Una grande emozione. Abbiamo parlato di calcio, della città, dei tifosi, di cosa significa giocare qui. Farò tesoro dei suoi consigli. A Firenze vivo a casa sua". 

Cosa s’aspetta dall’esperienza italiana? 

"Di giocare con continuità, crescere e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi". 

Tra questi c’è anche l’Europa? 

"Non è il momento di parlarne ma conosciamo il nostro valore, siamo giovani e con grande qualità. La squadra è forte e sappiamo che lavorando e migliorando ogni giorno possiamo toglierci delle soddisfazioni. De Gea e gli altri ci mettono l’esperienza, noi abbiamo entusiasmo e fame". 

In A due ko di fila: perché questa falsa partenza? 

"Abbiamo tanti giocatori nuovi e dobbiamo trovare gli equilibri. Io però ho molta fiducia, nella squadra e in Grosso. Ho scelto la Fiorentina anche per lui: quando mi ha chiamato ho capito che il suo progetto era perfetto per me". 

Anche Mourinho l’ha spinta verso l’Italia? 

"È un grande tecnico, mi ha colpito per l’energia che trasmette. Quando ci siamo parlati non avevo ancora scelto Firenze ma mi ha consigliato bene. Con lui e col Real abbiamo deciso che andare a giocare fosse la scelta migliore". 

Si rivede nella storia di Nico Paz? 

"Nico al Como ha dimostrato quanto vale, il suo è un bell’esempio ma io sono venuto qui per il progetto viola e per misurami con la A". 

Perché la Viola e non un club che gioca le coppe? 

"L’Europa non era una discriminante, ho dato priorità alle prospettive. La Fiorentina punta sui giovani e sulla qualità, è il posto migliore dove poter esprimere la mia idea di calcio". 

In cosa la Serie A è diversa dalla Liga? 

"Il calcio italiano è più fisico e tattico, forse più simile a quello argentino. Più è difficile più sei costretto a migliorare, più ti marcano bene più devi ingegnarti. Solo così si cresce". 

Sorpreso che il video in cui gioca a calcio in spiaggia sia diventato virale? 

"Un po’ sì, perché non ho fatto nulla di strano: ero coi miei amici, ho visto bimbi col pallone e mi sono messo a giocare. Per me è normale come girare per la città, conoscere la storia, il cibo. Adoro la pasta e la focaccia. In questi giorni è venuta a trovarmi la mia famiglia ma io sono abituato a stare solo, sono andato via da Azul, il mio paese, a 13-14 anni". 

Com’è stato avere papà come primo allenatore? 

"Alti e bassi: avevo 10 anni, pretendeva tanto e a volte si litigava. Lui era attaccante, un 9. Però è bello condividere l’amore per il calcio". 

Ci racconta il gol su punizione nel Supèrclasico? 

"Ricordo lo stadio del River pieno, da brividi. Prima di calciare dissi ai miei compagni che avrei tirato a giro. Quando ho visto la palla in porta sono impazzito. È stato il momento più bello della mia vita". 

L’idolo è Messi, c’è un argentino a cui assomiglia? 

"Messi è unico e il migliore di tutti, giocare con lui in nazionale è stato un privilegio ed è triste che abbia lasciato la Seleccion. Ammiro Di Maria e Dybala, Paulo gioca nella mia posizione ma è assurdo paragonarmi a giocatori che hanno avuto una carriera straordinaria. Con Dybala ho un ottimo rapporto, abbiamo giocato a padel in Argentina. E non vedo l’ora di affrontare Lautaro e l’Inter". 

Spera in una chiamata della Seleccion subito? 

"La maglia dell’Argentina è la più bella di tutte e io spero di tornare a indossarla presto, ma perché accada devo lavorare tanto, allenarmi e giocare". 

Il miglior pregio e il peggior difetto? 

"Vado sempre avanti, attacco l’avversario e ho personalità. Devo migliorare su tante cose, tra cui l’efficacia sotto porta. Conosco le mie potenzialità, so che posso diventare un grande giocatore e ogni giorno ci metto passione e amore". 

Meglio il calcio o la chitarra? 

"Sono un fanatico della musica, in particolare il rock, e mi diverto a suonare anche se non sono molto bravo. La musica è parte di me, mi rilassa e mi rende felice". 

Chi l’ha impressionata di più al Real? 

"Mbappé è un fenomeno, Bellingham è fortissimo e mi dava tanti consigli, Brahim Diaz ha una tecnica pazzesca. Al Real ho giocato 35 partite, non sono poche alla mia età. È stato un anno di grandi cambiamenti, col trasferimento in Europa, e un’esperienza molto positiva". 

Chi è l’attaccante più forte della Serie A? 

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"I nostri, Pellegrino e Beto. Mateo è fortissimo di testa e ha bisogno di assist: voglio far divertire i tifosi segnando ma anche mandando in gol i compagni".

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