Da Maldini e Chiellini a (forse) Totti: basta essere stati grandi calciatori per fare i dirigenti?
La Gazzetta dello Sport

Da Maldini e Chiellini a (forse) Totti: basta essere stati grandi calciatori per fare i dirigenti?

Venerdì 6 febbraio 2026
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La competenza resta fondamentale in qualsiasi ambito. E già questo può bastare per dare valore all’ingresso di certe figure in un club. Poi, è evidente, per svolgere anche altri ruoli - ad esempio amministrativi - occorre una preparazione specifica. Che va al di là del vissuto in carriera

L’annuncio di Ranieri ("I Friedkin stanno pensando al ritorno di Totti") ha riaperto un vecchio e delicato dibattito. Ma basta essere stati grandi calciatori per meritarsi un ruolo dirigenziale? Già, perché - per chi ha calcato i campi da protagonista - lo sbocco naturale sembra quello della panchina. E infatti la stragrande maggioranza dei giocatori si mette poi alla prova come allenatore. Indipendentemente dai risultati acquisiti lungo la carriera da calciatore: puoi essere stato un grande - come Capello per fare un nome - oppure no, come Sacchi, ma le conoscenze fanno parte di un bagaglio che può portare lontanissimo, nel caso di Arrigo a cambiare la mentalità del pallone e allestire una squadra destinata ad entrare nella leggenda. Fare il dirigente, indubbiamente, è diverso. Soprattutto se il ruolo non si deve, giustamente, limitare a quello dell’ambasciatore. In un calcio che ha smarrito il senso delle radici, chiaramente serve anche questo. Ma a molti può non bastare.

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