Milano Cortina, Ghali accende la polemica: "L'arabo era di troppo. È tutto un gran teatro"
La Gazzetta dello Sport

Milano Cortina, Ghali accende la polemica: "L'arabo era di troppo. È tutto un gran teatro"

Venerdì 6 febbraio 2026
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Il rapper milanese (di origini tunisine) con un post social ha attaccato alcune scelte dell'organizzazione della Cerimonia di apertura

Il rapper milanese (di origini tunisine) con un post social ha attaccato alcune scelte dell'organizzazione della Cerimonia di apertura

Andrea Fiori 6 febbraio - 16:40 - MILANO

A poche ore alla Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, il cantante Ghali ha affidato ad una lettera social il racconto-denuncia della sua presenza sul palco dell'evento.

VIDEO: Ghali: "Quanta superficialità nel mondo"

"So quando una voce viene corretta. So quando una voce diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l'inno d'Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all'ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So che è tutto un Gran Teatro".

il rapper e i grandi eventi

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Il rapper non è nuovo a questo genere di polemiche. Prima della lettera social (postata ieri in tre lingue italiano, arabo e inglese), il cantante aveva già fatto parlare di sé due anni fa, durante la 74ª edizione del Festival di Sanremo, quando aveva denunciato apertamente le violenze perpetrate a Gaza, sia all'interno del suo brano in gara Casa mia ("Ma come fate a dire che qui è tutto normale? Per tracciare un confine con linee immaginarie bombardate un ospedale"), sia al termine dell'esibizione, gridando dal palco dell'Ariston: "Stop al genocidio".

La presenza di Ghali alla cerimonia

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Riguardo la presenza del rapper alla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi, era intervenuto il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco". Era invece andata all'attacco la Lega per Salvini Premier, il cui segretario Matteo Salvini negli anni si è scontrato più volte col cantante: "[Ghali è] un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal". Alla fine, nonostante tutte queste polemiche, l'artista ci sarà, come ha scritto a conclusione della sua lettera: "A domani".

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