Auto elettriche cinesi: gli 007 tedeschi lanciano l'allerta
La Gazzetta dello Sport

Auto elettriche cinesi: gli 007 tedeschi lanciano l'allerta

Venerdì 6 febbraio 2026
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L'intelligence tedesca avverte: le auto elettriche cinesi sono potenziali strumenti di spionaggio di massa di un attore straniero

L'intelligence tedesca avverte: le auto elettriche cinesi sono potenziali strumenti di spionaggio di massa di un attore straniero

Giuseppe Croce 6 febbraio - 18:54 - MILANO L'agenzia federale tedesca si è concentrata sui rischi potenziali delle auto connesse che non riguardano solo quelli provenienti dalla Cina

L'intelligence tedesca ha lanciato un allarme sulla sicurezza delle auto elettriche provenienti dalla Cina. L'Agenzia federale per la protezione della costituzione (BfV) crede che questi veicoli mettano i loro proprietari di fronte a rischi che vanno oltre il semplice furto di dati. La notizia è emersa in seguito a un'inchiesta del quotidiano economico Handelsblatt, al quale il portavoce dell'agenzia ha confermato che, in linea di principio, è possibile per degli aggressori ottenere accesso non autorizzato alle interfacce internet dei veicoli e sottrarre informazioni. Sebbene al momento non vi siano prove concrete di spionaggio tramite la tecnologia installata su queste auto, il ministero dell'Interno federale intende monitorare attentamente la situazione.

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COMPUTER SU RUOTE

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Il cuore del problema risiede nella natura stessa dei veicoli moderni: le auto elettriche, e in generale tutte le auto connesse, sono "computer su ruote" con una connessione dati costante. Questa connettività (Wi-Fi, Bluetooth o 5G), unita alla presenza dei sistemi Adas di assistenza alla guida, espone i veicoli a rischi di cyberattacchi che potrebbero permettere a terzi di accedere ai microfoni interni, alle telecamere o persino di prendere il controllo di acceleratore, freni e sterzo. Tuttavia, gli esperti sottolineano che questo non è un problema esclusivo delle auto cinesi: i rischi legati all'accesso remoto e alla sicurezza dei dati riguardano fondamentalmente tutti i veicoli connessi in rete. La differenza, però, sta nel fatto che i veicoli cinesi hanno a bordo software cinese, potenzialmente controllabile dal governo cinese. In Cina, le aziende sono legalmente obbligate a garantire allo Stato il controllo sulle informazioni e a cooperare con i servizi di intelligence quando viene richiesto. Secondo il BfV, esiste il rischio che i dati raccolti (che includono telemetria, posizione e registrazioni interne) possano essere trasferiti a server ai quali possono avere accesso le autorità cinesi. Se queste informazioni divenissero accessibili alle agenzie governative di Pechino, potrebbero essere utilizzate per addestrare sistemi di intelligenza artificiale, per il riconoscimento facciale o addirittura per scopi militari.

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FORNITORI EUROPEI

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Di fronte a questa minaccia latente, la politica tedesca sta valutando contromisure per limitare i rischi. Isabel Cademartori, esperta di trasporti della Spd, sostiene che l'Europa debba investire maggiormente nella sovranità tecnologica. La soluzione prospettata è quella di affidarsi maggiormente ai fornitori nazionali ed europei per l'approvvigionamento della componentistica dei veicoli, sia per ragioni di sicurezza che per rafforzare la base industriale della Germania. Tra il dire e il fare, però, c'è di mezzo l'arretratezza tecnologica: la crescente quota di mercato dei produttori cinesi in Europa e la complessità dei sistemi coinvolti rendono difficile immaginare l'indipendenza tecnologica del vecchio continente entro pochi anni. Johannes Schätzl, portavoce per la politica digitale della Spd, suggerisce che in caso di incidenti gravi e confermati, potrebbe diventare necessario arrivare persino a vietare l'immatricolazione di determinati produttori o modelli, ma la strada maestra indicata rimane quella di ridurre la dipendenza tecnologica dall'estero favorendo la nascita e il rafforzamento di fornitori europei di elettronica per l'industria automobilistica.

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