Al via un'Olimpiade davvero globale con 92 nazioni dai 5 continenti e tanti sogni esotici
La Gazzetta dello Sport

Al via un'Olimpiade davvero globale con 92 nazioni dai 5 continenti e tanti sogni esotici

Venerdì 6 febbraio 2026
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Tre Paesi al debutto - Benin, Emirati Arabi Uniti e Guinea Bissau - per un totale di 116 titoli assegnati e 2958 atleti in gara

Tre Paesi al debutto - Benin, Emirati Arabi Uniti e Guinea Bissau - per un totale di 116 titoli assegnati e 2958 atleti in gara

Giulia Toninelli Giornalista 6 febbraio - 18:40 - MILANO

Quanta neve è caduta sui Giochi invernali dalla prima edizione di Chamonix 1924 a oggi. Quella che allora venne definita la “settimana internazionale degli sport invernali” vide la partecipazione di 258 atleti in rappresentanza di 16 nazioni, che si cimentarono in 16 gare di cinque diverse discipline. Numeri che, se confrontati con quelli dell’Olimpiade azzurra alle porte, aprono una finestra sulla realtà di un cambiamento sportivo mondiale: a Milano Cortina saranno 92 le nazioni partecipanti, con tre Paesi al debutto - Benin, Emirati Arabi Uniti e Guinea Bissau - per un totale di 116 titoli assegnati e 2958 atleti totali in gara. 

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Cambio

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Delle 16 nazioni impegnate a Chamonix solo due, Stati Uniti e Canada, non facevano parte del contingente europeo, di gran lunga dominante con Norvegia, Finlandia e Austria ai primi tre posti del medagliere. A quella prima Olimpiade, a cui si aggiunse un “team misto” con atleti provenienti da più nazioni, l’Italia - che con altri 11 paesi ha preso parte a tutte e 25 le edizioni della storia dei Giochi invernali - si presentò al via con 14 atleti in totale e non conquistò medaglie. Oggi invece dei 92 paesi partecipanti a Milano Cortina 2026 nessun continente è assente, in una geografia che restituisce la globalità di questi Giochi con 46 paesi europei, 21 asiatici, 15 americani, 8 africani e due, Australia e Nuova Zelanda, dall’Oceania. Nonostante la presenza di 92 nazioni saranno in realtà 94 le nazionalità di questa Olimpiade, poiché in seguito all’invasione russa dell’Ucraina a partire dal 2022, Russia e Bielorussia gareggiano con nomi individuali di atleti neutrali e non in rappresentanza delle rispettive nazioni. A trasformarsi completamente, in un viaggio olimpico che attraversa oltre un secolo di storia, è stata anche la presenza femminile: dei 258 atleti della prima edizione solo 13 erano donne mentre dei 2958 in gara a Milano Cortina il 47% saranno atlete. Nessuna donna gareggiò in rappresentanza dell’Italia tra i 14 convocati del 1924 mentre per l’Olimpiade alle porte le azzurre saranno 92 sui 195 totali. 

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Storie

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La trasformazione geografica dei Giochi invernali ha il volto e il nome di chi ha reso grande questo cambiamento. Quello di Erin Jackson, portabandiera statunitense a Milano Cortina, che nel 2022 a Pechino è diventata la prima afroamericana a vincere una medaglia nel pattinaggio di velocità alle Olimpiadi. O quello dello sciatore norvegese naturalizzato brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, protagonista della Coppa del Mondo di sci alpino, che a questi Giochi tenterà di conquistare la prima medaglia della storia del Brasile ai Giochi Invernali. O ancora Shannon Abeda, il primo atleta ad aver rappresentato l’Eritrea ai Giochi olimpici invernali - era il 2018 - e che quest’anno, per conquistare la sua terza partecipazione, è stato supportato dall’Associazione Italiana Corno d’Africa. Piccole e grandi storie che si uniscono a quelle dei protagonisti di tutto il mondo: la sciatrice neozelandese Alice Robinson, che dopo il debutto a cinque cerchi a Pechino arriva in Italia con il sogno di riportare nel suo Paese una medaglia assente dal 1992; Ilia Malinin, nuovo dominatore statunitense del pattinaggio di figura in gara nei suoi primi Giochi; il saltatore con gli sci giapponese Ryōyū Kobayashi, olimpionico a Pechino, e il fondista norvegese Johannes Klaebo, già vincitore di cinque medaglie d’oro olimpiche. Favole di sogni impossibili, speranze e ritorni che toccano in modo uguale donne e uomini di ogni parte del globo, uniti in diciassette giorni di spettacolo sotto la neve di un’Olimpiade più mondiale che mai.

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