Nibali: "Chi vince la Vuelta? Mas è favorito, corre in casa. Ma occhio a Roglic, è un cagnaccio"
La Gazzetta dello Sport

Nibali: "Chi vince la Vuelta? Mas è favorito, corre in casa. Ma occhio a Roglic, è un cagnaccio"

Lunedì 7 settembre 2026
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Il re del 2010: "Lo spagnolo starebbe bene nell’albo d’oro, non è un carneade. Ma Primoz..."

Il re del 2010: "Lo spagnolo starebbe bene nell’albo d’oro, non è un carneade. Ma Primoz..."

Ciro Scognamiglio Giornalista 7 settembre - 08:54 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La Vuelta è stata il primo dei suoi quattro grandi giri vinti, ma non l’unica occasione in cui Vincenzo Nibali si era dimostrato grande protagonista sulle strade di Spagna. A bilancio ci sono infatti pure i secondi posti nel 2013 e nel 2017: nel primo caso perse da Chris Horner, con l’handicap di una crono corsa con un occhio chiuso a causa della puntura di una vespa, e nel secondo da Chris Froome, che rischiò la squalifica (poi fu assolto) per il controverso caso salbutamolo. Quella è storia: la cronaca racconta invece di una Vuelta ancora aperta, dopo il clamoroso ritiro di Tadej Pogacar, anche se la bilancia al momento pende dalla parte dello spagnolo Enric Mas.

VIDEO: Senza Pogacar, Mas prende il volo: vince la nona tappa e consolida la maglia rossa

Nibali, lei che cosa ne pensa?

"Mas è il favorito. Ha un buon vantaggio, è in condizione, sta correndo nel modo giusto. È solido. E poi…".

Sì?

"È in casa, ha il sostegno del pubblico e sta sperimentando il fatto che la maglia da leader ti dà una spinta maggiore, e molta più sicurezza. Come se ti scattasse un clic nella mente, lo ha detto pure lui. Si è visto che da quando è andato in testa pedala con più sicurezza".

Mas ha 31 anni, avete fatto in tempo ad incrociarvi in gruppo. Che impressione ne aveva?

"Di tutto rispetto. Non è un carneade, e non sfigurerebbe di certo nell’albo d’oro di una Vuelta. Con qualche limite, come per esempio la scarsa abilità in discesa. Però, se ci pensate, quanti piazzamenti ha nella top-10 finale di un grande giro? Non credo siano pochi".

Otto, con tre secondi posti e un terzo alla Vuelta.

"Appunto. Insomma, c’era andato già vicino. E quest’anno, prima del ritiro di Pogacar, si era dimostrato il più vicino a un fuoriclasse come lo sloveno. In una tappa lo aveva rimontato in salita. Io tifo per lui".

A proposito di Pogacar: ha fatto bene a non tentare il recupero lampo per il Lombardia, e dunque a tornare direttamente nel 2027?

"Sì, non ho dubbi. Ne parlo per esperienza diretta, peraltro".

A che cosa si riferisce?

"Quando caddi al Tour 2018, e mi fratturai la decima vertebra toracica, volli accorciare i tempi di recupero e corsi la Vuelta, in funzione del Mondiale di Innsbruck. Ma con il senno di poi, mi sarei preso più tempo. Quando il trauma è importante, bisogna essere cauti e dunque Tadej ha fatto bene. Davanti ha ancora tanti anni di carriera".

Ci dica di Roglic, che è a 2’10” dalla maglia rossa e non ha ancora perso la possibilità di stabilire il record dei cinque successi alla Vuelta.

"Primoz è un cagnaccio, nel senso buono del termine. Non si arrende mai e se non avesse avuto quell’incidente in preparazione in allenamento, chissà... Comunque, a cronometro guadagnerà. Però nella terza settimana il livello potrebbe essere più simile tra lui e Mas".

Adesso, però, secondo in classifica è Felix Gall a 2’06” da Mas...

"Forte in salita, lo aveva dimostrato al Giro dove solo Jonas Vingegaard era andato meglio di lui. Se riuscirà a limitare i danni a cronometro, potrà giocarsi il tutto per tutto nelle ultime tappe. Finora non è mai riuscito a staccare Mas. In tre settimane, però, possono cambiare tante cose. Di ribaltoni, la storia del ciclismo è piena".

Qualcuno si può inserire da lontano?

"Non credo. È dura per Carapaz, che è quarto a oltre quattro minuti e ha il Tour de France nelle gambe. Può vincere in montagna, più difficile che riesca a fare grandi distacchi. Mi ha impressionato il successo in salita del giovane Omrzel, che è sesto in classifica a 20 anni. Aveva vinto il Giro dei giovani lo scorso anno, sono sicuro che ne sentiremo ancora parlare".

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