Antonelli il predestinato: le contrazioni di mamma Veronica, Cars e un destino già scritto...
Dai primi calci nel pancione ai kart, fino alla Mercedes e al trionfo di Monza: così la famiglia e Toto Wolff hanno accompagnato la crescita del giovane campione
Dai primi calci nel pancione ai kart, fino alla Mercedes e al trionfo di Monza: così la famiglia e Toto Wolff hanno accompagnato la crescita del giovane campione
Dalla nostra inviata Giulia Toninelli 7 settembre (modifica alle 09:39) - MONZA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleMamma Veronica sorride vedendo la replica della celebre auto da corsa del cartone animato “Cars” presente in pista per i 20 anni dall’uscita nelle sale del film d’animazione più amato dagli appassionati di motorsport: "Io e mio marito Marco siamo andati a vederlo al cinema il 23 agosto del 2006 - ha spiegato subito dopo la vittoria del figlio a Monza - io ero incinta di Kimi e quella sera ho avuto le prime contrazioni, sono andata all’ospedale e lui è nato due giorni dopo". È una storia di motori che nasce dai motori, quelli inseguiti e amati da sempre dai genitori di Kimi partendo da papà Marco, ex pilota e proprietario del team Antonelli Motorsport, che ha trasmesso la passione al figlio fin dai primi anni di vita: "La prima volta che è venuto a Monza avrà avuto uno o al massimo due anni. Quando Veronica era incinta una volta eravamo in pista a Magny Cours e quando le macchine sono scattate lui ha iniziato a scalciare come un pazzo".
Crescita
—Era scritto, forse, che quel bambino cresciuto in giro per i paddock di tutta Europa diventasse un campione, ma è stata la coesione del suo gruppo di lavoro a portarlo dov’è oggi: "Mercedes ha fatto con Kimi un lavoro straordinario - ha voluto sottolineare Marco - per tanti era ancora troppo presto portarlo in Formula 1 ma loro gli sono stati accanto in ogni passaggio". Anche davanti alle difficoltà di un 2025 che ha visto Kimi attraversare un periodo di grande pressione nella sua stagione d’esordio, tra alti e bassi e critiche: "Noi come famiglia abbiamo cercato di stargli vicino nelle difficoltà - ha sottolineato Veronica - siamo rimasti uniti e lo abbiamo tranquillizzato. Ma lui è cresciuto in fretta, anche come persona oltre che come sportivo, e mi rende orgogliosa vedere mio figlio essere un ragazzo com’è sempre stato, dolce e sensibile, sempre pronto ad aiutare gli altri nonostante le sue ambizioni".
VIDEO: Kimi Antonelli svela il casco per il GP di Monza: l’iconico omaggio a Valentino RossiSuccessi
—A sottolineare la crescita fenomenale di Antonelli è stato anche il team principal Toto Wolff, visibilmente commosso al termine della gara, che a Monza due anni fa ha annunciato personalmente l’ingaggio di Kimi in Mercedes per la stagione successiva il giorno dopo l’incidente dell’italiano alla Parabolica nelle sue primissime Prove Libere in Formula 1: "È come se si fosse chiuso un cerchio – ha spiegato Wolff – due anni fa, nelle FP1, probabilmente visse il momento più difficile della sua carriera, per lui e per la sua famiglia. Fu un momento nel quale tutti dubitarono, compreso lui stesso, delle sue capacità. Due anni dopo è arrivata la gloria più grande, il momento più importante della sua carriera, e probabilmente resterà uno dei più importanti anche in futuro. Anche se dovesse vincere altri 200 Gran Premi, questo rimarrà sempre speciale". Una crescita su cui Wolff ha sempre investito, convinto del talento di Antonelli fin dai tempi dei kart, ma arrivata con una velocità all’apice della massima serie che ha stupito anche lo stesso team principal: "È incredibile vedere quanto velocemente riesca a imparare e a crescere. Per me Kimi è come un’intelligenza artificiale che continua a migliorarsi e ad imparare da solo. Questa è la velocità con cui nel team lo vediamo crescere. Sicuramente la sua età lo aiuta, per la capacità cognitiva e intellettuale di diventare costantemente migliore e anche il fatto che sia riuscito a instaurare un grande rapporto con il team e con la sua famiglia". Una vittoria di talento e forza, che Kimi condivide con chi gli ha permesso di essere lì, a piangere e ridere sul gradino più alto del podio di Monza. Una grande famiglia, che dalla sede Mercedes di Brackley arriva a Bologna, a casa di mamma e papà. Unita dall’amore per un ragazzo che sembra non aver mai finito di stupire.
Leggi anche Kimi e l'arte della rimonta: come lui nemmeno Schumi e VerstappenIl capolavoro di Antonelli: vince a Monza dopo 26 sorpassi!© RIPRODUZIONE RISERVATA