Moto Guzzi, oltre 60.000 alla festa di Mandello. Adesso cosa cambia
La Gazzetta dello Sport

Moto Guzzi, oltre 60.000 alla festa di Mandello. Adesso cosa cambia

Lunedì 7 settembre 2026
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Quattro giorni hanno riportato sul lago di Como una folla raggiunta solo in occasione del centenario. In 40.000 hanno visitato la nuova Casa dell’Aquila, quasi 30.000 sono entrati nel museo. Ma la vera novità arriva adesso, perché fabbrica, esposizione, Motoplex e spazi per il pubblico diventano una destinazione permanente

Quattro giorni hanno riportato sul lago di Como una folla raggiunta solo in occasione del centenario. In 40.000 hanno visitato la nuova Casa dell’Aquila, quasi 30.000 sono entrati nel museo. Ma la vera novità arriva adesso, perché fabbrica, esposizione, Motoplex e spazi per il pubblico diventano una destinazione permanente

Valerio Boni 7 settembre - 09:33 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Da oggi sarà più semplice scoprire che cosa c'è dietro il celebre cancello rosso

Il cancello rosso questa volta non si richiude con la fine della festa. Dopo quattro giorni nei quali Mandello del Lario è tornata a riempirsi di Moto Guzzi provenienti da ogni parte del mondo, le Gmg 2026 si sono concluse con oltre 60.000 presenze, ma il dato più importante potrebbe essere un altro. Da oggi la nuova Casa dell’Aquila comincia infatti a funzionare per ciò per cui è stata progettata. Non solo uno stabilimento industriale, ma un luogo aperto ai visitatori anche quando non ci sono un raduno o un anniversario da celebrare. I numeri raccontano comunque le dimensioni dell’evento. In quattro giornate 40.000 persone hanno visitato il nuovo sito e quasi 30.000 hanno visitato il museo, inaugurato insieme alla fabbrica al termine di quasi cinque anni di lavori e di un investimento superiore a 50 milioni di euro. Sabato, la giornata di maggiore richiamo, quasi 30.000 appassionati hanno raggiunto Mandello e 1.500 Moto Guzzi hanno formato la parata partita da Lecco, aperta dai Corazzieri sulle California 1400 di ordinanza.

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60.000, ma non è la prima volta

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Il risultato è notevole, anche se non rappresenta una prima assoluta. Nel 2022, quando Moto Guzzi celebrò finalmente in presenza il centenario che la pandemia aveva impedito di festeggiare l’anno precedente, le Giornate Mondiali avevano già superato quota 60.000. Allora tra i protagonisti c’era Ewan McGregor e la grande novità era la V100 Mandello. Nel 2026 l’attrazione principale è stata invece la trasformazione del luogo nel quale le Guzzi nascono dal 1921. Guardando più indietro si comprende però quanto sia cambiata la dimensione del fenomeno. Alle Gmg del 2005 parteciparono circa 10 mila persone; nel 2011, per i novant’anni del marchio, furono superate le 20 mila presenze. Negli anni successivi l’appuntamento assunse più spesso la denominazione Open House: 25.000 nel 2016, 15.000 nel piovosissimo 2017, quindi il salto a 30 mila nel 2018, risultato bissato nel 2019. Manifestazioni organizzate con formule differenti e quindi non confrontabili come una serie statistica perfetta, ma sufficienti per mostrare come il pellegrinaggio verso Mandello sia progressivamente diventato uno degli appuntamenti motociclistici di marca più partecipati d’Europa.

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200 moto in parata nel 2019

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Anche la parata dà la misura del cambiamento. Nel 2019 la “Road to Mandello” aveva portato davanti al cancello rosso poco più di 200 guzzisti partiti da Milano. Sabato scorso il corteo da Lecco era composto da 1.500 Moto Guzzi (un numero “autolimitato”) di ogni epoca, precedute dai Corazzieri e accompagnate dai piloti Marco Bezzecchi e Lorenzo Savadori e da Max Biaggi; Jorge Martin ha poi raggiunto il resto del team Aprilia Racing a Mandello. Il raduno ha avuto anche momenti meno prevedibili. Circa 600 persone hanno approfittato dei test ride per provare V7, V85, V100 Mandello e Stelvio, mentre sei coppie hanno scelto la grande piazza alberata accanto alla Galleria del Vento per rinnovare le promesse matrimoniali. Piccole storie in mezzo ai grandi numeri, ma forse più indicative di quanto Mandello rappresenti per una parte del pubblico Moto Guzzi, che non è più soltanto il luogo nel quale viene costruita una moto, ma un nuovo di punto di aggregazione.

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Le novità iniziano dopo le Gmg

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Ed è proprio qui che l’edizione 2026 si separa da tutte quelle precedenti. Fino a ieri l’apertura della fabbrica era soprattutto un privilegio legato agli Open House e alle Giornate Mondiali. Anche il vecchio museo aveva avuto per lunghi periodi orari decisamente ridotti: per anni la visita ordinaria era limitata addirittura a una sola ora nei giorni feriali, prima di essere progressivamente estesa. Da lunedì 7 settembre cambia il principio stesso della visita. Il nuovo sito Moto Guzzi offre la possibilità di prenotare gratuitamente l’accesso alla fabbrica, mentre chi vuole aggiungere il museo può acquistare il biglietto combinato. L’intero costa 12 euro e il ridotto 10 euro; la tariffa ridotta è prevista, tra gli altri, per studenti, under 19, over 65, proprietari di una Moto Guzzi e membri della community The Clan. Non significa necessariamente passeggiare liberamente tra gli operatori delle linee produttive. Il progetto di Greg Lynn è stato concepito proprio per permettere ai due mondi di convivere: percorsi e affacci consentono di osservare il funzionamento delle nuove linee automatizzate senza interferire con la produzione, mentre il museo mantiene una relazione visiva diretta con la fabbrica.

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I nuovi edifici, e la rivoluzionata disposizione dei modelli esposti rende molto più fruibile la visita al museo

Non più solo un museo da raggiungere

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Cambia anche ciò che si può fare una volta entrati. Accanto ai 3.000 metri quadrati dell’esposizione con oltre 160 modelli esposti, il complesso comprende il Motoplex Store, la caffetteria, le due piazze alberate, la terrazza, l’auditorium e spazi destinati a workshop ed eventi, per oltre 4.200 metri quadri di aree polifunzionali. L’idea è trasformare quello che fino a ieri era essenzialmente un luogo di produzione con un museo interno, in una destinazione nella quale sia possibile trascorrere del tempo anche senza un evento da celebrare. Ed è probabilmente questo il risultato più significativo dei cinque anni di lavori. Durante le Gmg la trasformazione è stata quasi nascosta dalla folla: code davanti al museo, piazze piene, migliaia di moto parcheggiate ovunque e il rumore della parata. La prova più interessante comincia adesso, quando Mandello tornerà alla normalità e si potrà vedere come la nuova Casa dell’Aquila riuscirà a vivere 365 giorni l’anno. Le Gmg torneranno, e sicuramente torneranno ancora decine di migliaia di guzzisti. Ma per la prima volta non sarà più necessario aspettarle per vedere che cosa c’è dietro il cancello rosso.

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