Adams, l'artista del gol carica i granata: "Il Toro non molla"
Per lo scozzese due reti in acrobazia nei primi tre turni. Ha firmato la vittoria del Franchi scatenandosi sui social
Per lo scozzese due reti in acrobazia nei primi tre turni. Ha firmato la vittoria del Franchi scatenandosi sui social
Mario Pagliara Giornalista 7 settembre - 10:19 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNella città culla del Rinascimento, il suo genio ha creato un’opera d’arte che meriterebbe un posto agli Uffizi. Cesellata quel poco che basta con il piede destro, costruita con una rotazione e una dinamica innaturale dell’anca e del corpo. Che c’è, eccome se c’è. E non è soltanto un facile gioco di parole, perché Che Adams nelle prime tre giornate in Serie A ha seminato bellezza, ha riportato i sorrisi: due gol nelle prime tre giornate, entrambi da applausi. Questo ragazzo scozzese ha lasciato una scia luminosa in un avvio che, per produttività, è il migliore della sua carriera. Solo in Inghilterra, nella stagione precedente al primo anno col Toro, era riuscito a segnare in tutte e tre le prime giornate. Ma quella, con il Southampton, era la Championship (la Serie B inglese), questa è la Serie A ed è un’altra cosa. Adams sta diventando lo specialista dei gol belli, difficili, anche pesanti: come quello di Firenze, dove ha piazzato un’altra rete dopo quella al Milan, ancora una volta nel finale, ma che stavolta è valsa molto di più, portando in dote al Toro un pesantissimo colpo da tre punti.
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—Quasi accecati dall’intensità del sabato fiorentino di Rolando Mandragora, o anche piacevolmente colpiti dallo spessore della prova da squadra del Toro, si corre un po’ il rischio di far scivolare qualche metro più indietro la prodezza, e più in generale l’avvio stagionale, di questo attaccante che vive la sua terza annata al Toro. Il primo anno era partito a razzo con nove reti in A (e uno in Coppa), un anno fa sei in A e due in Coppa Italia, adesso ha cominciato a correre. Nonostante sia una persona molto schiva, e anche sinceramente umile, Che ha voluto depositare una traccia sui social. "Il Toro non molla mai", ha scritto dopo la vittoria (1-2 del Franchi), inserendosi nella scia di quel "tutti insieme" di Simeone qualche giorno prima. Un filo che unisce lo spogliatoio, la cartina di tornasole di un gruppo cementato in questi mesi sotto la guida di Ignazio Abate.
LA SCINTILLA
—Due gol nelle prime tre giornate, entrambi acrobatici e molto difficili, raccontano che qualcosa è scattato dentro l’animo di questo attaccante. Lui che, nell’ultima primavera, è stato sfiorato dal pensiero di salutare l’Italia per desiderata familiari. Ma, durante l’estate, ha lasciato il passo alla voglia di essere protagonista al Toro. "Con Che ho parlato in ritiro, e sono stato molto chiaro – racconta Abate -: gli ho detto che sarei stato molto felice se fosse rimasto. A patto che rimanesse con la testa giusta, e lui si è sempre allenato dandomi la dimostrazione che Torino è la sua priorità". Abate ha saputo accendere la scintilla nell’animo di Adams, convincendolo che il progetto Toro può essere l’ideale per lui. "È un calciatore di qualità - dice -, ha forza nelle gambe, ha i gol, fa reparto: è importante. Da parte nostra c’è sempre stata la grande volontà di tenerlo: è rimasto con la testa giusta". Al Filadelfia è entrato un altro scozzese, Patterson, che potrà aiutarlo a superare i fisiologici momenti di malinconia. Perché, in fondo, Che è un trentenne dal cuore gentile e dall’animo sensibile. Con Abate tornerà a giocare da prima punta, ruolo che ne valorizza l’istinto sottoporta. Lunedì sfida Gasperini, e nei pensieri ritorna la doppietta fatta alla Roma il 13 gennaio agli ottavi di Coppa Italia. Il genio scozzese si è risvegliato, chissà che l’ispirazione non aumenti giocando.
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