Prima esuberi, ora decisivi. Juve, dopo Nico e Koop, ecco Gatti: "Io non muoio mai"
La Gazzetta dello Sport

Prima esuberi, ora decisivi. Juve, dopo Nico e Koop, ecco Gatti: "Io non muoio mai"

Lunedì 7 settembre 2026
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Poteva andare al Napoli, adesso è tornato fondamentale per la Juve. E se l'attacco, in particolare Kolo Muani, continua a girare a vuoto, ci pensano difensori e calciatori che sembravano destinati altrove.

Poteva andare al Napoli, adesso è tornato fondamentale per la Juve. E se l'attacco, in particolare Kolo Muani, continua a girare a vuoto, ci pensano difensori e calciatori che sembravano destinati altrove.

Guglielmo Buccheri Giornalista 7 settembre - 10:12 - TORINO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un urlo, prolungato e liberatorio. All'Allianz Stadium finisce così: dal traffico in mezzo all'area rossonera spunta altissimo Federico Gatti e la Juventus rialza la testa quasi oltre i titoli di coda. Già, Gatti: un difensore che salva la nave bianconera come un altro difensore, Gleison Bremer, l'aveva condotta dentro al porto sicuro il giorno del debutto nella stagione a Frosinone. E come due "esuberi" - Nico Gonzalez e Teun Koopmeiners - l'hanno portata oltre l'ostacolo Parma una settimana fa da queste parti. Alla Juventus, oggi, funziona un po' in controtendenza: chi dovrebbe esultare non lo fa, chi esulta lo fa non per caso, ma non per mestiere o, quantomeno, non perché parte da lontano, anzi: Nico Gonzalez e Koopmeiners, dando retta alla logica di mercato, potevano essere altrove così come Gatti, uscito dai radar dei titolari e in bilico nella calda estate dei trasferimenti.

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Scacciata la paura

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L'urlo di Gatti allontana i tremori e riconsegna a Luciano Spalletti e ai suoi ragazzi un punto che pesa: perdere uno scontro diretto è sempre un bel guaio. I gol che mancano arriveranno, assicura l'ex ct azzurro. Ma, intanto, non ci sono. Di Yildiz se ne sono perse le tracce per qualcosa che va al di là della tecnica, delle giocate, delle occasioni: il giovane Kenan si rivedrà, forse, dopo la sosta di novembre per colpa di un infortunio di quelli fastidiosi. Del diciottenne Alajbegovic le tracce si sono appena viste: davanti ai rossoneri il buonissimo inizio non si è tradotto in un altrettanto buon finale con pause nel mezzo e il pieno di timidezza, quasi naturale. Sugli esterni vive anche l'adrenalinico Conceiçao, sempre pronto ad accendersi e ad accendere il resto della compagnia, ma, in questo inizio di campionato, non accompagnato dalla buona sorte: il palo centrato alla destra di Maignan si somma a quello colpito alla sinistra del portiere parmense Corvi e, così, il suo bottino è a zero. 

In affanno

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In mezzo all'area, ecco Kolo Muani, spuntato e, per certi versi, fin troppo prevedibile in queste prime tre tappe della sua nuova avventura sotto la Mole: di palloni il centravanti francese ne ha toccati molti, di duelli ne ha affrontati altrettanto, ma, in dote, si è dimenticato di portare qualcosa. C'è da preoccuparsi? No, sì, forse: il tempo per emettere giudizi non è ancora questo, ma Kolo deve darsi una mossa come ha provato a fare lo stesso Spalletti abbracciandolo durante la pausa per il caldo. 

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Che forza

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"Sempre io...", urla Gatti sotto la curva dove ha appena realizzato il colpo del pareggio. "Non muoio mai... ho una forza dentro che mi fa andare oltre ogni difficoltà o situazione, sono fatto così...", dice il difensore con la valigia in mano durante il mercato quando cala il sipario sul duello dell'Allianz Stadium. Gatti poteva finire, tra l'altro, a Napoli dal suo ex tecnico Massimiliano Allegri, Nico poteva tornare da Diego Simeone all'Atletico Madrid, Koopmeiners ha rifiutato l'Arabia: i gol bianconeri, in queste prime settimane di stagione, sono loro. Le firme di tre calciatori che non erano considerati dei protagonisti per questa stagione. A segno è andato anche Gleison Bremer e sono stati tre punti: il difensore brasiliano dal mercato è uscito perché ha voluto così fin da subito. Appuntamento alla prossima.

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