Nordqvist e Donald capitani d'Europa: "Vince chi sa fare squadra"
La Gazzetta dello Sport

Nordqvist e Donald capitani d'Europa: "Vince chi sa fare squadra"

Lunedì 7 settembre 2026
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Questa settimana in Olanda c’è la Solheim Cup, la sfida al femminile con gli Stati Uniti. Per prepararsi la svedese ha chiesto consigli all’inglese, che ha vinto due volte la Ryder

Questa settimana in Olanda c’è la Solheim Cup, la sfida al femminile con gli Stati Uniti. Per prepararsi la svedese ha chiesto consigli all’inglese, che ha vinto due volte la Ryder

Matteo Dore Giornalista 7 settembre (modifica alle 10:14) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Luke Donald

C’ è un campo in cui l’Europa unita dimostra che lavorando insieme si possono ottenere successi e soddisfazioni. È il golf. Ogni due anni gli uomini sfidano gli Stati Uniti nella Ryder Cup. La stessa cosa fanno le donne nella Solheim Cup che questa settimana – da venerdì 11 a domenica 13 - si terrà in Olanda, al Bernardus Golf di Cromvoirt. I due capitani europei sono l’inglese Luke Donald e la svedese Anna Nordqvist. Due leggende del golf mondiale, entrambi testimonial Rolex che da decenni supporta anche le due competizioni (Rolex è official timekeeper e worldwide partner della Solheim Cup dal 1994) e proprio perciò è stato possibile incontrarli insieme, in un’occasione unica per parlare di golf, di Europa, di progetti, di risultati ottenuti e del modo per raggiungerli. 

Anna, cosa significa diventare per la prima volta capitano del Team Europe alla Solheim Cup?

Anna Nordqvist

"Sto ancora giocando a tempo pieno nel tour e sono quindi a stretto contatto con le giocatrici e i caddie e vivere questo percorso insieme a loro è stato davvero speciale. Ho affrontato questa avventura con Caroline Hedwall, che è stata mia compagna di squadra per molto tempo, Melissa Reid e Anne van Dam, tutte più o meno della stessa generazione. Caroline, Melissa e io abbiamo giocato insieme fin da quando avevamo 15 o 16 anni. È davvero bello aver percorso con loro tutte le tappe e aver chiuso il cerchio".

Luke, l’anno prossimo a settembre guiderà l’Europa per la terza volta dopo i successi al Marco Simone nel 2023 e a Bethpage nel 2025. 

"Sarà un’edizione ancora più speciale perché la Ryder compirà 100 anni. E giocheremo in un posto come l’Irlanda, dove l’accoglienza e l’atmosfera saranno straordinarie. Sono estremamente onorato. Penso che poter essere capitano anche solo una volta sia davvero una benedizione. Farlo tre volte è davvero fantastico".

Una delle sfide per ogni capitano è creare un ottimo clima di squadra.

DONALD: "Pratichiamo uno sport che è individuale al 99 per cento. E poi ci sono questi grandi eventi a squadre come la Solheim Cup e la Ryder Cup, e dobbiamo in qualche modo capire come riunire in una stanza queste grandi personalità e farle giocare per qualcosa di più di se stessi. È una sfida difficile. Ci sono sicuramente alcuni temi comuni di cui puoi parlare con questi giocatori e far loro capire il momento che si vive insieme. Ogni volta che prendo delle decisioni, penso sempre a ciò che è meglio per la squadra, non a ciò che è meglio per il singolo. E penso che i giocatori lo capiscano. E poi si cerca di organizzare degli eventi in cui ci si riunisce, si condividono storie. Tutto nasce dal conoscere i giocatori, creare un po’ di fiducia attraverso i rapporti, ma poi individuare alcuni temi che possano davvero ispirare i ragazzi per tutta la settimana. Il mio compito è offrire loro un’esperienza straordinaria, e penso che ci siamo riusciti nelle ultime due edizioni".

NORDQVIST: "È fantastico ascoltare Luke, sto prendendo appunti. Come ha detto lui, si tratta di cercare di creare un ambiente che ci permetta di avere successo come squadra. Penso che il vantaggio che ho sia che ho giocato la mia nona Solheim Cup solo due anni fa. Sarò la capitana di molte ragazze con cui sono stata compagna di squadra. Spero che aiuti a creare la fiducia che serve".

Anna, c’è qualcosa che ha imparato dal modo in cui Luke ha guidato l’Europa a Roma e a Bethpage? 

"Sono sempre stata una buona osservatrice. Ho sempre cercato di imparare da diversi sport. Ho partecipato come spettatrice privilegiata all’ultima Ryder Cup ed è stata una grande esperienza formativa. Luke mi ha invitato a cena per fare due chiacchiere e gli ho chiesto qualche consiglio. In più ho parlato con molti capitani del passato, sia uomini sia donne, ho capito che bisogna avere una mentalità aperta, ma anche, in qualità di capitano, assumersi il ruolo e essere un leader. So che ci si troverà in situazioni in cui non tutti saranno contenti delle mie decisioni, ma penso che anche questo faccia parte del gioco e che contribuisca a farti crescere come persona. Quindi non vedo l’ora di prendere quelle decisioni".

Vorreste vedere in futuro un evento misto in stile Ryder Cup/Solheim Cup che coinvolga sia uomini che donne? 

DONALD: "Ci sono già stati eventi misti in passato. E le prossime Olimpiadi prevedranno una gara mista. Quindi sono assolutamente favorevole a organizzare eventi in cui giochiamo insieme e condividiamo i nostri talenti. Chi non vorrebbe immaginare Nelly Korda e Charley Hull giocare insieme a Rory McIlroy, Jon Rahm o Scottie Scheffler; i migliori al mondo, sia tra gli uomini che tra le donne. Però creare un evento in stile Ryder Cup, o comunque lo si voglia chiamare, richiederebbe un po’ di tempo. Ci vorrebbe un po’ di lavoro creativo. Sarebbe una sfida anche solo trovare il modo per inserirlo nel calendario che è già molto fitto. Ma i tifosi lo adorerebbero".

NORDQVIST: "Sono d’accordo con Luke, ma penso anche che Ryder Cup e Solheim Cup non dovrebbero essere modificati, perché sono semplicemente così speciali. Penso che alle Olimpiadi l’aggiunta di un evento a squadre misto sia un’ottima idea e sono stata favorevole fin dal primo giorno. Il fatto poi che si svolga ogni quattro anni lo renderà ancora più speciale".

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