Marquez oltre i limiti: “Vince con un braccio e mezzo. Il destro non tornerà mai normale”
L'ortopedico del campione spagnolo ha parlato delle condizioni dopo l'infortunio: "Marc è sostenuto da passione e ambizione. È un esempio per i giovani"
L'ortopedico del campione spagnolo ha parlato delle condizioni dopo l'infortunio: "Marc è sostenuto da passione e ambizione. È un esempio per i giovani"
Giorgio Burreddu Collaboratore 7 settembre - 13:17 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSe siete rimasti sbalorditi dalla foto del braccio di Marc Marquez, allora dovete sentire questa. “Tecnicamente è difficile capire cosa sta facendo Marc, il modo in cui continua a vincere gare. Le ferite che Marc ha subito avrebbero costretto al ritiro molti”. A dirlo è Samuel Antuña, specialista in Chirurgia Ortopedica e Traumatologia, presso l'Ospedale Ruber Internacional, di Madrid. Il medico ha accettato di parlare a Emilio Pérez de Rozas, giornalista di El Periodico. Niente protagonismo, solo un mucchio di emozioni. Alla giusta domanda sul braccio (“Oserebbe dire qual è la condizione reale, autentica, del braccio destro di Marquez?”), Antuña non si è tirato indietro e ha risposto così: “Dare una valutazione reale del braccio di Marc è impossibile, perché ha una tale capacità di sopperire alle sue carenze che… non lo so. Quello che posso dirle è che quel braccio è molto limitato in forza. Soprattutto del bicipite. Penso che l'espressione che Marc corre, per il momento, con un braccio e mezzo sia la più adatta allo stato attuale del suo braccio destro”.
50%
—Guida con il 50 per cento del braccio in meno, a 350 chilometri orari, è qualcosa che nemmeno la scienza sembra poter spiegare. Lo sport, la medicina e il mistero. Shakerate con cura: ne verrà fuori questa stagione di Marc. Pochi giorni fa l’ad di Ducati, Claudio Domenicali, l’aveva ammesso candidamente: “Fino a tre mesi fa pensavamo che il discorso mondiale fosse chiuso”. Oggi, invece, lo spagnolo è in piena lotta per il titolo (il 10° della carriera) e a Misano, il 13 settembre, avrà altre chance di rimonta su Jorge Martin, il leader del campionato. Ma questi sono aspetti che attengono allo sport. Qui c’è di più. La salute e la resilienza (termine un po’ meno di moda, ma sempre valido). Il coraggio e la forza, anche quella che Marc non ha più nel braccio. Sempre Antuña ha chiamato in causa un altro campione dello sport: Carlos Alcaraz. “Se Marc fosse stato Carlos Alcaraz, avrebbe dovuto ritirarsi dal tennis professionistico. Potrebbe giocare a tennis, sì, ma da dilettante”. Da bravo giornalista, de Rozas non ha dimenticato un’altra domanda cruciale: sta dicendo che il braccio destro non sarà mai più come il sinistro? Il luminare ha risposto: “Sto dicendo che siamo immersi in un processo che è lento e che ora sta un po' meglio di come era ma, ripeto, non ha affatto un braccio normale, né lo avrà mai più. Marc ha difficoltà a giocare a paddle, con questo ho detto tutto”.
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—La caduta in Indonesia, ha detto il medico, “ha cambiato tutto”. E ancora: "Tricipite, dorsale, grande rotondo e pettorale sono stati coinvolti negli interventi. Non gli manca nessun muscolo, ma non sono più perfetti”. Antuña si è poi soffermato sugli aspetti più sentimentali di Marquez, ricordato che il pilota spagnolo è un uomo “con una tremenda passione per quello che fa”, passione che combina con “un'ambizione inaudita”. La strada che Marc ha percorso, ha ricordato ancora il medico, “è stata molto dura” e non sarebbe stato strano se, anche nello sport d'élite, “alcuni si fossero arresi”. La capacità di resilienza di Marc, ha detto ancora Antuña “è ammirevole”. Non è facile essere il medico di Marquez, ma il paziente è di quelli che sanno gestire le situazioni e tutto diventa più facile: “Ci ha sempre ascoltato, e in questo senso direi che è il paziente ideale. Ha anche una grande capacità di riprendersi dalle operazioni, è spettacolare”. E ancora: “E’ un esempio per i giovani” che possono vedere “come lavora senza lamentarsi, né pubblicamente né privatamente e ne sono testimone”.
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