Riccardo Scamarcio in moto da trial a Venezia: "Che fatica"
La Gazzetta dello Sport

Riccardo Scamarcio in moto da trial a Venezia: "Che fatica"

Lunedì 7 settembre 2026
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L'attore pugliese è alla Mostra del Cinema con "I figli della scimmia" di Tommaso Landucci in cui una vecchia Scherco da trial assume un ruolo particolare e ha richiesto una preparazione specifica

L'attore pugliese è alla Mostra del Cinema con "I figli della scimmia" di Tommaso Landucci in cui una vecchia Scherco da trial assume un ruolo particolare e ha richiesto una preparazione specifica

Emanuele Bigi 7 settembre - 13:05 - VENEZIA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Riccardo Scamarcio e Fausto Russo Alesi in una scena de I figli della scimmia di Tommaso Landucci

Riccardo Scamarcio ne I figli della scimmia, presentato in concorso nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, si giostra con una moto da trial tra i boschi del Piemonte. Nel film di Tommaso Landucci, l’attore sale su una vecchia Sherco e per prepararsi ha dovuto prendere lezioni. È stata l’occasione per ritornare a una sua passione di gioventù. "Da ragazzo avevo una Kawasaki KX 125, maggiorata a 180, senza targa, senza assicurazione e non avevo la patente - ci racconta Scamarcio - a 15-16 anni andavo in giro tra le campagne di Andria a fare cross. Cercavo dei posti dove saltare. Ero un adolescente un po’ irrequieto", confessa. 

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passione

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Una passione per le due ruote che non è scomparsa, anche se oggi, l’attore di Tre metri sopra il cielo (lì guidava una moto da strada), preferisce la Vespa: "Le moto mi piacciono ancora, ma non me ne compro una perché so di essere spericolato. In compenso ho una Vespa 150 del 1960". Con quella si concede dei giri tranquilli. L’incidente sul set con la moto da trial per I figli della scimmia (nelle sale dal 17 settembre) Riccardo Scamarcio si è confrontato con una disciplina molto diversa dal motocross. "Con la moto da trial mi sono divertito molto, ma è difficile e anche molto faticoso - rivela - non c’è il sellino, quindi devi fare tutto con le braccia e con le gambe. Prima di girare le scene ho dovuto prendere qualche lezione". 

Da sinistra Fausto Russo Alesi, Tancredi Naldini, Riccardo Scamarcio e la Sherco

imprevisto finale

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A prepararlo è stato Daniele Maurino, ex campione italiano di trial. L’esperienza si è conclusa, però, con un piccolo incidente: "Avevo finito di girare tutte le scene, ma, nell’ultimo tratto, mentre riportavo la Scherco al punto di partenza, ho fatto lo splendido e mi sono bloccato con la schiena. Questa è stata la ciliegina sulla torta", racconta col sorriso l’attore. 

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la trama del film

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La moto diventa uno degli elementi centrali del rapporto tra Dario, interpretato da Scamarcio, e il nipote quattordicenne Giacomo. Il ragazzo sta attraversando un momento delicato: è infatte alle prese con il passaggio alle scuole superiori e con i primi amori. Lo zio rimette a nuovo la sua vecchia Sherco e decide di insegnargli a guidare. "La prima cosa che devi imparare è stare in equilibrio. Non devi mai mettere i piedi a terra", gli spiega. Le lezioni proseguono nei boschi e sulla neve. Dario è però padre di Enrico, un bambino con disabilità al quale dedica cure e attenzioni. Nel rapporto sempre più stretto con il nipote, figlio del fratello Roberto (Fausto Russo Alesi), comincia a proiettare il desiderio di una paternità diversa. Nel nipote vede il figlio che avrebbe voluto avere e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. 

Riccardo Scamarcio e Andrea Aggio in una scena del film

commozione

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"Tengo tantissimo a questo film - spiega Riccardo Scamarcio - soprattutto perché girarlo è stata un’esperienza incredibile poi, quando l’ho visto, ho ritrovato tutta quella potenza che avevo sentito leggendo il copione e quando ero sul set. Questa sensazione è abbastanza rara da provare. I figli della scimmia racconta una storia molto profonda e piena d’amore". Scamarcio regala al pubblico una delle sue performance più riuscite, e confessa: "Durante le riprese mi commuovevo tutti i giorni".

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