Le gomme vecchie degli adulti contro il turbo dei sogni di Kimi
Cosa ci insegna la vittoria di Antonelli a Monza partendo dal 19° posto
Cosa ci insegna la vittoria di Antonelli a Monza partendo dal 19° posto
Luigi Garlando Giornalista 9 settembre - 07:24 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl GP di Monza è stato un mito, nel senso greco del termine: l’esperienza di uno che vale per tutti. I ragazzi arrivano sempre da dietro, come Kimi Antonelli partito dalla 19ª posizione. Gli adulti, dalle loro posizioni di potere, tipo George Russell in prima fila, li vedono lontani, innocui, perfino velleitari nelle loro spropositate ambizioni. Non si accorgono che quelle ambizioni, in realtà, sono sogni e i sogni hanno un turbo che fa volare. Infatti, al 2° giro Kimi ha già rimontato 7 posizioni, al 10° giro è 5°, al 12° è 4°, al 13° è 3°, al 16° è 2° e al 18° passa al comando. A questo punto, gli adulti, insidiati nei loro privilegi, provano a imporre i gradi, aprono i gomiti, poi devono accettare il confronto, lottano, come Kimi e George che dal 20° al 27° giro si alternano in testa, finché il ragazzo entra ai box e l’avversario scappa via.
VIDEO: Arvid Lindblad non ha dubbi: "A Monza vincerà Antonelli. E il Mondiale..."Sembra una resa, ma è qui che Kimi vince la gara. Gli adulti si arroccano sulle loro conoscenze, si sentono forti di ciò che hanno, delle esperienze che li hanno portati fino a lì, confidano nel loro passato, tengono le gomme vecchie. I giovani, che hanno poca storia alle spalle e tanto futuro davanti, studiano le innovazioni, hanno fede nel progresso tecnologico, osano, sperimentano e montano gomme nuove. Kimi recupera in un amen i 12” di ritardo, si riporta in zona sorpasso, ma finisce nella ghiaia. L’eccesso d’irruenza è un brufolo della crescita. Con l’irruenza giusta, il ragazzo piazza il 26° sorpasso e trionfa. Perché è più forte, ma anche perché la vita è fatta così: non esiste una safety car che tenga dietro i giovani. La strada è loro.
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