Strefezza: "Palermo era nel mio destino. Il mio rituale? Ascolto musica evangelica prima delle partite"
La Gazzetta dello Sport

Strefezza: "Palermo era nel mio destino. Il mio rituale? Ascolto musica evangelica prima delle partite"

Mercoledì 9 settembre 2026
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Contro la Samp in 20 minuti il gol e poi l’infortunio. Ma il brasiliano tranquillizza tutti. "Sto già recuperando. Il club mi ha voluto fortemente, qui sono felice"

Contro la Samp in 20 minuti il gol e poi l’infortunio. Ma il brasiliano tranquillizza tutti. "Sto già recuperando. Il club mi ha voluto fortemente, qui sono felice"

dal nostro inviato  Pietro Scognamiglio 9 settembre - 08:56 - PALERMO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Palermo-Sampdoria per Gabriel Strefezza è durata 20 minuti. Il tempo di segnare e poi di far preoccupare tutti chiedendo il cambio. Due picchi, gioia e preoccupazione. Perché di uno così, il Palermo già non può farne a meno.

E adesso, come sta? 

"Meglio, sto già recuperando. Ho sentito una contrattura e insieme allo staff medico stiamo monitorando la situazione. Vediamo come va nei prossimi giorni". 

Ora che ha tranquillizzato Inzaghi e i tifosi, riavvolgiamo il nastro: due gol in cinque giorni, quello con la Samp al volo, in uno stadio pieno. Ci ha messo poco ad ambientarsi… 

"È stato bello, peccato essere uscito dal campo così presto, ma l’importante era vincere e abbiamo fatto ciò che dovevamo. È stato speciale per me segnare sotto la curva Nord". 

Che valore ha la vetta solitaria dopo tre giornate? Il Barbera già canta “la capolista se ne va..." 

"Non abbiamo fatto ancora niente. Siamo soltanto all’inizio e c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Dobbiamo restare concentrati su noi stessi e continuare a fare quello che ci chiede l’allenatore". 

Cosa vi ha detto, a fine partita? 

"In realtà il mister ci aveva concesso un giorno libero, ma siamo venuti comunque qui al centro sportivo per fare lavoro di scarico e recuperare al meglio. Fa parte della nostra mentalità, ad Avellino avremo una trasferta difficile e vogliamo arrivarci nelle migliori condizioni".

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Nella passata stagione ha giocato prima in Champions con l’Olympiakos, poi in Serie A a Parma. Come l’hanno convinta a tornare in B? 

"La presenza di una società forte e organizzata, con il City Football Group alle spalle, ha influito tanto nella mia scelta. Il Palermo mi ha voluto fortemente e questo per un calciatore è molto importante. Sentivo che Palermo fosse il posto giusto per tornare a essere protagonista e così, quando è arrivata la chiamata, non ci ho pensato due volte. Sono molto contento di essere qui". 

Ha ritrovato anche suoi ex compagni come Barba, Cassandro ed Estevez. Cosa le avevano raccontato? 

"Mi hanno chiamato prima che arrivassi a Palermo e mi hanno parlato molto bene sia della squadra sia del club. Mi hanno raccontato anche della passione dei tifosi e di quanto si lavori bene. Sentire certe cose da ragazzi che già conoscevo ha reso ancora più semplice accettare questa sfida. Avevano ragione". 

Il Palermo è anche la chiusura di un cerchio: vi siete già sfiorati quando era giovanissimo. 

"Sì, sono arrivato in Italia a 18 anni e qui avevo fatto un provino. Ricordo poi il mio primo gol in B proprio al Barbera, con la Cremonese nel 2018, segnai a Brignoli con un mezzo cross. Questo stadio per me ha sempre avuto un significato particolare, si può dire che fosse nel mio destino". 

In effetti frequenta la B da tanti anni, con in mezzo due promozioni: come l’ha ritrovata? 

"Sempre più difficile. Ci sono tante squadre ben organizzate e ogni partita è molto combattuta. Bisogna dare sempre il massimo".

L’ultima volta è andato in A con il Como, nel 2024. Si aspettava di vederlo già in Champions? 

"Sì, non mi sorprende. Anche il Como ha una società importante e una squadra di qualità. Ho lavorato con Fabregas e conosco la sua mentalità, vuole sempre arrivare il più in alto possibile e trasmette questa ambizione a tutti intorno. Sono contento per loro, meritano la Champions League". 

Il 4-2-3-1 sembra un vestito su misura per lei: cosa chiede Inzaghi agli esterni d’attacco? 

"Ci chiede di partire larghi, con i piedi sulla linea, per poi venire in mezzo al campo. L’obiettivo è riempire il più possibile l’area di rigore, insieme a Pohjanpalo". 

Conosceva già Vavassori? In lui scorre un po’ di sangue brasiliano. 

"Onestamente non lo conoscevo, ma mi ha impressionato. Ha personalità e ha grandi colpi, anche in allenamento. Ci può dare una grossa mano". 

La sua avventura col Palermo è iniziata atterrando direttamente in Australia, con la squadra in vetrina insieme a Inter, Juventus e Milan. Che esperienza è stata? 

"Bellissima, anche perché era la mia prima volta in Australia. È stato tutto molto particolare, dall’organizzazione all’affetto che abbiamo ricevuto dai tifosi dall’altra parte del mondo. È stato bello confrontarsi con alcuni dei migliori club italiani, speriamo di poterci tornare".

Usciamo un po’ dal campo. Ha 29 anni e sta insieme a sua moglie Larissa da ben 14, con due splendide figlie. Che valore ha per lei la famiglia? 

"A volte capita di parlarne con i compagni, soprattutto con quelli più giovani. Per me la famiglia è un punto di riferimento fondamentale, perché ti dà equilibrio e serenità anche nei momenti più difficili. Quando i ragazzi mi chiedono un consiglio, dico sempre che costruire una famiglia è bellissimo. Quando arriva il momento giusto, è una delle cose più importanti nella vita". 

Nello spogliatoio, invece, ha trovato chi sfidare ai videogiochi? 

"In realtà c’è un problema, la mia PlayStation è ancora in Grecia, ma sta per arrivare (ride, ndr). Appena la avrò a disposizione inizierò a capire se c’è qualcuno davvero forte da sfidare". 

Passa per uno scaramantico: è vero? 

"In realtà, più che scaramantico, sono molto credente. Prima di ogni partita nel pullman ascolto le canzoni di Louvor, musica evangelica brasiliana. Questo è il mio rituale". 

Però ha iniziato la stagione con i baffi. Perché poi li ha tagliati? 

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"Ma no, il baffo andava bene solo per le vacanze estive (ride, ndr), adesso sono tornato alla mia versione tradizionale".

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