Paris, l'uomo-jet che scrive canzoni heavy metal e si rilassa con... le mucche
Il discesista più vincente nella storia dello sci italiano è nato in Val d'Ultimo, una piccola vallata rurale al confine con l'Austria. Appassionato di cucina, vive a Santa Valburga con Kristina, la compagna di sempre, e i due figli
Il discesista più vincente nella storia dello sci italiano è nato in Val d'Ultimo, una piccola vallata rurale al confine con l'Austria. Appassionato di cucina, vive a Santa Valburga con Kristina, la compagna di sempre, e i due figli
dal nostro inviato Andrea Fanì 7 febbraio - 08:51 - BORMIO (SONDRIO)Diciamolo chiaro: a dispetto dei suoi 36 anni (è nato a Merano il 14 aprile 1989), Dominik Paris ha ancora voglia di divertirsi e vincere. Per inciso: vincere una medaglia olimpica a Milano Cortina 2026, nel suo sport - lo sci alpino - e con due gare a disposizione, discesa e superG. L'altoatesino lotta per l'oro nella specialità regina (sabato 7 febbraio, ore 11.30, sulla Stelvio di Bormio) e avrà chance di podio nella seconda gara veloce (mercoledì 11 febbraio, ore 11.30, sulla stessa pista valtellinese). Arriva all'appuntamento olimpico con l'esperienza di tanti anni di Coppa del Mondo che però non lo hanno appesantito, come dimostrano i recenti risultati e il fresco rinnovo di contratto con l'azienda italiana che gli fornisce sci e scarponi (Nordica, accordo fino al 2028). Nella stagione attuale, Paris ha disputato 12 gare equamente divise tra discesa e superG: ha conquistato due podi, sulla Saslong in Gardena (3° in discesa) e a Crans Montana (2° in discesa), nell'ultima gara prima dell'appuntamento olimpico. Gli manca la vittoria, vero, ma è uscito solo in una occasione, nel superG di Wengen, e nove volte su dodici è arrivato in top 10. Una continuità che dà chiari segnali del suo stato fisico e mentale. Le gare olimpiche, la storia insegna, sono spesso una roulette, ma la Stelvio di Bormio è la sua pista, lo dicono i numeri: non è una garanzia, ma è un fattore da non sottovalutare.
dominik paris, i risultati in carriera
—"Domme" debutta in Coppa del Mondo il 19 dicembre 2008 sulla Saslong, in Val Gardena: scende con il pettorale 35 e chiude 54° il superG, a 3"44 dal vincitore, l'azzurro Werner Heel, al secondo dei tre successi in carriera. Il primo podio arriva due anni dopo, il 29 gennaio 2011: a Chamonix, in discesa, Paris è secondo dietro una leggenda, lo svizzero Didier Cuche. La prima vittoria, vista oggi, ha qualcosa di profetico: l'altoatesino la conquista il 29 dicembre 2012 in quella che diventerà la "sua" Bormio, dove vincerà altre sei volte tra discesa e superG (record assoluto sulla Stelvio) e dove si disputano tutte le gare di sci alpino maschile dei Giochi 2026. In Coppa del Mondo le vittorie complessive di Paris sono 24 (come Gustav Thoeni), l'ultima il 9 marzo 2025 nel superG di Kvitfjell, Norvegia. Solo un azzurro ha vinto più di Paris, in CdM: sua maestà Alberto Tomba, irraggiungibile a 50 successi. Tra le 24 vittorie di Paris, di cui 19 in discesa e 5 in superG, spiccano molte grandi classiche di Coppa: detto del record di Bormio (6 discese e 1 superG), Domme ha vinto a Kitzbuehel (3 discese e 1 superG), Garmisch (1 discesa) e Val Gardena (1 discesa). Tra i templi della velocità sugli sci gli manca solo un primo posto a Wengen, dove è stato una volta secondo e due volte terzo, sempre in discesa. Il feeling con i Giochi Olimpici non è mai stato eccellente, con il quarto posto di PyeongChang 2018 in discesa come miglior risultato; in compenso Paris in bacheca ha due medaglie mondiali: l'argento in discesa di Schladming (Austria) 2013 dietro l'icona Svindal e l'oro in superG nel 2019 a Are (Svezia) quando riuscì a battere di nove centesimi il francese Johan Clarey e l'austriaco Vincent Kriechmayr, suo avversario anche a Milano Cortina 2026.
dominik paris, la vita privata
—Paris è nato a Merano ma è cresciuto a Santa Valburga, in Val d'Ultimo, zona a vocazione rurale a un'ora di macchina da Bolzano. Oggi racconta di essere stato un bambino vivace, che aveva difficoltà a stare fermo e voleva sempre fare sport: sci, certo, spinto da papà Albert, ma anche calcio e tennis. "Ma non andavo all'oratorio a giocare, per noi l'oratorio era il bosco", ha raccontato nel 2020 al Corriere della Sera. A scuola se la cava in matematica, meno con lettura e scrittura: e proprio a scuola conosce Kristina Kuppelwieser, con cui condivide gli studi e lo sci club. Finiranno per condividere insieme la vita: i due oggi vivono - insieme ai figli Niko, nato nel 2018, e Lio, classe 2020 - nella loro casa di Santa Valburga, che Paris ha sognato da sempre e alla fine ha realizzato. "Qui ha ancora tutti gli amici e quello che ha ottenuto nello sci non l’ha assolutamente cambiato. Quando esce, è sempre lo stesso se incrocia quelli del paese", ha raccontato Kristina in una intervista alla Gazzetta a firma Marisa Poli. Ma la crescita di Domme non è sempre stata lineare: tendeva a ingrassare se smetteva di far lavorare il suo massiccio fisico di granito. Così verso i 18 anni prende una decisione drastica: un'estate in malga a lavorare duro e rimettersi in riga, "perché stavo esagerando un po' col bere", dirà anni dopo. Sveglia alle 3, mungitura, lavoro nei campi e vita monastica, ma in mezzo alla sua natura, ai suoi boschi. Torna giù un altro ragazzo, forse torna giù un uomo. Si rimette a sciare con impegno e i risultati non smetteranno più di dargli ragione. Grande appassionato di heavy metal, "ma non ho mai imparato a suonare uno strumento", mette su una band con gli amici di sempre. Nascono i Rise Of Voltage, in cui il chitarrista crea le melodie e Paris scrive le parole: è un hobby ma le serate in Alto Adige non mancano e la band arriva a suonare nei concerti fino in Friuli. La compagna Kristina racconta: "Sono costretta a sentirli, quando si ritrovano: anche a me piace la musica tosta, ma la loro è heavy metal, molto heavy...". Però Dominik ha sempre detto che per lui l'heavy metal, così tecnico e preciso da suonare bene, fa un effetto rilassante. Lui si definisce un tipo calmo e alla mano, la compagna lo descrive semplice, calmo, preciso ma senza affanni, negato per la moda ("Diciamo che non ama molto fare shopping e da questo punto di vista anch’io sono come lui. Nell’armadio ha i vestiti eleganti per le occasioni che contano, certo. Per il resto è uno che si veste molto casual") ma molto talentuoso in cucina, tanto da pensare alla carriera da cuoco se non avesse sfondato con lo sci. Specialità? "Gulasch con purè". Tifoso di Milan e Barcellona, è anche un grande appassionato di F1 e MotoGP.
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